Roma, 13 maggio 2026. Alla Farnesina si apre la riunione plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) alla presenza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al centro del confronto, alcuni dei temi più delicati che riguardano milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali: cittadinanza, servizi consolari, rappresentanza, promozione della lingua e della cultura italiana, scuola, formazione e rafforzamento del sistema Paese. Tra gli interventi più diretti e politici della giornata emerge quello di Luigi Billè, consigliere del CGIE per il Regno Unito con competenza anche sulla circoscrizione Irlanda, che richiama con forza la necessità di un cambio di passo concreto nei confronti delle comunità italiane all’estero. «Bisogna dare risposte concrete alle comunità italiane nel mondo», afferma Billè davanti all’assemblea, sottolineando come non sia più sufficiente limitarsi a «dichiarazioni formali» o a semplici «interlocuzioni di principio». Secondo il consigliere servono oggi interventi «chiari, tempestivi e strutturali». Nel corso del suo intervento, Billè denuncia il rischio di un progressivo indebolimento del ruolo del CGIE, criticando apertamente un sistema che definisce «ormai fermo» e «non più adeguato alle esigenze reali delle comunità italiane sparse nel mondo». Nel mirino finiscono anche gli attuali meccanismi organizzativi e il sistema dei rimborsi, indicati come il simbolo di «un’impostazione ormai superata». Particolarmente duro il passaggio dedicato alla recente riforma della cittadinanza. Billè denuncia infatti «l’esclusione del CGIE dal percorso di elaborazione della nuova legge» entrata in vigore lo scorso anno, sostenendo che questa scelta abbia inevitabilmente «indebolito il ruolo consultivo dell’organismo». Il consigliere richiama inoltre l’urgenza di affrontare altri dossier centrali, tra cui la riforma della legge elettorale e il rafforzamento degli strumenti di partecipazione democratica delle comunità italiane all’estero. Nel corso della plenaria, Billè annuncia anche la presentazione di alcuni ordini del giorno dedicati ai servizi consolari, con particolare attenzione alle sedi considerate disagiate. Tra queste cita il caso di Manchester, territorio di sua competenza, dove le difficoltà operative, sottolinea, «incidono direttamente sulla qualità dei servizi offerti ai connazionali residenti nel Regno Unito». «Io sono, come sempre, pronto a fare la mia parte», conclude Billè, auspicando «una nuova stagione di impegno, concretezza e piena funzionalità» per gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. Luigi Billè vive a Londra dal 1996 ed è impegnato nella politica degli italiani all’estero dal 2001. Il suo percorso si sviluppa nel solco di una cultura liberale e democratica, ispirata alla visione avviata da Mirko Tremaglia. Il CGIE rappresenta il principale organismo di rappresentanza delle comunità italiane nel mondo. Dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed esercita funzioni consultive nei confronti del Governo e del Parlamento, svolgendo un ruolo di collegamento tra gli italiani residenti all’estero e le istituzioni centrali dello Stato.














































