DUBLINO – Sta per arrivare Italian Restaurant Guide, la prima guida interamente dedicata ai ristoranti italiani in Irlanda. Anche il ristorante italiano Wallace Asti di Dublino si prepara a questo passaggio, mentre prende voce Michele Libardi, Head Chef, protagonista di una cucina che punta con decisione su autenticità e qualità. Il Progetto Italian Restaurant Guide nasce con un obiettivo chiaro: mappare, selezionare e valorizzare le realtà autentiche presenti sul territorio, contribuendo in modo concreto allo sviluppo del mercato della ristorazione italiana. Un lavoro articolato, che si fonda su monitoraggio, selezione e capacità di educare la clientela, offrendo strumenti per riconoscere la vera cucina italiana. Si tratta di un impegno ambizioso che mira a introdurre uno standard riconosciuto di qualità, capace di rappresentare una garanzia per i clienti e, allo stesso tempo, una tutela per i ristoratori seri, spesso penalizzati da interpretazioni improprie del Made in Italy.
In questo contesto, tradizione, ricerca e identità territoriale trovano piena espressione nella cucina di Wallace Asti, dove l’attenzione al dettaglio diventa elemento distintivo. Nell’intervista, Michele Libardi racconta l’introduzione di una nuova proposta ispirata alla tradizione piemontese, illustrando filosofia, ingredienti e visione alla base di un piatto che mette al centro autenticità e qualità.
Botta e risposta con Michele Libardi.
Chef Libardi, recentemente avete introdotto una novità nel menù. Di cosa si tratta?
«Abbiamo inserito una merenda sinoira piemontese, una proposta che richiama la tradizione del Nord Italia ma con un’identità ben precisa. È un piatto che racconta il territorio e che difficilmente si trova altrove.»
Qual è l’elemento distintivo di questa proposta?
«Uno degli aspetti più interessanti è il salume: si tratta di un prodotto 100% piemontese, realizzato esclusivamente con carne di manzo. Non è il classico salame di maiale, ed è proprio questa la sua particolarità.»
Come viene strutturato il piatto?
«Abbiamo voluto creare un equilibrio visivo e gustativo. Il salume viene accompagnato da un formaggio piemontese composto da tre piccole forme, disposte una sopra l’altra quasi a creare una piccola “torre”, un richiamo simbolico alla varietà e alla complessità dei sapori.»
Cosa rende questo piatto diverso rispetto ad altre proposte simili?
«Sono dettagli che fanno la differenza. Non è il classico tagliere: è una selezione studiata, con prodotti che non si trovano facilmente e che rappresentano una ricerca precisa sulla qualità e sull’origine.»
C’è qualche elemento preparato direttamente in cucina?
«Assolutamente sì. Completiamo il piatto con una composta fatta da noi, utilizzando in questo periodo la cipolla di Tropea. È un elemento che lega tutto, aggiungendo una nota dolce e bilanciando i sapori del salume e del formaggio.»
Qual è l’esperienza che volete offrire al cliente con questa proposta?
«L’idea è quella di far vivere un momento autentico, quasi conviviale, che richiama la tradizione italiana. Un piatto semplice solo in apparenza, ma costruito con attenzione e rispetto per la materia prima.»












































