DUBLINO –Cinquecentomila persone lungo il percorso. Un colpo d’occhio che impressiona e restituisce la misura di una visibilità straordinaria per l’Arma dei Carabinieri nel cuore della capitale irlandese. Le immagini parlano da sole: Dame Street è un fiume umano, una distesa compatta che riempie ogni spazio, ogni marciapiede, ogni angolo disponibile. È qui che i Carabinieri italiani, con la presenza del II BTG ACA di Fossano, attraversano la città, sfilando davanti a mezzo milione di spettatori. Una presenza che non passa inosservata. Anzi, si impone. Nel verde dominante della festa di San Patrizio, il colore delle uniformi cattura lo sguardo. La folla si stringe, osserva, reagisce. Applaude. «È stato un momento di grande orgoglio, vedere l’Arma così apprezzata all’estero», commenta Enrico Bianchi, mentre lungo il percorso la partecipazione cresce senza sosta. «Una folla continua, senza interruzioni», aggiunge Antonio Merucci. È una vetrina internazionale che pochi altri contesti riescono a offrire con questa intensità.
Non è solo una parata: è una esposizione globale, un momento in cui l’Italia si presenta, riconoscibile e rispettata, nel cuore della capitale celtica. «Eventi come questo fanno capire quanto sia forte il legame tra Italia e Irlanda», sottolinea Nico Merucci. Vista dall’alto di Dame Street: migliaia di persone affollano il cuore della capitale irlandese, creando un colpo d’occhio impressionante al passaggio dei Carabinieri.L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione Irlanda, presieduta da Francesco Morelli, che da anni porta avanti un lavoro costante di rappresentanza e collegamento con il territorio.

Una presenza che si consolida e si rafforza. Il corteo si snoda per tre chilometri e mezzo, attraversando i luoghi simbolo della città: da Parnell Square lungo O’Connell Street, oltre l’O’Connell Bridge, fino al Trinity College, per poi proseguire verso Dame Street, il Dublin Castle, la Christ Church e la zona di Cuffe Street e Kevin Street. È proprio lungo Dame Street che si coglie la dimensione reale dell’evento: una massa compatta di persone, migliaia di volti, telefoni alzati, occhi puntati sulle uniformi. «C’era entusiasmo ovunque, si percepiva un clima di rispetto e ammirazione autentica», racconta Emanuela Vietti.

A guidare il gruppo c’è Francesco Morelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Irlanda, figura di riferimento per la comunità. Si muove con discrezione, ma diventa inevitabilmente protagonista: strette di mano, autografi, applausi. «Un’organizzazione impeccabile e una risposta del pubblico davvero straordinaria», osserva Andrea Faustini, mentre il corteo continua ad avanzare tra due ali di folla. Nel punto più centrale del percorso, sull’O’Connell Bridge, davanti alle tribune più esclusive, dove i posti arrivano a 200 euro, Morelli viene intervistato dalla televisione irlandese. Attorno, la folla osserva e ascolta. Una scena che sintetizza tutto: Italia, istituzioni, pubblico internazionale. Tra i presenti anche Marco Vietti, Carabiniere e Sindaco di Bee, piccolo comune in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte. Occupa una posizione centrale nel contingente e mantiene un contatto diretto con la folla lungo tutto il percorso. «È stata una giornata di sole bellissima», racconta. «Una emozione straordinaria, soprattutto nel momento in cui passiamo davanti alla Presidente della Repubblica.

Davanti a noi c’è una scia di persone infinita». Poi aggiunge, sorridendo: «È stato davvero meglio di una birra». Il clima che si respira è condiviso da tutti. «Una giornata intensa, ma carica di significato e partecipazione», afferma Giamba Faustini. «Si respirava un senso di unità e appartenenza lungo tutto il percorso», commenta Alessandra Salvadori. «Un’esperienza che dimostra quanto sia forte il valore della tradizione e del servizio», aggiunge Carlo Salvadori. «La presenza dell’Arma in un contesto internazionale come questo è motivo di grande prestigio», sottolinea Duilio Cau, mentre Vincenzo Colasanti conclude: «Un evento che lascia il segno e rafforza il rapporto tra comunità e istituzioni». «È sempre emozionante partecipare alla parata di San Patrizio. Si vivono emozioni uniche. All’inizio della parata si sente l’adrenalina», spiega Andrea Ongaro della Federazione Italiana dei Combattenti Alleati (FIDCA) sezione EIRE. Alla fine resta un dato su tutti: mezzo milione di persone. Non è solo una cifra. È la misura concreta di una visibilità unica, capace di trasformare una sfilata in un messaggio internazionale di identità, presenza e prestigio.



































