Il Sottocapo Aiutante Annaria Presta, cuoca della Marina Militare Italiana, racconta la cena preparata a Dublino per il ricevimento sul ponte di volo di Nave Etna: orecchiette al pomodoro e basilico, insalata di mare e parmigiana. Una cucina fatta di tradizione, semplicità e dedizione, anche nelle condizioni particolari della vita a bordo. Quando una nave italiana entra in un porto straniero, a rappresentare il Paese non sono soltanto l’uniforme, il cerimoniale e la bandiera. C’è anche un’altra forma di diplomazia, meno formale ma immediatamente riconoscibile: quella della cucina italiana, capace di raccontare territori, tradizioni e memoria attraverso un piatto. È accaduto anche a Dublino, durante lo scalo di Nave Etna, impegnata nella Campagna d’istruzione degli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale di Livorno. Lunedì 17 agosto, l’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello ha visitato l’unità della Marina Militare Italiana, accolto dal comandante, Capitano di Vascello Alessandro De Lucia, dagli ufficiali, dall’equipaggio e dagli allievi. Alla visita è seguito un ricevimento sul ponte di volo al quale hanno partecipato il Lord Mayor di Dublino Daryl Barron, rappresentanti delle istituzioni irlandesi, del Corpo diplomatico, del mondo accademico e della comunità italiana in Irlanda. In questo scenario, accanto alla dimensione istituzionale dell’incontro, anche la tavola ha avuto un ruolo importante.

Dietro il buffet servito agli ospiti c’è il lavoro quotidiano della cucina di bordo e, tra i suoi protagonisti, il Sottocapo Aiutante Annaria Presta, cuoca della Marina Militare Italiana. Per l’occasione sono stati scelti piatti immediatamente riconducibili alla tradizione del nostro Paese: orecchiette al pomodoro e basilico, insalata di mare e parmigiana. Una scelta che punta sulla riconoscibilità dei sapori e su una filosofia precisa: non complicare ciò che appartiene alla memoria gastronomica italiana, ma rispettarlo e prepararlo con cura. Per Annaria Presta, il valore della cucina risiede proprio nella semplicità, accompagnata da tre elementi che considera essenziali: amore, dedizione e passione. Ma cucinare a bordo di una nave militare non significa semplicemente trasferire una cucina professionale sul mare. Spazi, organizzazione e condizioni operative rendono il lavoro più complesso rispetto a quello di un normale ristorante o di una cucina domestica. È una difficoltà che deve essere affrontata ogni giorno e che, nelle parole della cuoca di Nave Etna, trova nella passione per il mestiere la sua risposta più efficace. A bordo, mentre Nave Etna porta avanti la propria missione e la formazione dei giovani allievi, anche la cucina diventa così parte della vita dell’equipaggio e, nelle occasioni istituzionali, un piccolo ma significativo biglietto da visita dell’Italia. Abbiamo incontrato Annaria Presta per farci raccontare cosa significa preparare i sapori italiani in una cucina che naviga.

Sottocapo Aiutante Presta, qual è il suo ruolo a bordo di Nave Etna?
«Sono il Sottocapo Aiutante Annaria Presta, cuoca della Marina Militare Italiana.»
Per il ricevimento organizzato a Dublino avete accolto ospiti italiani e irlandesi. Quale menù avete scelto per questa occasione?
«Abbiamo preparato alcuni piatti tipici e molto conosciuti della nostra tradizione: orecchiette al pomodoro e basilico, insalata di mare e parmigiana.»
Una scelta che sembra puntare soprattutto sui sapori più riconoscibili della cucina italiana. Qual è la filosofia che guida il suo lavoro?
«Il segreto è la semplicità. Preparare i piatti del passato con amore, dedizione e passione.»
In un’occasione istituzionale all’estero, proporre questi piatti significa anche portare a tavola qualcosa che appartiene alla memoria e alla tradizione italiana?
«Sono piatti del passato, preparati con semplicità, amore, dedizione e passione.»
Dietro un buffet servito sul ponte di volo c’è però una realtà di lavoro molto diversa da quella che gli ospiti vedono. Quanto è difficile cucinare a bordo di una nave militare?
«Le difficoltà sono decisamente maggiori rispetto a quelle che si possono incontrare in un normale ristorante o nella cucina di casa.»
Che cosa permette di affrontare quotidianamente queste difficoltà?
«La passione per il proprio lavoro. È ciò che permette di affrontare ogni giorno le complessità della cucina a bordo.»
La semplicità, dunque, non significa un lavoro semplice. Se dovesse racchiudere in poche parole ciò che porta ogni giorno nella cucina di Nave Etna, cosa sceglierebbe?
«Amore, dedizione e passione. È così che prepariamo i piatti della nostra tradizione e affrontiamo ogni giorno le difficoltà del nostro lavoro.»

















































