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Francesco Dominoni fondatore e direttore della testata.  Figlio di due medici italiani, mamma pediatra e papà chirurgo, frequenta il liceo scientifico di Asmara in Eritrea. Vive nella guerra civile tra Eritrea ed Etiopia a suon di leggi marziali e check point, il tutto sotto l'occupazione del dittatore Menghistù. Segue con molto interesse il lavoro di medico e di diplomatico del padre che diventa presto responsabile dei programmi di Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano. Francesco Dominoni viene eletto capo classe durante l'ultimo anno di liceo. Il Governo italiano, a causa della guerra, minaccia di chiudere le scuole. Dominoni prende carta e penna e scrive all'allora Ministro degli Esteri Giulio Andreotti. La missiva la fa sottoscrivere a tutti i suoi compagni. Andreotti risponde positivamente. Quella lettera salva la scuola italiana portando continuità della cultura italiana nel corno d'Africa. Si laurea a venticinque anni con una tesi sul diritto del Commercio Internazionale con indirizzo pubblicistico. Durante la fase preparatoria della testi si reca presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. Durante gli studi universitari milanesi scopre la sua vena giornalistica. Fonda con un gruppo di amici universitari il periodico di Scienze Politiche: Voci di Corridoio. Acquista dimestichezza con la penna e popolarità presso la facoltà. Assiste a diverse occupazioni studentesche. Segue qualche scandalo universitario. Inizia a collaborare con diverse testate. Con una laurea in Scienze Politiche conseguita a Milano si trasferisce a Montebelluna in provincia di Treviso. Collabora con i mensili veneti:  Il Piave e La Castellana di Treviso. Dal 1997 entra nell’ordine nazionale dei giornalisti presso il consiglio di Venezia. Collabora con "la tribuna di Treviso" quotidiano della provincia di Treviso occupandosi di cronaca bianca, politica ed economia. Tra le interviste ai personaggi che influenzano la vita italiana figurano: Umberto Bossi, Irene Pivetti, l’ex calciatore del Napoli al tempo di Maradona Andrea Carnevale, Marcello Lippi, Alessandro Del Piero, Gattuso, Nesta, Massimo Zanetti proprietario della Segafredo caffe’, Mario Moretti Polegato fondatore e proprietario della Geox la Scarpa che Respira, Renzo Rosso fondatore e proprietario di Diesel Jeans, il cantante Riccardo Fogli ex componente dei Pooh, Aleandro Baldi vincitore di un festival di San Remo e tanti altri. In politica viene corteggiato da destra e sinistra. Preferisce viaggiare e conoscere nuovi mondi. Il 27 febbraio del 2002 si trasferisce in Irlanda per approfondire la lingua inglese e ci rimane. Dopo tre settimane viene  assunto dal colosso statunitense IBM poi lavora per eBay. Continua a studiare internet e web coltivando la passione per  l'editoria online. Abbandona tutto e tutti per tuffarsi nella nuova avventura irlandese. Crea il webmagazine Irlandiani.com che nel giro di un paio di anni diventa il primo giornale online degli italiani in Irlanda. Attraverso la sua creatura aiuta centinaia di italiani a trovare casa e lavoro favorendo la diffusione della cultura italiana all'estero attraverso numerosi eventi a Dublino. Irlandiani.com con circa sessantamila lettori unici al mese gli permette di tessere relazioni a tutti i livelli. I media italiani spesso e volentieri lo prendono come punto di riferimento. L'8 dicembre del 2008 l'Ambasciatore Savoia lo sceglie per rappresentare l'Irlanda alla Conferenza degli Italiani nel Mondo a Roma. Strige le mani al Presidente della Repubblica, Ministri, Deputati e Senatori. Con il 2008 Irlandiani spalanca le porte al mondo universitario attraverso progetti Erasmus nel campo del giornalismo e della comunicazione.

