Da Taranto a Dublino, passando per Milano, Londra, Cambridge e Washington. Questo è il percorso di Gaia Narciso, economista italiana e Professor in Economics presso Trinity College Dublin, oggi una delle voci accademiche più autorevoli nel campo dell’economia dello sviluppo, della political economy e della storia economica. La sua storia racconta molto più di una brillante carriera universitaria. Racconta il cammino di una generazione di ricercatrici italiane che, formatesi in Italia con rigore, disciplina e ambizione intellettuale, hanno saputo costruire all’estero spazi di ricerca, insegnamento e libertà accademica, contribuendo al prestigio internazionale delle istituzioni che le hanno accolte. Gaia cresce a Taranto e si forma inizialmente in Italia, in un percorso che la conduce all’Università Bocconi di Milano, dove approfondisce l’economia e costruisce le basi del proprio futuro accademico. La formazione italiana si arricchisce poi di esperienze internazionali fondamentali: la London School of Economics, il dottorato di ricerca, un periodo come visiting scholar presso l’Università di Cambridge e l’esperienza alla Banca Mondiale di Washington, dove nel 2004 lavora su temi legati allo sviluppo economico. È un percorso costruito attraverso scelte coraggiose, in un mercato accademico internazionale altamente competitivo, nel quale il talento deve essere accompagnato da metodo, pubblicazioni, mobilità, resilienza e da una costante capacità di mettersi in discussione. Quando arriva a Trinity College Dublin, nel 2007, Gaia entra in un ambiente universitario dinamico e profondamente internazionale. Poco dopo, nel 2008, l’Irlanda attraversa una delle crisi economiche più difficili della propria storia recente. Eppure sceglie di rimanere, di investire nel Paese e di costruire qui il proprio futuro professionale. Per Gaia, Dublino non rappresenta semplicemente un luogo di lavoro. Diventa il contesto nel quale crescere come ricercatrice, docente e cittadina, contribuendo allo sviluppo di un’università che continua ad attrarre talenti da tutto il mondo. Progressivamente cresce all’interno di Trinity College, insegna, pubblica, costruisce reti internazionali e contribuisce al ricambio generazionale del Dipartimento di Economics, rafforzando una nuova generazione di studiosi caratterizzata da una forte apertura internazionale e da un approccio sempre più interdisciplinare. Alla domanda su cosa l’abbia trattenuta in Irlanda, Gaia racconta come il sistema accademico irlandese le abbia offerto la possibilità di essere valutata principalmente per la qualità della ricerca, dell’insegnamento e del contributo apportato all’istituzione. Un ambiente nel quale il merito, la collaborazione e la capacità di sviluppare nuove idee trovano spazio concreto. È proprio questa libertà intellettuale che emerge come uno degli elementi distintivi del suo percorso. Gaia non sceglie soltanto un posto di lavoro. Sceglie uno spazio nel quale poter fare ricerca, insegnare e contribuire alla costruzione di nuovi progetti. Tra questi figura la Trinity Impact Evaluation Unit, nata con l’obiettivo di rafforzare la cultura della valutazione d’impatto e di avvicinare sempre più la ricerca accademica alle politiche pubbliche e alla cooperazione internazionale, anche attraverso collaborazioni con Irish Aid. Oggi ricopre il ruolo di Director del Centre for Economics, Policy and History, un centro che riflette questa visione interdisciplinare e promuove il dialogo tra economia, storia, sviluppo e politiche pubbliche. Il suo lavoro si colloca nel punto di incontro tra ricerca accademica e impatto concreto. Attraverso i propri studi analizza temi quali migrazioni, sviluppo economico, istituzioni, reti sociali e valutazione delle politiche pubbliche, con l’obiettivo di comprendere quali interventi siano realmente in grado di migliorare la vita delle persone e delle comunità. Nel corso della conversazione emerge però anche una dimensione più personale del suo percorso. Con il passare degli anni, infatti, l’Irlanda è diventata non soltanto il luogo della sua crescita professionale, ma anche quello nel quale ha costruito la propria famiglia. Gaia racconta come uno degli aspetti che più apprezza della società irlandese sia il modo in cui i bambini vengono incoraggiati, fin da piccoli, a sviluppare autonomia, fiducia e senso di responsabilità. La quotidianità si svolge prevalentemente all’aria aperta, il rapporto con la natura accompagna la crescita e la tecnologia sembra occupare uno spazio più equilibrato rispetto ad altri contesti. Accanto a questo, riconosce nell’Irlanda una cultura generalmente improntata all’apertura, al rispetto delle differenze e alla tolleranza. Valori che hanno contribuito non soltanto alla propria integrazione, ma anche alla serenità con cui la sua famiglia vive oggi questo Paese. Anche questo, in fondo, rappresenta una forma di sviluppo. Non soltanto economico o accademico, ma umano. In un momento in cui l’Irlanda continua ad attrarre talenti internazionali, la storia di Gaia Narciso ricorda che l’integrazione non riguarda soltanto il lavoro o la residenza. Riguarda la possibilità di contribuire alla crescita delle istituzioni, di creare nuova conoscenza, di formare le generazioni future e, allo stesso tempo, di costruire una comunità nella quale le persone possano sentirsi parte di un progetto condiviso. La sua esperienza parla anche ai molti giovani italiani che guardano all’estero con ambizione. Il percorso accademico internazionale richiede pazienza, mobilità, sacrificio e competenze sempre nuove, ma dimostra anche che il talento, quando incontra contesti capaci di valorizzarlo, può trasformarsi in leadership scientifica e in contributo concreto alla società. Gaia Narciso rappresenta oggi un esempio di eccellenza italiana che contribuisce quotidianamente allo sviluppo dell’Irlanda attraverso la ricerca, l’insegnamento e l’innovazione. La sua storia dimostra come la conoscenza possa diventare uno straordinario strumento di crescita condivisa e come l’università possa svolgere un ruolo centrale nel rafforzare la coesione sociale, favorire il dialogo tra culture diverse e costruire ponti duraturi tra Italia e Irlanda.














































