Il nuovo rapporto di Daft.ie fotografa un Paese a due velocità: la capitale registra una diminuzione dei prezzi di vendita mentre le aree rurali continuano a crescere. Gli esperti: tutto dipende dall’offerta di immobili disponibili.
IMMOBILIARE IRLANDA
Dopo anni di crescita quasi ininterrotta, il mercato immobiliare di Dublino mostra i primi segnali di raffreddamento. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Daft.ie, uno dei principali portali immobiliari irlandesi, nel mese di giugno i prezzi di vendita di case e appartamenti nella capitale risultano inferiori del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta della prima flessione su base annua registrata dal 2023, un dato che potrebbe segnare un punto di svolta per uno dei mercati immobiliari più costosi e competitivi d’Europa. Gli stessi autori dello studio precisano tuttavia che il dato potrebbe essere leggermente rivisto nelle prossime settimane, con la registrazione di ulteriori transazioni relative al trimestre. Il fenomeno non rappresenta però un’inversione generalizzata del mercato nazionale. Al contrario, l’Irlanda continua a presentare un quadro estremamente differenziato, con una netta distinzione tra le grandi città e le aree periferiche del Paese. Secondo il rapporto, l’attuale rallentamento è coerente con un mercato nel quale l’offerta di immobili sta finalmente aumentando dopo il lungo periodo caratterizzato dall’impatto degli elevati tassi di interesse e da una forte competizione tra gli acquirenti. Una maggiore disponibilità di abitazioni sul mercato sta infatti contribuendo ad allentare la pressione sui prezzi, soprattutto nelle aree urbane.
UN’IRLANDA IMMOBILIARE DIVISA IN DUE
Se Dublino rallenta, il resto del Paese continua invece a registrare una crescita sostenuta dei prezzi richiesti. Nelle province di Munster e soprattutto nell’area Connacht-Ulster, l’inflazione dei prezzi di richiesta rimane elevata, rispettivamente al 6,3% e all’8,8%, valori sostanzialmente invariati rispetto a un anno fa.L’offerta di abitazioni di seconda mano nelle città è aumentata significativamente, tra il 10% e il 20% a seconda del mercato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In molte zone del Munster, del Connacht e dell’Ulster, invece, la disponibilità è rimasta praticamente invariata rispetto ai livelli già molto bassi di dodici mesi fa. Proprio la disponibilità di immobili rappresenta il miglior indicatore di ciò che sta accadendo e di ciò che accadrà nei prossimi mesi.

LA CRESCITA NAZIONALE RALLENTA MA RESTA POSITIVA
Su scala nazionale, il rapporto evidenzia comunque un mercato ancora in espansione. Nel periodo concluso a giugno, i prezzi di vendita sono aumentati mediamente del 3,2%, segnando però il ritmo di crescita più contenuto dal 2023. Anche il divario tra prezzo richiesto e prezzo finale di vendita si è ridotto sensibilmente. Attualmente, in media, gli immobili vengono venduti a un valore superiore del 5,5% rispetto alla richiesta iniziale, contro il 6,8% registrato nello stesso periodo del 2025. Secondo Daft.ie, anche questo fenomeno riflette una diminuzione della competizione tra gli acquirenti.
LE CAMPAGNE CORRONO PIÙ DELLE CITTÀ
Uno degli aspetti più interessanti del rapporto riguarda il crescente divario tra città e aree rurali. Mentre a Dublino l’inflazione dei prezzi richiesti si è praticamente dimezzata fino al 3%, nelle altre grandi città irlandesi risulta sostanzialmente stabile, con una variazione annua pari a -0,2%. Al contrario, nelle aree rurali la crescita continua a essere particolarmente sostenuta, confermando quello che gli analisti definiscono ormai un vero e proprio «mercato a due velocità». L’origine di questa differenza risiede ancora una volta nell’offerta. All’inizio di giugno erano disponibili poco più di 13.100 abitazioni di seconda mano in vendita sull’intero territorio nazionale, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, ma ancora molto lontano dalla media pre-pandemia, quando gli immobili disponibili superavano regolarmente quota 26.000.
LA RICERCA DI ABITAZIONI PIÙ ACCESSIBILI SPINGE VERSO LE PERIFERIE
Dal 2020 i prezzi degli immobili a Dublino, il mercato più costoso del Paese, sono aumentati di circa il 30%. Nell’area Connacht-Ulster, invece, pur rimanendo il territorio economicamente più accessibile, la crescita raggiunge addirittura il 73% rispetto all’inizio della pandemia. Un fenomeno che riflette la crescente tendenza delle famiglie a trasferirsi verso località più economiche, favorita anche dalla diffusione del lavoro flessibile e dello smart working.
NUOVE COSTRUZIONI IN CRESCITA, MERCATO DELLE ABITAZIONI DI SECONDA MANO ANCORA IN STALLO
Il rapporto evidenzia inoltre una forte differenza tra nuove costruzioni e abitazioni esistenti. Nel periodo concluso a marzo il numero complessivo delle compravendite è aumentato di poco più del 3%, ma questa crescita è stata interamente sostenuta dagli immobili di nuova costruzione, le cui vendite sono aumentate del 17%. Il mercato delle abitazioni di seconda mano, che rappresenta la principale fonte potenziale di offerta, continua invece a mostrare una sostanziale stagnazione. L’Irlanda dovrebbe costruire ben oltre 60.000 nuove abitazioni all’anno, contro un ritmo attuale inferiore alle 40.000 unità. Ma le nuove costruzioni, da sole, non saranno sufficienti a riequilibrare il mercato. Secondo l’economista sarà fondamentale aumentare la rotazione delle circa 1,4 milioni di abitazioni occupate dai proprietari, un processo che potrebbe accelerare con la progressiva scadenza dei mutui a tasso fisso sottoscritti durante gli anni del forte aumento dei tassi di interesse.

IL GOVERNO PUNTA SULLE AREE RURALI
Anche il Governo irlandese guarda con attenzione agli squilibri territoriali emersi dal rapporto. L’esecutivo sta lavorando a una revisione delle linee guida sulla pianificazione rurale, provvedimento che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri entro il mese. L’obiettivo è facilitare la costruzione di nuove abitazioni da parte dei residenti nelle proprie comunità locali, favorendo la rigenerazione del territorio e contribuendo, allo stesso tempo, ad aumentare l’offerta complessiva di case.














