Ireland is like a mini global economy

Cosmopolitan pedigree is stamped all over Francesco Dominoni. Born in Uganda to an Italian father and an African mother, he spent his childhood travelling because of his father’s job. “My father worked for the Italian foreign affairs as a doctor in Africa and I have lived in Ethiopia, Uganda, Tanzania, Chad, Kenya and Cameroon,” says Dominoni. “He was managing the Italian and Eritrean programme to combat Aids, so our lives were split between Africa and Italy.” Dominoni studied political science in Milan and then worked for a bank in Venice and in marketing. But eager to improve his English, he moved on to Ireland, and decided to stay awhile. “I like the people here, they are open,” he says. “There is also much creativity and opportunity.” With his English improved, Dominoni landed jobs with IBM, Lexmark and eBay in Ireland. But Dominoni had a bigger idea in mind, which had been germinating since his time in Venice. “I had seen the beautiful glass industry in Venice and knew how it worked,” he explains. “I had a lot of contacts there and I could design and commission these glass experts to make very fine jewellery.” Dominoni was working for eBay at the time but decided to leave and, in his own words, “make a go of my new adventure”. That adventure soon acquired a name – Venice Jewellery. Venice has a strong tradition of glassmaking and Dominoni was particularly taken with the Murano glassmakers, where gold and silver is blended with glass to create shimmering and crystalline effects that lend themselves perfectly to contemporary jewellery. A trip to Italy followed so Dominoni could meet various glassmakers, discuss designs and negotiate supplies and delivery. “Packaging, too, was an important part of the start-up,” he says. “Everything is in gold, with the Venice Jewellery logo. I designed and produced a catalogue with photographs of the range of glass jewellery, from rings to pendants and unusual bottle stoppers. This starting up and development was in August and I had Christmas time as my deadline for the launch. That was the time to test the items on the market.” The National Craft Fair at the RDS in Dublin proved lucrative, as did the Docklands market. And in January Dominoni also attended Showcase Ireland, the annual craft and gift trade fair at the RDS. “That [one] is business to business and I was able to get contracts to supply retailers around the country,” he notes. “The orders were satisfying, initially 20 shops.” Buyers may not have been aware, but Dominoni was “choosing them, not the other way around.” The follow on move is “to build up a long term relationship with these retailers”. This will mean visiting each premises to measure up for a custom-built display unit on site. “I will look at the interior design of each shop so that the unit, while it is unique to Venice Jewellery, will be personalised to suit each shop and retailer. I will discuss and plan the display units but then will hire a carpenter to make them. It is important in business to understand that you cannot actually do everything yourself.” Dominoni has found that even when you use the skills and services of friends in your business, “it is important to pay them, and not to use their service just because they are your friend, but primarily because they are good at what the do, be it photography, design or marketing.” When it comes to marketing a company, Dominoni suggests that you should test the market: “This can take time, but it is worth it. Study the reaction of people to your product. In Ireland it is easier to do this... there is a quick reaction to new things. “Ireland is small and this is a factor too. Decisions can be made a little quicker and things move a little faster than bigger countries. It’s a bit like ships; a larger one takes a longer time to turn than a smaller boat.” Dominoni also points out that things are “more concentrated here”. With four or five bigger cities all within a relatively small area, a business can expand without huge distances to cover be it for clients’ meetings or delivery of product. “Ireland can be seen as a laboratory of experience,” he says. “Testing a market is good here as there is a good diversity of population; it’s like a mini global economy here.” Francesco is now a Project Manager in the financial sector and is never stopping.

Website URL: http://www.irlandiani.com

La tigre celtica sta affondando?

La tigre celtica sta affondando anche per le banche indebitate e economia che non riparte. Il modello di Dublino rischia di trasformarsi in un pericolo per l’euro? Nel 2008 l’Irlanda è stata la prima Nazione europea ad essere colpita dalla recessione globale. La vertiginosa caduta dei prezzi del mercato immobiliare ha fatto collassare il sistema creditizio dell’allora Tigre Celtica, trascinando una delle economie più fiorenti del Vecchio Continente in uno dei Paesi a maggior rischio per gli investimenti obbligazionari. La sigla PIGS, maiali in inglese, che si riferiva a Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, si è trasformata sui mercati finanziari internazionali in PIIGS, aggiungendo così anche l’Irlanda agli investimenti pericolosi per il mercato dei titoli di stato europei. Una poderosa caduta di un modello, quello irlandese, basato sulla bassa tassazione ed altri paradigmi delle economie anglosassoni, che era preso ad esempio da chi voleva dare una scossa alla sclerotica Vecchia Europa e ai suoi principi renani di alta spesa pubblica e solidarietà sociale. L'inversione di tendenza e' evidente. La ripresa degli investimenti americani c'e'. Aziende dell'IT e finanziarie assumono. Segno che tra Barack Obama ed Enda Kenny corre buon sangue. Il viaggio americano del primo ministro irlandese rafforza i legami di amicizia tra i paesi e aumenta la fiducia degli operatori economici. La Presidenza del semestre Europeo dell'Unione da un'ilteriore spinta fuori dalla crisi.

Irlandiani incontra il Senatore Ronan Mullen

Irlandiani incontra il Senatore Ronan Mullen a Lucan House la residenza del capo della diplomazia italiana in Irlanda. Enzo Farinella e Marta Spiga parlano con il politico irlandese durante l'evento promozinonale toscano organizzato dall'ambasciatore italiano. «Sono contento di essere qui. Amo l'Italia ed ho studiato italiano a Perugia. Non perdo l'accasione di assaporare il cibo italiano che considero tra i migliori del mondo» spiaga il senatore Mullen. Che stringe l'occhiolino alla rappresentanza italiana con in mano prosciutto toscano e un bicchiere di Brunello di Montalcino. «L'Italia è molto amata dagli irlndesi. Molti politici sono stati in Italia anche per ragioni lavorative. Sono tutti contenti di esserci stati» spiaga Enzo Farinella corrispondente dell'ANSA e rappresentante degli irlandiani. «Anche il sindaco di Dublino ha espresso simpatia per l'Italia» continua Marta Spiga giornalista di Irlandiani. Il Senatore Ronan Mullen sarà ospite d'onore al prossimo evento irlandiano.

Quando piove l'ombrello in Irlanda non serve

  • Published in News

L'ombrello in Irlanda non serve. Ecco la fine che fa un ombrello quando piove: viene cestinato. Il vento è troppo forte. La struttura viene piegata. Rendendo l'oggetto inutile. Il telaio si piega rischiando di essere anche pericoloso per se stessi e chi sta vicino. Questa foto è stata scattata in centro alla capitale celtica in Cardiff Lane a Dublino due nei pressi del Samuel Beckett Bridge, Dublino.

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