Al Navan Rugby Club, gli ambasciatori Nicola Faganello ed Elizabeth McCullough protagonisti di un incontro simbolico alla presenza della ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee. Succede lunedì 19 ottobre 2026. Sport, cultura e relazioni istituzionali si intrecciano nel gemellaggio tra Italia e contea di Meath.
Al Navan Rugby Club, l’ambasciatore italiano Nicola Faganello e l’ambasciatrice irlandese in Italia Elizabeth McCullough protagonisti di un incontro simbolico alla presenza della ministra Helen McEntee. L’iniziativa Italy–Meath County Pairing intreccia relazioni istituzionali, sport e cultura, nel segno di un’amicizia che affonda le radici nella storia di San Colombano. Per una volta, la diplomazia lascia le sale istituzionali e scende su un campo da rugby. Non ci sono tavoli negoziali né documenti da firmare, ma un pallone ovale che passa di mano in mano, tra rappresentanti delle istituzioni italiane e irlandesi. È un’immagine insolita, ma capace di raccontare il significato di un rapporto costruito nel tempo attraverso la cultura, la storia, lo sport e le relazioni tra due popoli. Succede lunedì 19 ottobre 2026, al Navan Rugby Club, nella contea irlandese di Meath, dove l’ambasciatore d’Italia in Irlanda, Nicola Faganello, e l’ambasciatrice d’Irlanda in Italia, Elizabeth McCullough, si ritrovano a condividere un momento sportivo nell’ambito dell’iniziativa Italy–Meath County Pairing, il gemellaggio istituzionale tra l’Italia e la contea di Meath. A rendere particolarmente significativo l’incontro è la presenza di Helen McEntee, ministra irlandese per gli Affari Esteri, il Commercio e la Difesa, insieme a Sarah Reilly, Cathaoirleach, presidente del Consiglio della contea di Meath, e Michela Linda Magrì, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Sul campo, tra passaggi e prese del pallone, la formalità delle relazioni diplomatiche lascia spazio alla spontaneità. Faganello richiama l’attenzione sull’eccellente presa del pallone durante l’esercitazione, in un momento che lascia intravedere anche una certa familiarità con il mondo dello sport. È una scena che riassume lo spirito della giornata: costruire relazioni attraverso esperienze condivise, andando oltre i protocolli ufficiali.

Il gemellaggio tra Italia e Meath: un progetto che guarda all’Europa
L’incontro si inserisce in un’iniziativa promossa dal governo irlandese in vista della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, con l’obiettivo di associare ciascuno Stato membro a una contea dell’Irlanda, creando occasioni di collaborazione istituzionale, culturale e sociale. L’abbinamento tra Italia e Meath non nasce casualmente. Secondo quanto illustrato nell’ambito dell’iniziativa, la scelta è stata espressamente sostenuta dalla ministra Helen McEntee e dal ministro di Stato per gli Affari Europei Thomas Byrne, entrambi legati all’Italia da un particolare interesse personale e istituzionale. La proposta è stata accolta favorevolmente dalla parte italiana e sviluppata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo è dare continuità a un rapporto che non si esaurisce nelle relazioni diplomatiche tra Roma e Dublino, ma coinvolge comunità locali, istituzioni scolastiche, associazioni sportive e organizzazioni culturali. «Il semestre della presidenza europea irlandese è un’ottima opportunità per rafforzare i legami tra Italia e Irlanda», sottolinea Helen McEntee, indicando nella dimensione europea un’occasione per consolidare rapporti già profondamente radicati. Il gemellaggio assume così un significato che supera quello di una semplice visita ufficiale: diventa uno strumento per favorire nuovi contatti e sviluppare collaborazioni destinate a proseguire nel tempo.
Elizabeth McCullough: «Le nostre storie e culture sono intrecciate»
A sottolineare la profondità dei rapporti tra i due Paesi è anche l’ambasciatrice irlandese in Italia, Elizabeth McCullough, che richiama l’attenzione su un’affinità storica e culturale capace di attraversare i secoli. «Le relazioni tra Italia e Irlanda sono solide e dinamiche, e tra i nostri due popoli è sempre esistita una profonda affinità. Le nostre storie e culture si intrecciano, e i numerosi legami che ci uniscono affondano le proprie radici in un passato lontano e duraturo». Le parole dell’ambasciatrice trovano un riscontro concreto nell’iniziativa promossa nella contea di Meath, dove la diplomazia incontra le comunità locali e dove i rapporti internazionali assumono una dimensione più vicina alla vita quotidiana delle persone. È anche questo uno degli aspetti più interessanti del progetto: trasformare un legame tra Stati in una rete di rapporti tra territori, scuole, istituzioni e cittadini.

