DUBLINO, 7 FEBBRAIO 2026. In totale, oltre 100 PERSONE si registrano per prendere parte all’iniziativa. Il dato è netto, incontestabile: TUTTO ESAURITO. La prima edizione di PIZZA CONNECTION organizzata da Irlandiani, nasce e si afferma immediatamente come un caso di partecipazione, superando le aspettative e misurando, con la concretezza dei numeri, il bisogno di comunità della PRESENZA ITALIANA IN IRLANDA.
Stasera alle 20:00, negli spazi della PIZZERIA WALLACE’S ASTI a DRUMCONDRA, a pochi passi da CROKE PARK, si accendono i motori. Ma la capienza del locale impone una selezione. È il segno più evidente del successo. «Abbiamo dovuto ridurre drasticamente le presenze per limiti strutturali – spiegano gli organizzatori – ed è proprio per questo che il prossimo evento è già fissato». Il risultato non è casuale: è la risposta a un vuoto reale, a un’esigenza diffusa di incontro, riconoscimento, relazione.
PIZZA CONNECTION, promossa da IRLANDIANI, non è una semplice serata conviviale. È un evento di NETWORKING che assume un valore culturale e sociale preciso, perché restituisce centralità al contatto diretto in una comunità spesso frammentata. Il successo della serata certifica la credibilità del progetto e la sua capacità di intercettare un pubblico trasversale, composto da professionisti, imprenditori, rappresentanti associativi, cittadini italiani residenti a DUBLINO.
La riuscita dell’iniziativa si fonda su un lavoro condiviso. Tra i protagonisti emerge ANGELO SIMEONE, di DOPPIOZERO DUBLINO, insieme ad ANDREA SAVIGNANO, CO-PROPRIETARIO E GENERAL MANAGER DI WALLACE’S ASTI, che sceglie di legare il proprio locale a un’idea di comunità viva e partecipata. Attorno a loro, l’intero TEAM WALLACE’S ASTI contribuisce in modo determinante: LORENZO MARROCCU, RESPONSABILE DI SALA, governa i tempi della serata; MATILDE CERRUTI, RESPONSABILE E DECORATRICE DEGLI EVENTI DI SALA, costruisce un ambiente sobrio e coerente; MICHELE LIBARDI, HEAD CHEF, garantisce qualità e continuità. A suggellare il quadro, la presenza di LUCA ROSATI, CHEF ITALIANO AFFERMATO A DUBLINO, figura simbolo di una ristorazione italiana che ha saputo radicarsi senza snaturarsi.
Il calendario culturale dialoga con quello sportivo. In vista della sfida del SEI NAZIONI, che vedrà l’ITALIA affrontare l’IRLANDA a DUBLINO SABATO 14 FEBBRAIO, il pizzaiolo VITO MANZARI, tra i più apprezzati professionisti italiani dell’isola, firma per l’occasione la PIZZA TRICOLORE. Un gesto semplice, ma denso di significato, che trasforma il cibo in linguaggio identitario.
«Hanno tentato di copiarci, appropriandosi del titolo e del format, fissando lo stesso giorno e la stessa ora. Il tentativo è arrivato a soli tre giorni dallo svolgimento dell’evento ed è stato promosso proprio dalla coalizione di governo di un’istituzione italiana in Irlanda che, per ruolo e responsabilità, dovrebbe dare l’esempio. Il risultato, invece, è stato fallimentare: un cattivo esempio. La rinuncia è stata inevitabile, perché hanno prevalso disorganizzazione e inesperienza. Promuoviamo l’Italia con i fatti – spiegano gli organizzatori – scegliendo prodotti italiani e sostenendo i nostri ristoratori attraverso la presenza reale delle persone. È questa concretezza che ha generato il riscontro straordinario di questa prima edizione». Il successo non resta isolato: QUATTRO NUOVI EVENTI sono già in calendario nei prossimi mesi.
La serata include anche una LOTTERIA, con in palio DUE BIGLIETTI per IRLANDA-ITALIA del SEI NAZIONI 2026 e una CENA PER DUE alla PIZZERIA WALLACE’S ASTI. Ma il vero premio è altrove: nella partecipazione.
Attorno ai tavoli siedono mondi diversi della comunità italiana. È presente l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI IN IRLANDA, presieduta da FRANCESCO MORELLI; partecipano esponenti della COMUNITÀ SCIENTIFICA ITALIANA IN IRLANDA, i SARDI CELTICI, il FOGOLAR, ASSOCIAZIONE DEI FRIULANI NEL MONDO, rappresentanti del settore della ristorazione popolare e CONSIGLIERI DI MINORANZA DEL COMITES. Accanto alle associazioni tanti simpatizzanti. Una pluralità che racconta, meglio di qualsiasi slogan, la vitalità di una comunità che chiede spazi autentici.

































