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Un suono a quale colore corrisponde?

Julio Julio

“La filosofia moderna occidentale, insieme con la scienza moderna, ha per molto tempo sostenuto la netta distinzione tra qualità oggettive e soggettive. Le prime grandezze, misurabili, sono inerenti all'oggetto e le seconde dipendono dal soggetto. Giulio D'Agostino (Julio) invece propone un'idea innovativa:ai colori corrispondono dei suoni e questo è un dato naturale”.

L'idea principale della Photosonic Orchestra è la trasformazione dei colori in suoni: come si ottiene, come funziona?

Nel 2003 ho ottenuto il brevetto per un mezzo software/hardware che trasforma i suoni in colori. Non è facile conseguire i brevetti, bisogna avere tra le mani qualcosa di innovativo, ma anche di solido ed effettivo.La struttura del mio progetto in realtà è molto semplice:tutto in natura è una frequenza. La luce è una frequenza che vibra più velocemente,il colore più lentamente. Costruisci così una tavola di traduzione, come quando traduci dalle lingue. Si tratta quindi, semplicemente, di una comparazione tra le frequenze. Non è una cosa soggettiva. In natura c’è una frequenza che ha un determinato colore: una nota la a cui corrisponde un colore, ad esempio il rosso.

Cosa ti ha spinto verso la ricerca di questa innovazione: c'è un messaggio filosofico dietro la scelta di trasformare il suono in colore, escludendo la mediazione della parola?

Il punto di partenza è il fascino della sinestesia. Quando ero adolescente ascoltavo e mi interessavo alla musica del grande Igor' Fëdorovic Stravinskij : mi piaceva vedere i legami tra le sue sinfonie e le opere di Picasso. La letteratura, al riguardo, non manca:il compositore russo Alexandr Skryabin scrisse il Prometeo, opera in cui sceglieva i suoni in base ai colori che creavano.L'idea quindi del primo concerto fotosonico.La domanda che condividiamo è : uno strumento che colore produce?

 

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