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Occorrono politici, occorrono funzionari!

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La Prof.ssa Lorenza Sebesta e la Dott.ssa Yael Poggi, coordinatrice dei servizi bibiliotecari della sede di Buenos Aires dell'Università di Bologna La Prof.ssa Lorenza Sebesta e la Dott.ssa Yael Poggi, coordinatrice dei servizi bibiliotecari della sede di Buenos Aires dell'Università di Bologna

La prof.ssa Lorenza Sebesta è una illustre docente dell'Ateneo bolognese ed è titolare di una cattedra Jean Monnet ad personam: un ruolo onorifico concesso a pochi docenti dal Consiglio europeo universitario che le conferisce il ruolo di ambasciatrice dell'Unione europea in campo culturale ed  intellettuale. Attualmente  è la Diretrice del Centro de Excelencia Jean Monnet- Punto Europa di Buenos Aires.

Com'è percepita l'Europa in America Latina?
"Si differenzia molto l'Europa come faro culturale dall'Unione europea e si enfattizza il grande legame che deriva da tuttte le grandi migrazioni che hanno caratterizzato i due continenti. L'Europa è un grande riferimento culturale dove molti docenti latinoamericani hanno studiato e perfezionato  la loro preparazione. L'integrazione europea è invece vista come un fenomeno più distante: si considera l'aspetto della politica agricola europea che incide in maniera negativa sulle esportazioni dall'America latina al continente europeo. L'altro aspetto per cui è conosciuta è  quindi quello commerciale: le negoziazioni con il Mercosur sono iniziate alla fine degli  anni novanta e si è cercato di creare un “one package”, o tutto o niente: bene quindi i risvolti politici e di cooperazione, ma dal punto di vista degli accordi commerciali,  abbiamo spesso interessi contrapposti soprattutto nei campi dove siamo produttori in europa e sono produttori in America Latina. Pertanto è difficile trovare un'  armonica composizione di interessi".


Per lei l'idea di Europa unita e federalista è un utopia o può essere una realtà?
"Domada da 100 milioni! Sicuramente l'idea di un'Europa  unità può essere una realtà, ma è una realtà che va perfezionata che non arriverà mai alla perfezione. La caratteristica dell'Ue è quella di essere un grande cantiere che sarà sempre in opera e ricco di bravissimi operai e si estenderà, come spero,dato che io sono kantaina, al mondo intero".


Tra polica e tecnocrazia?
"Secondo me è una falsa diconomia. Io direi quello che diceva  Max Weber :”Occorrono politici , Occorrono funzionari”. Hanno delle doti diverse: il politico possiede la passione delle idee, ma il politco non può fare le funzioni del funzionario. Questo  deve custodire il sapere tencico delle cose  e la devozione del buon funzionario rispetto a quello che è l'obiettivo politico: un tecnico deve seguire l'obiettivo fissato dal politico che è stato designato come rappresentante del popolo. Una cooperazione necessaria tra il tecnico e il politico, ma nessuno dei due deve prendere il sopravvento sull'altro".

Cosa ne pensa delle politiche di austerità?Sono una soluzione?
"Non sono un buon metodo perchè da un punto di vista economico, nella maggioranza dei casi, non portano ad una ripresa della crescita e dell'occupazione. Possono riportare all'equilibro dei conti che però non rappresenta un obiettivo politico. L'austerità ha dimostrato perlomeno in questo frangente, di non essere una tattica giusta per conseguire gli obiettivi che l'Ue vuole perseguire. Le politiche rappresentano per quanto riguarda le conseguenze , un retrocedere dal punto di vita sociale estremamente grave. Anche se abbiamo avuto dei momenti critici, non abbiamo mai avuto dei momenti di tagli così radicali alle spese sociali essenziali.  Detto questo, l'importante nei momenti di crisi è riprendere le fondamenta morali:se ci sono stati dei ladri, questi devono andare in prigione, se si è diffusa una propensione alla spesa facile, questa deve essere messa allla berlina e sostituita con un'altra cultura politica".

Lei ha mai visitato Dublino?
"L'ho visitata nel lontano 1972, quand'ero ancora un'adolescente  e ne ho dei ricordi meravigliosi. Soprattutto  dei pubs  dove si intonavano canti ed ho quasi una visione mitologica della città e della bellissima campagna.Mi ricordo molto bene la statua di T. Moore ed ho un bel ricordo anche del Trinity College".


Tornerebbe a visitare l'Irlanda?
"Si e speriamo che queste ricette non abbiamo fatto troppo danno: ripongo tanta fiducia nel tessuto sociale, nella  grande cultura della popolazione  irlandese che ha vissuto tante vicende drammatiche e ha sviluppato  la singolarità di essere  un popolo cosmopolita. Tutte queste caratteristiche aiutano sempre a trovare dei metodi propri per uscire dalle situazioni di crisi".

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