L’Ambasciatore d’Italia in Irlanda racconta il significato dello scalo della Marina Militare Italiana nella capitale irlandese: la formazione di 130 allievi dell’Accademia Navale di Livorno, la sicurezza marittima europea e il valore di una presenza capace di avvicinare istituzioni, comunità e Paesi. Ci sono occasioni nelle quali la presenza di una nave militare in un porto straniero assume un significato che va ben oltre la navigazione. Diventa rappresentanza del Paese, occasione di incontro, strumento di dialogo. È questa la chiave con cui l’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello legge lo scalo a Dublino di Nave Etna, unità della Marina Militare Italiana impegnata nella Campagna d’istruzione degli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale di Livorno. Lunedì 17 agosto, l’Ambasciatore ha visitato l’unità, accolto a bordo dal comandante, Capitano di Vascello Alessandro De Lucia, dagli ufficiali, dall’equipaggio e dagli allievi. Alla visita è seguito un ricevimento sul ponte di volo, alla presenza del Lord Mayor di Dublino Daryl Barron, di rappresentanti delle istituzioni irlandesi, del Corpo diplomatico, del mondo accademico e della comunità italiana in Irlanda. È proprio sul concetto di diplomazia navale che Faganello concentra una parte significativa della sua riflessione. Nel discorso pronunciato a bordo, l’Ambasciatore la definisce uno strumento capace di favorire il dialogo, rafforzare la comprensione reciproca e promuovere la cooperazione tra le nazioni. Una funzione che acquista un valore particolare a Dublino, città la cui storia e identità, ricorda, sono state profondamente plasmate dal mare. La dimensione diplomatica si intreccia con quella della formazione. A bordo di Nave Etna sono presenti 130 allievi dell’Accademia Navale di Livorno, impegnati in un’esperienza che rappresenta una tappa importante nella preparazione dei futuri ufficiali della Marina Militare Italiana. Ma lo scalo irlandese si colloca anche all’interno di un quadro europeo più ampio. Faganello richiama il tema della sicurezza marittima, della protezione delle infrastrutture critiche e della libertà di navigazione, considerate essenziali per la sicurezza, la stabilità e la prosperità dell’Europa. Nelle parole dell’Ambasciatore emerge, infine, una dimensione più umana. Le visite delle unità italiane all’estero sono anche momenti di incontro e di partecipazione, capaci di coinvolgere tanto la comunità italiana quanto il Paese ospitante. Un’esperienza che Faganello aveva già vissuto in precedenti incarichi diplomatici e che a Dublino definisce ancora una volta «molto importante e significativa». A bordo di Nave Etna, abbiamo quindi incontrato l’Ambasciatore Nicola Faganello per comprendere quale significato assuma questa presenza italiana in Irlanda e quale contributo possa offrire al consolidamento dei rapporti tra i due Paesi.

Ambasciatore Faganello, che significato assume questa giornata all’insegna dell’italianità in Irlanda?
«Devo dire che è una giornata importante. La presenza di Nave Etna della Marina Militare Italiana, che si trova qui ormai da due giorni, è significativa perché la diplomazia navale è uno strumento molto importante: collega le popolazioni, i governi e le autorità. È quindi uno strumento molto utile per noi.»
Perché la presenza della Marina Militare assume un valore particolare proprio a Dublino?
«Dublino è una città con una storia e una tradizione legate al mare. Per questo la presenza di una nave italiana qui è particolarmente appropriata.»
Nave Etna non è soltanto una presenza istituzionale: a bordo si stanno formando i futuri ufficiali della Marina. Quanto è importante questa componente della missione?
«Su questa nave si svolge anche un’importante attività di formazione. Ci sono 130 allievi dell’Accademia Navale di Livorno e questa esperienza offre un’occasione fondamentale per la preparazione dei futuri ufficiali della Marina Militare Italiana.»
Nel suo discorso ha collegato la presenza di Nave Etna anche al tema della sicurezza marittima europea. Qual è il significato di questo passaggio?
«È un’ottima occasione che si inserisce anche nel contesto della Presidenza irlandese dell’Unione Europea, che ha tra i propri focus quello della sicurezza marittima. Anche da questo punto di vista la presenza della nave rappresenta per noi uno strumento per sviluppare ulteriormente i rapporti in questo ambito.»
Nel suo intervento ha parlato anche di infrastrutture marittime critiche e libertà di navigazione. Perché sono temi così centrali oggi?
«La salvaguardia delle infrastrutture marittime critiche e la tutela della libertà di navigazione sono fondamentali per garantire la sicurezza, la stabilità e la prosperità dell’Europa. In un contesto geopolitico in continua evoluzione, è importante rafforzare la resilienza e la cooperazione europea nell’affrontare le nuove sfide.»
Lei ha avuto modo di visitare personalmente Nave Etna e incontrare gli allievi. Che esperienza è stata?
«Ho avuto l’occasione di visitare la nave e successivamente di incontrare alcuni degli allievi. Per me è stata un’occasione unica.»
È un’esperienza che aveva già vissuto durante altri incarichi diplomatici all’estero?
«Sì, ho avuto esperienze simili durante miei precedenti incarichi all’estero, in occasione della presenza di altre navi italiane. Sono sempre momenti molto apprezzati.»
Che cosa rappresentano questi momenti per gli italiani che vivono lontano dall’Italia?
«Sono occasioni di incontro e di gioia per la comunità italiana, ma anche per il Paese ospitante. È questo uno degli aspetti che rende queste visite particolarmente significative.»
Se dovesse racchiudere in un messaggio il significato della presenza di Nave Etna a Dublino, quale sceglierebbe?
«È un momento di incontro tra la comunità italiana e il Paese ospitante, oltre che un’occasione per sviluppare i nostri rapporti. È stata, e continua a essere, una serata molto importante e significativa.»
















































