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Consigli utili per cercare casa in affitto a Dublino

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Trasferirsi in una nuova città comporta grandi cambiamenti e pone ostacoli da superare, figuriamoci quando passiamo la frontiera per stabilirci in un Paese diverso. Tra le prime fatiche da affrontare c’è sicuramente quella del trasloco, e dunque trovare una nuova casa. Magari in affitto per i primi tempi, vuoi per la temporaneità del trasferimento, vuoi per conoscere meglio la città e le sue zone prima di compiere l’acquisto definitivo di un immobile. Se si proviene da una metropoli o da una città università italiana, ci si accorgerà presto che il mercato degli affitti a Dublino è un po’ più complesso: g li affitti sono mediamente cari, e l’offerta non infinita. Non scoraggiatevi, però: con un po’ di pazienza, tenacia e i consigli giusti, troverete la soluzione che fa al caso vostro. La prima cosa da fare è armarsi di una mappa e capire in che zona si preferirebbe abitare, se in centro, verso il porto o in una delle zone della periferia a nord, sud o ovest della città. La prima cosa da sapere è che Dublino è divisa in 23 distretti postali, che fungono non solo da codice di avviamento postale ma anche per localizzare meglio le diverse zone. Ordinati numericamente, le aree dispari si trovano al nord del fiume Liffey, quelle pari al sud. I numeri più bassi, sono corrispondono a quelli più vicini al centro: per esempio, O’Connell Street è in Dublin 1, Temple Bar nella 2. Stabilite le località preferite, giunge il momento di cercare. Il buon vecchio passaparola spesso si rivela utile e provvidenziale, ma che fare nel caso in cui si è appena arrivati in città e non si conosce nessuno? Innanzitutto stringere contatti con chiunque, nell’albergo dove momentaneamente alloggiamo, o al bar dove facciamo colazione. Oppure iscriversi a qualche gruppo di interessi su facebook, spesso organizzato per nazione di provenienza, in cui poter chiedere e scambiare informazioni: qualcuno che sta partendo e lascia la sua camera, oppure che è a conoscenza di una stanza libera c’è sempre. Utile può essere anche farsi un giro per i college della città, a partire dal celebre Trinity, e non solo per motivi turistici e culturali: può sempre capitare in bacheca qualche annuncio interessante. Il modo migliore per cercare rimane però internet: siti come gumtree.ie, ie.easyroommate.com e soprattutto daft.ie sono imprescindibili per ottenere l’ambito domicilio. L’ultimo indirizzo in particolare, il più fornito di tutti e provvisto anche di una comoda applicazione per smartphone e tablet, potrebbe rivelarsi una guida fondamentale, dalla quale sarà difficile staccare gli occhi durante tutto il periodo della vostra ricerca. Cercare una casa in affitto non è mai un compito facile e di certo non lo sarà a Dublino, ma non arrendetevi di fronte alle prime avversità: concedetevi il giusto tempo e troverete la sistemazione migliore per godervi a pieno questa meravigliosa città.

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Community garden, una rete sociale in crescita

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Dublino –  Coltivare ortaggi freschi, piante e fiori in città, lavorando insieme ai propri vicini, accrescendo il senso di comunità e la sensibilità verso il verde. È questo lo scopo per cui nascono i community gardens, veri e propri orti comunitari. Sorgono generalmente su terreni offerti da chi condivide la visione e gli obbiettivi del progetto, oppure abbandonati, o ancora appartenenti a enti locali e associazioni. Nelle grandi città, laddove non ci siano spazi verdi a disposizione, vengono sfruttati invece i tetti dei palazzi; l'effetto è quello di un verde prorompente dal cemento, che si affaccia dai terrazzi dei grattacieli, favorendo l'aggregazione dei condomini. Che siano casalinghe o pensionati, professionisti o studenti, il fenomeno non smette di crescere e interessare un numero sempre maggiore di sostenitori.
A Dublino esistono moltissimi giardini di questo genere, progetti comunitari molto importanti, che rispondo a esigenze ambientali e sociali ben precise. Prima tra tutte, una riduzione degli scarti prodotti: i rifiuti organici vengono infatti trasformati in compost per fertilizzare le coltivazioni. I membri del quartiere beneficiano inoltre di prodotti freschi sempre a disposizione, creando una rete comunitaria di scambio e aiuto, valori che nella società del consumo perdono troppo spesso di significato. Al fine di incoraggiare la nascita e lo sviluppo dei community gardens, è stata rilasciata la “Dublin City Guide to Community Gardening”, contribuendo a diffondere quest'attività utile e vantaggiosa. Reciproco vantaggio dunque, che permette di migliorare la qualità della vita in cambio di un minimo aiuto pratico e oltre ad essere salutare, è un ottimo anti-stress per la mente.

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Le porte colorate di Dublino

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Girando per la città capiterà a tutti di notare le sgargianti tonalità che contraddistinguono i portoni delle case. La zona intorno al St. Stephen's Park, Merrion Square e Fitzwilliam Square, in particolare, è costituita prevalentemente da eleganti abitazioni georgiane che potrebbero sembrare tutte uguali se non fosse per il colore delle porte. Immortalate in poster e cartoline, sono diventate ormai celeberrime in tutto il mondo e costituiscono una bizzarra caratteristica che piace a tutti, abitanti e turisti.
Ma città come Dublino non si lasciano solo fotografare, nascondono storie e leggende dietro ogni particolare. E così, anche per il colore delle porte c'è una storia da narrare. Leggenda vuole che, all'inizio del secolo scorso, due scrittori eccentrici e fuori dal comune come George Moore e Oliver St. John Gogarty fossero vicini di casa. Gogarty, che ispirò il personaggio di Buck Mulligan nell'Ulisse di James Joyce, era solito tornare a casa a fonda notte dopo un robusto giro di pub, facendo spesso fatica a riconoscere la sua porta di casa e ritrovandosi a bussare sempre a quella di Moore. Questi, stanco delle incursioni notturne del vicino, dipinse la sua porta di casa di un bel verde brillante. A Gogarty l'idea piacque così tanto da dipingere la sua di rosso. E così, si narra, tutto ebbe inizio. Finora, non solo le famose case georgiane della Dublino benestante presentano porte colorate e sgargianti; anche nei quartieri tradizionalmente operai è ormai possibile trovarle (foto).
Può capitare di fermarsi a sorridere di fronte agli accostamenti più bizzarri, ma è interessante chiedersi in che modo queste tonalità ci possano influenzare, dato che il colore non è solo tale, ma è una sensazione che il cervello percepisce e che ha effetti sia a livello fisico che psicologico. A seconda del contesto culturale e delle vicende personali infatti, i colori vengono automaticamente associati mentalmente a delle emozioni, che influenzano direttamente le nostre scelte. Come affermato da Kandinsky, “il colore è un mezzo per stimolare direttamente l'anima”. E quali sensazioni scatenano questi colori quando, stanchi da una giornata di lavoro, ci troviamo di fronte il portone della nostra casa?

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