Da professionista sanitaria a Roma a protagonista della ristorazione italiana in Irlanda. La storia di una scelta coraggiosa, nata da un sogno di famiglia e diventata una realtà apprezzata soprattutto dalla clientela irlandese. Ci sono percorsi professionali che sembrano già scritti e altri che cambiano direzione all’improvviso, seguendo strade inaspettate. La storia di Valentina Simeoni appartiene a questa seconda categoria. Romana, fisioterapista per formazione e professione, decide di lasciare alle spalle una carriera consolidata per intraprendere un’avventura completamente diversa in Irlanda. Una scelta che nasce dall’amore, dalla fiducia e dalla volontà di sostenere il sogno del marito Massimiliano, da sempre legato al mondo della ristorazione. Dopo un primo viaggio esplorativo nel 2015, la coppia comprende che l’Irlanda potrebbe rappresentare una concreta opportunità di crescita. L’anno successivo arriva il trasferimento definitivo e nel 2018 prende vita Belli Dentro, ristorante italiano situato a Dún Laoghaire, elegante località costiera a sud di Dublino. Negli anni il locale attraversa sfide importanti, compresa la difficile parentesi della pandemia, riuscendo però a consolidare un rapporto speciale con la comunità locale. Oggi circa il 60-70% della clientela è composta da irlandesi, conquistati da una cucina che punta sull’autenticità e sul rispetto della tradizione italiana. In questa intervista, Valentina racconta il proprio percorso umano e professionale, le difficoltà affrontate, le soddisfazioni raggiunte e il valore di credere in un progetto costruito passo dopo passo lontano dall’Italia.

Prima di arrivare in Irlanda, quale era il suo percorso professionale?
«Sono nata e cresciuta a Roma e per molti anni ho lavorato come fisioterapista. Era il mio mestiere e il settore nel quale avevo costruito la mia professionalità. La ristorazione non faceva parte del mio percorso diretto, anche se in famiglia era già molto presente grazie all’esperienza di mio marito.»
Come nasce l’idea di trasferirsi all’estero?
«L’idea nasce principalmente da Massimiliano. Era il suo sogno da sempre. Aveva lavorato per anni nella ristorazione a Roma, iniziando come cameriere, poi come barista e barman. Il suo obiettivo era quello di diventare chef e avere un locale tutto suo. Io ho creduto in quel sogno e ho deciso di accompagnarlo in questa avventura.»
Prima di trasferirvi definitivamente avete fatto alcune valutazioni?
«Assolutamente sì. Nel 2015 siamo venuti in Irlanda per capire meglio il Paese e testare il mercato. Volevamo comprendere se ci fossero realmente le condizioni per costruire qui il nostro futuro. È stato un periodo importante di osservazione e valutazione.»
Quando avete deciso di fare il grande passo?
«Nel 2016 ci siamo trasferiti definitivamente. È stata una decisione importante che ha comportato molti cambiamenti, ma sentivamo che fosse il momento giusto per provarci.»

E quando nasce Belli Dentro?
«Abbiamo aperto il ristorante nel 2018 a Dún Laoghaire. Per noi è stato il coronamento di un progetto che avevamo iniziato a immaginare diversi anni prima.»
Il locale ha sempre avuto la formula attuale?
«No, inizialmente eravamo un coffee shop. Lavoravamo soprattutto con colazioni e pranzi. Successivamente il progetto si è evoluto e ha assunto una forma diversa.»
Quanto ha inciso il periodo del Covid sul vostro percorso?
«Moltissimo. Come per tante attività del settore è stato un momento molto difficile. Abbiamo dovuto chiudere e reinventarci attraverso il servizio da asporto. In quel periodo il sostegno della clientela locale è stato fondamentale. Gli irlandesi ci sono stati davvero vicini e hanno continuato a supportarci.»
Che ruolo hanno avuto i vostri clienti nella crescita del locale?
«Un ruolo determinante. Sono stati proprio loro a chiederci sempre più spesso di aprire anche la sera. Volevano poter gustare i nostri piatti in un contesto diverso rispetto a quello del coffee shop. Quelle richieste ci hanno fatto riflettere e ci hanno spinto a cambiare completamente il modello di attività.»
Quando avviene questa trasformazione?
«Circa tre anni fa. Da quel momento abbiamo deciso di concentrarci esclusivamente sulla ristorazione serale e di sviluppare un’offerta più strutturata.»
Chi sono oggi i vostri clienti?
«Abbiamo una clientela molto variegata. Vengono italiani, brasiliani, spagnoli, francesi e persone di tante altre nazionalità. Tuttavia la componente principale è rappresentata dagli irlandesi.»
In quale percentuale?
«Direi tra il 60 e il 70 per cento. Sono molti i clienti abituali che tornano regolarmente e che nel tempo sono diventati parte integrante della nostra storia.»
Quali sono i piatti più apprezzati?
«Tra gli antipasti la parmigiana continua ad avere un grande successo. Per quanto riguarda i primi, il menù cambia spesso, ma alcuni piatti restano particolarmente richiesti, come la pasta con ragù di salsiccia. Sta andando molto bene anche il tonnarello del marinaio.»
E la carbonara?
«La carbonara piace tantissimo. È uno dei piatti che più rappresentano la nostra cucina e che riceve maggiori apprezzamenti.»
È vero che alcuni clienti la considerano una delle migliori d’Irlanda?
«Sì, ce lo hanno detto diverse persone che hanno visitato vari ristoranti italiani in Irlanda. Ricevere commenti di questo tipo è sempre una grande soddisfazione perché significa che il lavoro e l’attenzione alla qualità vengono riconosciuti.»
La domanda finale è inevitabile: carbonara con o senza panna?
«Assolutamente senza panna. Su questo non si transige. La tradizione va rispettata.»
La storia di Valentina Simeoni dimostra come il coraggio di cambiare strada possa aprire opportunità impensabili. Dalle corsie della fisioterapia ai tavoli di un ristorante affacciato sulla costa di Dún Laoghaire, il percorso compiuto insieme a Massimiliano racconta una delle tante storie di italiani che hanno scelto di reinventarsi all’estero senza rinunciare alla propria identità. E forse il segreto del loro successo è proprio qui: portare in Irlanda non soltanto ricette italiane, ma una visione autentica dell’ospitalità, della qualità e della passione che da sempre contraddistinguono la migliore tradizione gastronomica italiana.














































