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L'Irlanda manterrà la lotta contro la fame al centro della sua politica estera

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Irlandiani partecipa alla conferenza stampa in cui intervengono Mary Robinson, e i Ministri Eamon Gilmore e Joe Costello Irlandiani partecipa alla conferenza stampa in cui intervengono Mary Robinson, e i Ministri Eamon Gilmore e Joe Costello

Spinta forse dal triste ricordo della Great Potato Famine, la tragedia che ha caratterizzato la sua storia, causando la morte di circa un milione di persone nel diciannovesimo secolo, l'Irlanda non vuole rimanere insensibile: rinnova il suo impegno nel combattere la fame nel mondo durante la sua Presidenza dell'Ue.

Questa decisione è stata più volte ribadita nel corso della conferenza stampa che ha seguito il Meeting “Hunger – Nutrition – Climate Justice”, il 16 di aprile al Dublin Castle Printworks Conference Centre. A rispondere alle domande sono Mary Robinson, ex capo del governo irlandese, ora Presidente Fondazione Mary Robinson-Climate Justice, Eamon Gilmore, Ministro degli Esteri e del Commercio, e Joe Costello, Ministro del Commercio e dello Sviluppo economico.
Per Mary Robinson questa conferenza internazionale rappresenta un sogno che si realizza, dopo due anni di duro lavoro. Nasce come una dura sfida per i policy makers : smettere di parlare ed imparare ad ascoltare le persone che quotidianamente affrontano determinate difficili realtà. Così la Fondazione ha deciso di riunire sotto lo stesso tetto leaders globali, politici, scienziati e rappresentanti delle comunità dell' Africa, dell' Asia e dell'America Centrale che cercano di far fronte alla produzione e alla scarsità dei beni primari in aree colpite dai cambiamenti climatici. Sottolinea:”Per me è chiaro, quando visito le famiglie e le comunità che vivono quotidianamente la realtà della povertà, che non ci sono divisioni nette tra i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e le questioni più ampie dello sviluppo umano, quali la tutela dei diritti, l'accesso al processo decisionale. Tutti questi problemi sono collegati e costituiscono una parte del motivo per cui le persone sono povere e impotenti”. Una responsabilità che bisogna assumersi e un compito che non si può posticipare:”La verità è che stiamo parlando di come avere un mondo ancora in vita, nel 2050.
I miei quattro nipoti saranno dei quarantenni nel 2050, e divideranno il
mondo con altri nove miliardi di persone. Come guarderanno a questo periodo, quando abbiamo avuto l'opportunità di intraprendere il corso giusto di azioni per la fine del 2015? Come saremo giudicati - non  tanto nel lungo termine - ma in soli 37 anni? Verremo accusati di esserci sottratti alle nostre responsabilità o potremo invece oggi cogliere l'opportunità di stabilire un nuovo e vitale inizio per l'umanità?". Anche il Ministro degli Esteri, Eamon Gilmore ha ribadito l'impegno della nazione celtica per la causa: “Io oggi prometto che l'Irlanda manterrà la lotta contro la fame al centro della sua politica estera.”Ha poi aggiunto:" Come Presidenza dell'Unione Europea, ( ricordiamo l'Ue genera il 50% degli aiuti allo sviluppo), stiamo collaborando con i nostri partners per assicurare un fermo e stabile quadro di negoziazioni per il periodo successivo al 2015. Stiamo facendo enormi progressi nell'abbattere le barriere artificiali tra politiche per lo sviluppo e promozione dello sviluppo sostenibile.”

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