DUBLINO – Irlandiani cresce, si struttura e rafforza la propria visione europea. Nel team entra Fulvia Cipollato, esperta di progettazione e contratti europei, chiamata a consolidare l’area strategica dedicata ai programmi UE. È un passo che segna un cambio di passo: la piattaforma della comunità italiana in Irlanda non è più solo informazione e networking, ma diventa anche struttura tecnica e operativa capace di intercettare opportunità istituzionali e finanziarie a livello continentale.
Fulvia Cipollato porta con sé una laurea in Scienze Politiche, indirizzo politico internazionale – conseguita all’Università Cattolica di Milano, un Master in Progettazione Europea e corsi di specializzazione in Project Management e Soft Skills presso l’Università SUPSI di Lugano. Il profilo è solido, trasversale, orientato ai risultati.
Vanta un’esperienza ventennale in programmi e progetti europei, maturata nelle aree dello sviluppo imprenditoriale per PMI, della ricerca e sviluppo nei settori IT e biotech, e della Corporate Social Responsibility. È formatore esperto in creazione di impresa, soft skills, economia e organizzazione aziendale, e ha collaborato con realtà di primo piano come la British Chamber of Commerce of Italy, il Business Innovation Center La Fucina, Centro di Iniziativa Europea, il Politecnico di Milano, PhD School, il NECST Lab, oltre a enti di formazione quali Fondazione Clerici e Immaginazione e Lavoro.
In Irlandiani assume il compito di strutturare l’area dedicata ai Contratti Europei, con l’obiettivo di affiancare istituzioni, università, imprese e associazioni nel dialogo con Bruxelles. L’ingresso di Cipollato rappresenta un segnale chiaro: Irlandiani si organizza in modo sempre più professionale, rafforza il proprio posizionamento e amplia la dimensione istituzionale del progetto.
Il prossimo appuntamento è già segnato in agenda: ad aprile, a Montecitorio, con la Commissione Esteri, in un contesto di confronto istituzionale che conferma la crescente centralità del network Italia–Irlanda. Irlandiani arriva a quell’incontro con una squadra più strutturata, competenze tecniche consolidate e una visione europea definita.
La comunità italiana in Irlanda non è più solo presenza: è sistema. E ora guarda all’Europa con strumenti adeguati.
































