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Julio e la Photosonic Orchestra suonano con Vinicio Capossela

Julio Julio

"Giulio D’Agostino(Julio) è arrivato a Dublino nel 2008. Originario di Genova, ha viaggiato e vissuto all'estero per diversi anni: gli Stati Uniti e il Giappone sono state tappe importanti della sua  brillante carriera e  formazione professionale. Giunto in Irlanda  con l’obiettivo di fare uno stacco di un anno, non ha più lasciato l’isola: è stato travolto e piacevolmente coinvolto nel mondo della musica e del folklore irlandese.

Photosonic Orchestra, Anima Libera, Karmatic, Karisma sono  alcuni  dei gruppi di cui è stato fondatore. L’11 aprile  con la  Photosonic Orchestra, si esibirà alla Button Factory. L'evento  inaugurerà anche  lo show Rebetiko Gymnastas di Vinicio Capossela".

Come nasce la Photosonic Orchestra?

"Il progetto è nato nel 2005, quando andai in Giappone per fare uno stacco dagli Stati Uniti. Si propone con uno scopo preciso:trasformare il suono in colore. Naturalmente il progetto ha attraversato diverse fasi fino a giungere alla musica folk. L' attuale incarnazione è una mini orchestra di 8 elementi, di diverse nazionalità. Un mescolamento  di diverse culture ed elementi strumentali: Vimbai, il sassofonista, è originario dello Zimbawe, alle percussioni troviamo Sadjo dalla Guinea e Francois, ragazzo francese; Bogdan è violinista polacco, alla chitarra c'è Luca, poi non manca  la rappresentanza irlandese con Laura alle voci e Downie all'armonica . Il discorso della traformazione del suono in colore viene portato avanti, esporando quelli che sono i suoni  della cultura musicale italiana. La Pizzica e la Tarantella vengono interpretate in un modo universale: i cantanti, una ragazza ed un ragazzo, cantano con vocalizzi e gli strumenti tipici irlandesi, il flauto e l' armonica, suonano i brani del floklore italiano con un loro particolare tocco. Il folk italiano "visto e suonato" al di fuori dell’Italia. Si potrebbe dire non tanto che sia internazionalizzato, quanto "che abbia viaggiato". Non una creazione turistica quindi, ma una riproduzione autentica: assimilato e suonato da italiani, ma anche  reinterpretato a livello di suono. Il mescolamento  di diverse culture ed elementi strumentali all'interno del discorso della traformazione del suono in colore, viene condotto in chiave folk, esporando tra pizziche e tarantelle, quelli che sono i suoni  della tradizione musicale italiana".

Come vi siete conosciuti con Vinicio Capossela e come si è sviluppata l'idea di una collaborazione?
"Tutto è partito dalla mia data di nascita, il 14 dicembre. Siamo nati lo stesso giorno.C’era poi un forte interesse da parte di Vinicio Capossela di esibirsi in Irlanda. In realtà dovevamo incontrarci molto prima, durante uno dei miei brevi periodi di residenza in Italia. Era il periodo di canzoni a manovella e avevo chiesto di incontrarlo. Mi incuriosiva come artista e poi siamo nati nello stesso giorno. L'incontro non c'e' mai stato. Durante un caffe più o meno tre mesi fa è nata l'idea di questo show. Ed ora ci incontreremo sul palco della Button Factory.

Che pubblico ti aspetti?
"Variegato.Mi aspetto un pubblico che ama la buona musica, Vinicio è un poeta moderno, forse l'unico superstite di quella scuola italiana che aveva in De Andrè il massimo esponente. Artisti  sempre pronti a sperimentare qualunque tipo di strumento o suono. Il passaparola italiano è stato più veloce dei media irlandesi. Daltronde l'idea di questo progetto, portato avanti dal gruppo organizzativo Kammamuri, in collaborazione con l'Istituto Italiano di cultura, nasce proprio dalla voglia di condividere con i tanti italiani che vivono qui a Dublino ed in Irlanda, un pezzo della nostra tradizione artistica, Vinicio Capossela. Ci sarà quindi una forte presenta di italiani, ma anche spagnoli e portoghesi. Vicinio Capossela è molto apprezzato anche dal pubblico iberico".

 

 

 

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