Il Capitano di Vascello della Marina Militare racconta il valore della campagna addestrativa e il significato della tappa irlandese: responsabilità, lavoro di squadra, senso del dovere e l’orgoglio di rappresentare l’Italia nel mondo.
In occasione dello scalo a Dublino di Nave Etna, impegnata nella Campagna d’istruzione degli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale di Livorno, lunedì 17 agosto l’ambasciatore d’Italia in Irlanda, Nicola Faganello, ha visitato l’unità della Marina Militare, accolto a bordo dal comandante, capitano di vascello Alessandro De Lucia, dagli ufficiali, dall’equipaggio e dagli allievi. La visita è stata seguita da un ricevimento sul ponte di volo, alla presenza del Lord Mayor di Dublino, Daryl Barron, di rappresentanti delle istituzioni irlandesi, del Corpo diplomatico, del mondo accademico e della comunità italiana in Irlanda. Dublino, quarto scalo della campagna d’istruzione dopo Tangeri, La Coruña e Brest, ha rappresentato anche l’occasione per ribadire i solidi rapporti di amicizia e cooperazione tra Italia e Irlanda. A bordo di Nave Etna abbiamo incontrato il comandante Alessandro De Lucia, con il quale abbiamo parlato della missione, del ritorno a Dublino e del significato del legame tra i due Paesi. Le sue parole restituiscono il senso più profondo di una missione che non può essere letta soltanto attraverso rotte, porti e miglia percorse. La navigazione è soprattutto formazione: un’esperienza destinata a preparare giovani uomini e donne alle responsabilità che un giorno saranno chiamati ad assumere. La campagna addestrativa del 2026 vede infatti Nave Etna impegnata con gli allievi della Accademia Navale di Livorno in un itinerario internazionale che comprende diversi Paesi europei. La nave, unità di supporto logistico della Marina Militare, svolge così anche il ruolo di una vera scuola sul mare, dove alla preparazione professionale si affiancano disciplina, convivenza, responsabilità e capacità di operare come squadra. È proprio su questo aspetto che insiste il comandante De Lucia. Il viaggio, nella sua lettura, non rappresenta il fine, ma lo strumento attraverso il quale costruire il carattere dei futuri ufficiali. Ogni porto diventa una tappa della formazione e ogni incontro con una nuova comunità offre l’opportunità di comprendere che rappresentare l’Italia all’estero significa assumersi una responsabilità che va ben oltre l’uniforme. In questo percorso, Dublino sembra aver lasciato un’impronta particolare. Il comandante parla della storia della capitale irlandese, ma soprattutto del «valore della sua gente». Parole che assumono un significato ancora più forte in una serata nella quale la dimensione militare incontra quella diplomatica e istituzionale. Sul ponte di Nave Etna, alla presenza del Lord Mayor di Dublino, dell’Ambasciatore d’Italia e degli ospiti intervenuti, il tradizionale ammainabandiera diventa così il punto di congiunzione tra formazione militare e rappresentanza nazionale. Un gesto quotidiano nella vita navale che, compiuto lontano dall’Italia e davanti a rappresentanti delle istituzioni e della società civile, acquista un valore simbolico ancora maggiore. Nel discorso del comandante emerge infine una parola che attraversa idealmente tutta la missione: dovere. È il dovere verso l’equipaggio, verso la propria formazione, verso la storia della Marina Militare e, soprattutto, verso il Paese che quei giovani ufficiali saranno chiamati a rappresentare. Da queste parole prende forma una riflessione sul significato contemporaneo dell’essere ufficiale di Marina: conoscere il mare, certamente, ma anche imparare a guidare uomini e donne, assumersi responsabilità e comprendere il peso di un giuramento.
Comandante, innanzitutto, ci presenta l’unità che oggi accoglie i suoi ospiti a bordo?
«Buonasera a tutti. Sono il Capitano di Vascello Alessandro De Lucia, comandante di Nave Etna, questa meravigliosa unità. Benvenuti a bordo.»
Per lei quello di oggi non è il primo incontro con Dublino. Che città ha ritrovato a distanza di vent’anni?
«Dublino è una città fantastica. Non è la prima volta che vengo qui: la prima risale a vent’anni fa. L’ho trovata sempre meravigliosa, accogliente e divertente. È sempre un piacere venire a Dublino.»
In un momento internazionale particolarmente complesso, quale significato attribuisce all’amicizia e alla vicinanza tra Italia e Irlanda?
«L’amicizia con l’Irlanda esiste da sempre e non è mai mutata. L’occasione di tornare qui rappresenta proprio la dimostrazione che questa amicizia e questa cooperazione sono sempre vive tra i nostri due Paesi.»
Se dovesse dunque racchiudere in un’immagine il significato di questo ritorno di Nave Etna in Irlanda, quale sceglierebbe?
«L’occasione di tornare rappresenta proprio questo: l’amicizia e la cooperazione tra i nostri due Paesi sono sempre vive.»


















































