Radio Dublino rivendica la scelta di non sostenere alcuna lista e di mantenere una posizione imparziale. Nel confronto elettorale si apre anche una discussione sul rapporto tra informazione, collaboratori dei media e partecipazione politica nella comunità italiana
La campagna per le elezioni COMITES Irlanda 2026 porta con sé una questione che va oltre programmi, candidati e raccolte di firme. È quella del rapporto tra informazione e partecipazione politica, particolarmente delicato all’interno di una comunità relativamente circoscritta come quella italiana in Irlanda, dove associazioni, istituzioni, mezzi di comunicazione e protagonisti della vita pubblica finiscono spesso per muoversi negli stessi ambienti. Il tema è emerso anche venerdì 2 ottobre al Il Fornaio Café di Dawson Street, a Dublino, durante un aperitivo promosso dalla lista Italiani in Irlanda, organizzato insieme alla raccolta delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione della lista. Nel corso dell’incontro, tra networking e confronto sui temi della comunità, si è discusso anche del ruolo dei media italiani presenti sull’isola. Al centro del confronto ci sono soprattutto due realtà radiofoniche in lingua italiana, Radio Dublino e Radio Irlanda, entrambe presenti nel panorama comunitario ma con storie e percorsi differenti. Radio Dublino, fondata nel 2013, si definisce un progetto «indipendente, inclusivo, plurale e senza fini di lucro», orientato a una lettura critica della realtà italiana e irlandese vista dalla prospettiva degli italiani residenti all’estero. È una definizione che assume un significato particolare durante una competizione elettorale. Secondo quanto comunicato dalla stessa redazione e riportato nel materiale fornito, la scelta per le elezioni COMITES 2026 sarebbe infatti quella di non sostenere alcuna delle liste in campo e di concentrare l’informazione elettorale nella fase utile a spiegare alla comunità modalità e scadenze del voto. «Nell’ultima riunione di redazione della stagione abbiamo deciso di non supportare nessuna lista e di mantenerci indipendenti e imparziali e di informare sulle elezioni COMITES solo prima della scadenza della deadline per l’iscrizione alla lista degli elettori di novembre, dopo l’eventuale presentazione di una o più liste», si legge nella dichiarazione attribuita a Radio Dublino nel materiale fornito. Non sarebbe, peraltro, la prima volta che l’emittente affronta direttamente le elezioni dei rappresentanti degli italiani all’estero. Nel 2021 Radio Dublino dedicò ampio spazio alle consultazioni COMITES, spiegando il funzionamento dell’organismo e presentando entrambe le liste allora ammesse, Laboratorio delle idee COMITES e Italiani in Irlanda, con candidati e programmi. La testata annunciò anche dirette dedicate alla presentazione dei candidati. È proprio questo precedente a offrire un elemento di contesto alla posizione assunta nel 2026: informare sulle elezioni senza trasformare il mezzo di comunicazione in uno strumento di sostegno a una delle parti. Diversa è la polemica sollevata nel materiale fornito nei confronti di Radio Irlanda. Il testo sostiene che una collaboratrice della testata sarebbe passata alla lista Idee per l’Irlanda, stabilendo quindi un rapporto diretto con una delle formazioni impegnate nella competizione elettorale. Nello stesso materiale viene inoltre sostenuta una continuità politica tra la nuova formazione e la precedente esperienza di Laboratorio delle idee. Su questi punti, tuttavia, occorre distinguere le valutazioni politiche dai fatti verificabili. Le ricerche effettuate sulle fonti pubblicamente accessibili non hanno consentito di trovare riscontri indipendenti sufficienti per presentare come fatti né l’affermazione secondo cui Radio Irlanda sarebbe stata «comprata» da una lista né un rapporto organico tra la testata e una formazione elettorale. L’espressione, quindi, non può essere assunta giornalisticamente come una descrizione accertata.
È invece documentabile che Radio Irlanda abbia avuto rapporti editoriali con esponenti del COMITES uscente. Nel giugno 2026, per esempio, una sua puntata ospitava l’attuale Presidente, allora vicepresidente del COMITES Irlanda, per parlare del ruolo e delle attività dell’organismo. La stessa emittente, nel riepilogo della stagione pubblicato sul proprio sito, cita inoltre tra le attività dell’anno le «nuove collaborazioni con il Comites Irlanda». Si tratta di elementi pubblici che documentano una collaborazione editoriale o rapporti con l’organismo, ma che, da soli, non dimostrano un sostegno elettorale a una specifica lista. Ed è proprio qui che il tema diventa più ampio della contrapposizione fra due radio. La partecipazione di un giornalista, collaboratore o comunicatore alla vita politica non determina automaticamente la linea editoriale dell’intera testata per cui quella persona lavora o ha lavorato. Allo stesso tempo, durante una campagna elettorale, eventuali sovrapposizioni tra ruoli editoriali e candidature possono porre questioni di trasparenza, percezione dell’imparzialità e gestione dei possibili conflitti di interesse. La valutazione richiede quindi fatti verificabili: incarichi, responsabilità editoriali, candidature e contenuti effettivamente pubblicati. La lista Italiani in Irlanda, parte direttamente interessata nella competizione elettorale, ha espresso una valutazione positiva sulla scelta annunciata da Radio Dublino. «Ammiriamo la coerenza di Radio Dublino, che ha scelto di mantenere una posizione imparziale rispetto alla competizione politica italiana in Irlanda. Riteniamo importante che durante una campagna elettorale i mezzi d’informazione garantiscano equilibrio e pari attenzione alle diverse posizioni», è la posizione espressa dalla lista nel materiale fornito. È una dichiarazione politica e, come tale, rappresenta il punto di vista di uno dei soggetti in campo, non una valutazione indipendente sulla professionalità delle testate coinvolte. Il tema dell’indipendenza dell’informazione resta comunque rilevante. Lo è ancora di più in una realtà nella quale il COMITES Irlanda rappresenta una comunità di oltre 37 mila cittadini iscritti all’AIRE, secondo i dati diffusi dallo stesso Comitato nel settembre 2026. In un contesto di queste dimensioni, il confine tra associazionismo, volontariato, comunicazione e partecipazione civica può diventare sottile. Non è necessariamente la vicinanza personale tra chi informa e chi partecipa alla vita pubblica a determinare l’indipendenza di una testata. A contare sono soprattutto la trasparenza sui ruoli, la distinzione tra informazione e propaganda e il trattamento riservato alle diverse parti. Radio Dublino, almeno nella posizione pubblicamente rivendicata e nella propria presentazione editoriale, sceglie per il 2026 di collocare quel confine nell’assenza di un sostegno ufficiale alle liste. La sua stessa storia mostra, tuttavia, che neutralità non significa silenzio: nel 2021 raccontò programmi e candidati delle due formazioni allora concorrenti.



















































