DUBLINO – C’è un momento, nelle grandi fiere internazionali, in cui la diplomazia incontra il territorio, e la promozione turistica smette di essere uno slogan per diventare racconto. È accaduto venerdì 23 gennaio, durante la mattinata inaugurale dell’Holiday World Show 2026, quando Nicola Faganello, Ambasciatore d’Italia in Irlanda, ha visitato lo stand di Punta Alice Village, tra i protagonisti italiani presenti alla principale fiera del turismo irlandese, in programma dal 23 al 25 gennaio presso il RDS Simmonscourt, nel cuore della capitale celtica.
La presenza dell’Ambasciatore non è stata soltanto un gesto formale. È stata, piuttosto, una presa d’atto concreta del ruolo che l’Italia, e in particolare il Sud Italia, può e deve giocare nel mercato turistico irlandese. Un mercato curioso, maturo, ma ancora largamente ignaro di alcune delle sue destinazioni più autentiche.
«Con l’Ambasciatore abbiamo constatato che la presenza italiana in Irlanda è un fattore fondamentale dal punto di vista promozionale», racconta Francesco Massetti, Amministratore Delegato di Punta Alice Village. «Soprattutto quando si parla del Sud Italia, e in particolare della Calabria. È una regione ancora vergine per il mercato irlandese, con un potenziale enorme se promossa in modo adeguato».
Parole che nascono dall’esperienza diretta. «Sono venuto qui di tasca mia», spiega Massetti, «parlando con centinaia di persone in questi giorni ci siamo accorti che la Calabria è sostanzialmente sconosciuta. È stato persino difficile spiegare dove fosse fisicamente. Il giorno dopo ho dovuto munirmi di una cartina geografica, per mostrare ai visitatori dove si trova».
Un dettaglio, solo in apparenza. In realtà, è la fotografia fedele di un’Italia che spesso dà per scontata la propria notorietà, ma che all’estero deve ancora raccontarsi, spiegarsi, farsi scoprire.
Punta Alice Village è uno di quei luoghi che parlano da soli, ma che hanno bisogno di essere presentati. Si trova a Cirò Marina, in provincia di Crotone, affacciato sul Mar Ionio. È uno dei villaggi turistici storici del Mezzogiorno, nato in un’epoca in cui costruire sul mare era ancora possibile, e cresciuto nel segno di una continuità imprenditoriale rara.
I numeri raccontano una realtà solida: settecento metri di spiaggia, sei ettari immersi nella macchia mediterranea, cinquant’anni di attività, 112 appartamenti dedicati a soggiorni medio-lunghi, 300 postazioni tra camper e tende, circa 150 nuovi ospiti ogni stagione e 60 addetti impiegati stabilmente. Non un sogno, ma un’impresa. Non un’idea, ma una struttura.
Oggi Punta Alice Village guarda all’Irlanda come a un nuovo mercato di sviluppo, consapevole che la domanda esiste, ma va intercettata con strumenti adeguati, con una strategia condivisa, con il coinvolgimento delle istituzioni, del territorio e delle Regioni.
La visita dell’Ambasciatore Faganello, in questo senso, assume un valore che va oltre il singolo stand. È il segnale di un’Italia che, quando si presenta unita, può ancora raccontare se stessa con credibilità, anche lontano da casa. E forse, da una cartina geografica spiegata a Dublino, può iniziare un nuovo viaggio per la Calabria.






























