DUBLINO – Undici bancali di materiale partiti direttamente dall’Italia per raggiungere una villa dal valore superiore ai due milioni di euro nella zona sud di Dublino, a pochi minuti dal centro commerciale di Dundrum, una delle aree residenziali più esclusive e costose della capitale irlandese. L’obiettivo è chiaro: rifare completamente tre bagni seguendo standard, tecniche e finiture rigorosamente Made in Italy. A firmare il progetto è una squadra di piastrellisti e idraulici italiani provenienti da Bologna. Un team specializzato dell’edilizia con età media di circa 35 anni che ha deciso di affrontare la commessa irlandese senza affidarsi ai materiali locali. Piastrelle, colle professionali, arredobagno, utensili e attrezzature: tutto è stato trasportato dall’Italia. «Non abbiamo acquistato praticamente nulla in Irlanda» spiegano dal cantiere. «Questi materiali seguono una precisa logica di installazione. Esistono coefficienti di espansione, adesione e compatibilità che devono essere rispettati. Quando si parte con una linea di prodotto, bisogna portarla avanti dall’inizio alla fine. Insieme al cliente e al fornitore abbiamo scelto di investire direttamente nella spedizione».

Secondo i professionisti italiani, il vero problema del mercato irlandese riguarda il rapporto qualità-prezzo nel settore delle rifiniture. «In Irlanda tutto costa molto di più, ma non sempre la qualità è proporzionata ai prezzi richiesti. In questa commessa abbiamo utilizzato materiali top di gamma dell’edilizia italiana». Una filosofia del lavoro che oggi rappresenta quasi un’eccezione. Trovare squadre specializzate come questa sta diventando sempre più difficile anche in Italia, dove il settore dell’edilizia viene spesso percepito dalle nuove generazioni come un mestiere di ripiego e non come una vera carriera professionale. Eppure, spiegano, il settore continua a garantire guadagni molto elevati per chi possiede competenze reali. «Un piastrellista qualificato in Italia può arrivare a guadagnare tra i 4 e i 5 mila euro al mese lavorando cinque giorni su sette, otto ore al giorno, senza straordinari. Con ferie e trasferte pagate. Non è necessario emigrare all’estero per trovare opportunità: l’edilizia italiana è ancora viva e altamente remunerativa». Per Enrico, coordinatore dei lavori e titolare dell’azienda, la differenza principale tra le abitazioni italiane e quelle irlandesi emerge soprattutto nelle finiture interne. «Le case irlandesi sono strutturalmente solide. Il problema riguarda spesso gli impianti e le rifiniture, che non sempre sono proporzionati al valore degli immobili» racconta. «In Irlanda esistono abitazioni molto costose con finiture modeste. Eppure le finiture sono le cose che vivi ogni giorno dentro una casa. Molti muri interni sono realizzati in legno e cartongesso e spesso bisogna rifare tutto da capo. Sono costruzioni pensate con una filosofia molto diversa rispetto alla tradizione edilizia italiana».

Per Benito, piastrellista di lunga esperienza, questa rappresenta invece la prima esperienza professionale all’estero. «È la prima volta che lavoro fuori dall’Italia e devo dire che, con la struttura delle case irlandesi, sotto certi aspetti lavorare è persino più semplice». Diretto anche Stefano, l’idraulico della squadra. «Noi siamo italiani e installiamo materiali italiani. Quando abbiamo finito il lavoro, difficilmente il cliente avrà bisogno di rimetterci mano». Dietro questo cantiere di Dublino emerge così un’altra faccia dell’Italia che lavora all’estero: artigiani specializzati, tecnici e professionisti dell’edilizia che esportano competenze, precisione e cultura del dettaglio. Un patrimonio professionale che continua a distinguersi a livello internazionale e che, ancora oggi, rende la scuola italiana dell’edilizia una delle più apprezzate al mondo.














































