Dopo le dimissioni al vertice del Comitato, l’imprenditore ed esponente di Evoluzione e Libertà rilancia una critica severa alla gestione dell’organismo. Sostegno alle battaglie della minoranza e richiesta di un cambio di passo: «Gli italiani all’estero hanno bisogno di presenza, identità e risultati, non di organismi lontani dalla gente».
LA CRISI DELLA RAPPRESENTANZA ITALIANA IN IRLANDA
DUBLINO – Le dimissioni al vertice del COMITES Irlanda non chiudono la crisi. Semmai la rendono ancora più evidente e impongono una domanda che non può essere elusa: quale bilancio lascia l’attuale esperienza del Comitato e, soprattutto, quanto è riuscita a incidere concretamente sulla vita della comunità italiana in Irlanda? Per Mario Borza, imprenditore italiano attivo da anni nel Paese ed esponente di Evoluzione e Libertà, limitarsi a sostituire chi occupa la presidenza significherebbe affrontare soltanto una parte del problema. La questione, nella sua lettura, riguarda l’intero modello di gestione e il rapporto costruito negli ultimi anni tra il COMITES Irlanda e gli italiani che dovrebbe rappresentare.
La sua è una critica politica netta. L’attuale Comitato, secondo questa impostazione, non sarebbe riuscito a costruire una presenza sufficientemente riconoscibile, continuativa e concreta nella comunità. Una distanza che emerge anche da una questione sollevata da Borza già in passato: molti italiani residenti all’estero non conoscono neppure l’esistenza dei COMITES. Per Borza occorre andare oltre. Chi ha ricoperto ruoli di responsabilità dovrebbe essere chiamato a rendere conto politicamente del lavoro svolto: delle iniziative realizzate, delle risposte fornite ai cittadini, della capacità di intercettare i problemi della comunità e del rapporto costruito con associazioni, famiglie, lavoratori e realtà italiane presenti sul territorio. Da qui il messaggio più duro: chi non è riuscito a produrre risultati o a costruire un rapporto concreto con la comunità dovrebbe avere il coraggio di lasciare spazio a nuove persone e nuove energie.
«BASTA ORGANISMI LONTANI DALLA GENTE»
La linea dell’esponente di Evoluzione e Libertà parte da un principio essenziale: gli italiani residenti all’estero non hanno bisogno di strutture autoreferenziali, ma di punti di riferimento capaci di intervenire quando emerge un problema. È la stessa impostazione che ha portato Borza a sostenere l’idea di uno Sportello Unico per gli Italiani in Irlanda, concepito come luogo di orientamento e collegamento per i connazionali nei rapporti con istituzioni e amministrazioni, con una particolare attenzione alle persone anziane e a chi incontra maggiori difficoltà. «I nostri anziani e i nostri concittadini si sentono persi», aveva osservato Borza. Dietro quelle parole c’è una concezione precisa della rappresentanza: prima le persone, poi le cariche; prima i risultati, poi gli equilibri interni. Ed è con questo metro che, secondo Borza, dovrebbe essere valutato anche il lavoro del COMITES Irlanda.





















































