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Da paese povero a paese benestante Featured

Il popolo irlandese durante una manifestazione di protesta in centro alla capitale Il popolo irlandese durante una manifestazione di protesta in centro alla capitale

L'Irlanda passa da paese povero a paese ricco. Per ripiombare nel baratro. Ai tempi dell’adesione all’allora Comunità economica europea la Repubblica irlandese era il Paese più povero della Cee, e i suoi problemi si sono trascinati fino a tutti gli anni novanta. Nell’ultimo decennio del secolo scorso l’economia dell’Eire si è però impennata, con una crescita del Pil molto sostenuta, paragonabile a quelle delle emergenti economie asiatiche. Nacque allora il soprannome di Tigre Celtica, che esaltava l’Irlanda delle basse tasse sulle corporations, dei massicci investimenti diretti delle multinazionali americane, delle pacifiche relazioni industriali. Una ricetta esaltata anche dai cospicui trasferimenti portati sull’isola dai fondi di sviluppo europei, che hanno trovato nell’Eire uno dei casi di maggior successo, a differenza del nostro Mezzogiorno. La svolta nei rapporti coi fratelli dell’Irlanda del Nord, arrivata con gli accordi patrocinati dal governo Blair, contribuì a rendere il Paese di James Joyce e Bono Vox uno dei modelli ai quali molta classe dirigente europea guardava con ammirazione. Diventata nel nuovo millennio uno dei Paesi più ricchi al mondo, l’Irlanda è stata travolta dalla crisi. Deficit di bilancio record, una drammatica contrazione dell’economia, l’Eire è stato insieme all’Islanda il Paese europeo più colpito dalla recessione globale iniziata col crollo delle Lehman Brothers, e la situazione sembra ulteriormente peggiorare.

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