PORTO DI DUBLINO – Sul ponte di volo di ITS ETNA, il tradizionale momento della Marina Militare Italiana cattura l’attenzione degli invitati: diplomatici, rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo politico e imprenditoriale e membri della comunità riuniti per una serata dedicata all’amicizia tra Italia e Irlanda. Ci sono momenti che non hanno bisogno di molte parole. Il suono del cerimoniale, gli sguardi che si concentrano verso la bandiera e, per alcuni istanti, il ponte di volo che cambia atmosfera. È quanto accaduto la sera del 17 agosto 2026 a bordo di ITS ETNA, durante il ricevimento organizzato in occasione dello scalo a Dublino dell’unità della Marina Militare Italiana. La nave aveva attraccato in un punto ben preciso del porto della capitale irlandese: Dublin Port – Deep Water Quay, Berth 47, sul lato sud del porto, con accesso da Pigeon House Road. È qui, nel cuore dell’area portuale di Dublino, che la rappresentanza italiana ha accolto gli invitati per una serata nella quale dimensione militare, diplomazia e relazioni tra Italia e Irlanda si sono incontrate sul ponte di una nave della Marina. Tra i momenti capaci di richiamare maggiormente l’attenzione degli ospiti c’è stata l’Ammaina Bandiera, una delle espressioni più riconoscibili della tradizione e del cerimoniale della Marina Militare. Per qualche istante l’atmosfera conviviale del ricevimento ha lasciato spazio alla solennità. Gli sguardi degli invitati si sono rivolti verso il Tricolore. Diplomatici, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo politico e imprenditoriale, personalità del mondo accademico e membri della comunità hanno assistito a un momento che, nella cornice di una nave militare italiana ormeggiata in un porto straniero, ha assunto inevitabilmente anche un forte valore simbolico. Non era soltanto un passaggio del cerimoniale di bordo. L’immagine della bandiera italiana che viene ammainata a Dublino, davanti agli ospiti irlandesi e internazionali, racconta visivamente quella stessa funzione di rappresentanza che accompagna le unità della Marina Militare Italiana durante le loro soste all’estero. Diplomazia sul mare La serata era stata promossa dall’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello e dal Comandante di ITS ETNA, Capitano di Vascello Alessandro De Lucia. Sul ponte di volo erano presenti rappresentanti delle istituzioni irlandesi, del Corpo diplomatico, del mondo accademico, della comunità italiana e diversi invitati che avevano avuto l’opportunità di salire a bordo per questa speciale occasione. Tra le autorità presenti anche il Lord Mayor di Dublino Daryl Barron. Una platea eterogenea, dunque, che ha contribuito a dare alla serata una dimensione che andava ben oltre il tradizionale ricevimento istituzionale. Perché proprio questa è una delle caratteristiche della cosiddetta diplomazia navale: una nave militare che entra nel porto di un Paese amico non rappresenta esclusivamente le proprie Forze Armate. Porta con sé l’immagine, le istituzioni, le tradizioni e la cultura del Paese di cui batte bandiera.
IL TRICOLORE NEL PORTO DI DUBLINO
La presenza di Nave Etna nella capitale irlandese si inseriva nella Campagna d’istruzione degli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale di Livorno. A bordo erano presenti 130 allievi, impegnati in un’esperienza formativa destinata a rappresentare una tappa importante nella preparazione dei futuri ufficiali della Marina Militare Italiana. Lo scalo ha offerto contemporaneamente l’occasione per rafforzare i rapporti tra Italia e Irlanda, affrontando anche temi di particolare rilevanza europea, dalla sicurezza marittima alla protezione delle infrastrutture critiche, fino alla libertà di navigazione. Ma durante la serata del 17 agosto sono stati soprattutto i gesti, le immagini e il cerimoniale a rendere immediatamente percepibile agli invitati il significato della presenza italiana. L’Ammaina Bandiera ne è stata forse l’immagine più semplice e, proprio per questo, una delle più suggestive. Sul ponte di ITS ETNA, davanti al porto di Dublino, per alcuni istanti personalità istituzionali e semplici invitati hanno rivolto lo sguardo nella stessa direzione.
















