Da San Colombano a Bobbio: le radici millenarie di un’amicizia
Per comprendere la profondità delle relazioni tra Italia e Irlanda bisogna tornare indietro di oltre quattordici secoli, quando monaci e missionari irlandesi attraversavano l’Europa contribuendo alla diffusione della cultura e alla conservazione del sapere. Tra le figure più significative emerge quella di San Colombano, il monaco missionario irlandese che, dopo un lungo percorso attraverso il continente europeo, raggiunse Bobbio, in provincia di Piacenza, dove nel 614 fondò un’abbazia destinata a diventare uno dei grandi centri religiosi e culturali dell’Europa medievale. La sua vicenda rappresenta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili dei rapporti spirituali e culturali tra i due Paesi. Non sorprende, dunque, che il programma della visita istituzionale nella contea di Meath abbia compreso anche una tappa a Dalgan Park, sede della Società Missionaria di San Colombano. È un luogo che custodisce e rinnova una tradizione missionaria profondamente legata alla storia irlandese e ai rapporti internazionali sviluppati nel corso dei secoli. Il richiamo a San Colombano aggiunge così una dimensione storica al gemellaggio contemporaneo. Prima delle istituzioni europee, dei programmi di cooperazione e delle moderne relazioni diplomatiche, esistevano già uomini e comunità capaci di costruire ponti tra l’Irlanda e la penisola italiana.
Il rugby come linguaggio comune tra Navan e Piacenza
Ma se la storia di San Colombano rappresenta il passato, il rugby offre un’immagine concreta di come quei rapporti possano continuare a svilupparsi nel presente. La visita al Navan Rugby Club assume infatti un significato particolare anche per l’esistenza di un legame sportivo tra Navan e Piacenza, due realtà che attraverso il rugby hanno trovato un ulteriore terreno di incontro. La presenza dell’ambasciatore Faganello sul campo non è dunque soltanto un momento informale all’interno di un programma diplomatico. È il riconoscimento del valore dello sport come strumento di dialogo, conoscenza reciproca e collaborazione tra comunità. Il rugby, disciplina profondamente radicata nella cultura irlandese, diventa in questo contesto un linguaggio condiviso, capace di avvicinare persone con esperienze, ruoli e provenienze differenti. Accanto ai rappresentanti diplomatici, la presenza delle autorità locali e della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino sottolinea inoltre la natura trasversale dell’iniziativa, nella quale sport, cultura e istituzioni concorrono allo stesso obiettivo.

Una diplomazia che costruisce relazioni tra le persone
L’Italy–Meath County Pairing racconta un modo di interpretare le relazioni internazionali che non si limita agli incontri ufficiali tra rappresentanti di governo. Il coinvolgimento delle comunità locali, delle istituzioni culturali e delle associazioni sportive dimostra come la cooperazione tra Paesi possa svilupparsi anche attraverso iniziative apparentemente semplici, ma capaci di generare rapporti duraturi. Per la comunità italiana residente in Irlanda, esperienze di questo tipo rappresentano anche un’occasione per vedere riconosciuto il proprio ruolo di collegamento tra due società che condividono una lunga tradizione di scambi umani e culturali. L’immagine dell’ambasciatore italiano e dell’ambasciatrice irlandese impegnati con un pallone da rugby, sotto lo sguardo della ministra degli Esteri, restituisce una dimensione della diplomazia meno formale e più immediata. E forse è proprio questa la sintesi più efficace del gemellaggio tra Italia e Meath: un rapporto che attraversa i secoli, dalle strade percorse da San Colombano fino ai campi sportivi dell’Irlanda contemporanea. A Navan, per un giorno, quel lungo percorso trova una rappresentazione semplice: due Paesi, una storia condivisa e un pallone ovale che passa da una mano all’altra.






















































