Il Lord Mayor di Dublino accoglie nella capitale irlandese ufficiali, equipaggio e allievi della Marina Militare Italiana. Dal ruolo strategico del porto al rapporto con Pompei, lo sguardo è rivolto a nuove collaborazioni tra Irlanda e Italia nei settori della cultura, del turismo e degli affari. La presenza di Nave Etna a Dublino non è stata soltanto una tappa della Campagna d’istruzione degli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale di Livorno. Sul ponte di volo dell’unità della Marina Militare Italiana, l’incontro tra rappresentanti italiani e irlandesi ha assunto anche il significato di un dialogo tra due Paesi che intendono consolidare relazioni istituzionali, culturali ed economiche. Lunedì 17 agosto, in occasione dello scalo nella capitale irlandese, l’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello ha visitato Nave Etna, accolto dal comandante, Capitano di Vascello Alessandro De Lucia, dagli ufficiali, dall’equipaggio e dagli allievi. Alla visita è seguito un ricevimento sul ponte di volo, al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni irlandesi, del Corpo diplomatico, del mondo accademico e della comunità italiana in Irlanda. Tra gli ospiti, il Lord Mayor di Dublino Daryl Barron, che ha rivolto il proprio benvenuto alla nave e al suo equipaggio. Nel suo intervento ha richiamato una parte essenziale dell’identità della capitale: il rapporto con il mare. Dublino è cresciuta attorno alla sua baia, al fiume Liffey e al porto, e proprio il collegamento marittimo ha contribuito storicamente allo sviluppo commerciale e all’apertura internazionale della città. Il porto di Dublino, nelle parole del Lord Mayor, continua a rappresentare la principale porta marittima dell’Irlanda e un elemento fondamentale dell’economia e delle infrastrutture della capitale. La presenza di una nave italiana assume quindi un valore che intreccia storia marittima, relazioni istituzionali e apertura internazionale. Ma il discorso di Barron guarda soprattutto oltre il mare. Il rapporto tra Italia e Irlanda, sottolinea, si traduce sempre più in collaborazioni concrete tra città e comunità. Un esempio è il rapporto tra Dublino e Pompei, indicato dal Lord Mayor come una piattaforma sulla quale continuare a costruire opportunità nei campi della cultura, del turismo e degli affari. È proprio la dimensione “da città a città” a emergere come uno dei passaggi più significativi. Barron guarda ai prossimi mesi e alla prospettiva di recarsi personalmente a Pompei, con l’obiettivo dichiarato di estendere la partnership e rafforzare ulteriormente le relazioni tra Irlanda e Italia. Sul ponte di Nave Etna, davanti a una delle espressioni più visibili della presenza istituzionale italiana a Dublino, abbiamo incontrato il Lord Mayor Daryl Barron per raccogliere la sua testimonianza sul significato della serata e sulle prospettive di una relazione che, dalle istituzioni nazionali, punta sempre più a coinvolgere direttamente città e comunità.

Lord Mayor, che significato ha per Dublino accogliere Nave Etna e il suo equipaggio?
«È una serata fantastica qui su Nave Etna. Sono felicissimo di essere qui con l’Ambasciatore, il comandante e l’equipaggio, anche soltanto per poter vedere l’imponente nave che abbiamo questa sera a Dublino.»
Lei ha ricordato anche il suo legame istituzionale con il porto. Quanto conta la dimensione marittima nell’identità di Dublino?
«In qualità di Lord Mayor di Dublino e ammiraglio onorario del porto, è fantastico poter dare il benvenuto qui a Dublino all’equipaggio arrivato dall’Italia.»
Nel suo discorso ha insistito sul rapporto tra Italia e Irlanda. Che valore attribuisce oggi a questa amicizia?
«Questa visita contribuisce a costruire e rafforzare l’amicizia tra Italia e Irlanda. Penso che sia molto importante coltivare queste radici.»
Questa relazione non riguarda però soltanto i rapporti tra i due Paesi. Lei ha citato espressamente Pompei. Perché?
«Come ho ricordato nel mio discorso, c’è il lavoro che stiamo portando avanti con Pompei. Non vedo l’ora di recarmi lì nei prossimi mesi per estendere la partnership che abbiamo e rafforzare ulteriormente le relazioni tra Irlanda e Italia.»
Quali opportunità possono nascere da una cooperazione più stretta tra le città italiane e Dublino?
«Queste collaborazioni possono contribuire allo sviluppo di relazioni significative tra Dublino e le comunità italiane e creare nuove opportunità. Guardiamo con interesse alla possibilità di continuare a lavorare insieme.»
La sua idea, dunque, è quella di trasformare l’amicizia istituzionale in rapporti sempre più concreti tra i territori?
«Sì. Come ho detto, non vediamo l’ora di continuare a collaborare da città a città nei prossimi mesi.»
Se dovesse indicare il messaggio che questa serata a bordo di Nave Etna lascia per il futuro delle relazioni tra Irlanda e Italia, quale sarebbe?
«È importante continuare a coltivare queste radici, sviluppare la partnership che abbiamo e rafforzare le relazioni tra Irlanda e Italia. Guardiamo con grande interesse alle collaborazioni tra le nostre città nei prossimi mesi.»
















































