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Tiziano Crudeli, il volto dell’Italia calcistica in Irlanda che non ti aspetti

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Strano ma vero, è proprio così. Con le dimissioni di Giovanni Trapattoni dal ruolo di Commissario Tecnico della nazionale di calcio irlandese, ora è un altro milanista brizzolato il volto italiano più conosciuto tra gli appassionati di football sull’isola. Infatti, non c’è da meravigliarsi se, sbarcati sull’isola, ci si imbatte in un cartellone pubblicitario ritrattante il suo volto, o accendendo la televisione in uno spot in cui lui è considerato, abbondando un po’ con gli stereotipi di turno, come Marlon Brando nel fil Il Padrino. Rimani lì per qualche istante chiedendoti “ma io quel viso l’ho già visto da qualche parte”, fino a quando non si accende la lampadina e trovi la soluzione: certo, è Tiziano Crudeli. Giornalista sportivo e fan sfegatato del Milan, Crudeli ha acquisito popolarità per le sue vibranti esultanze e coriacee esternazioni commentando gli avvenimenti calcistici di turno sull’emittente televisiva 7Gold, in particolar modo quando in campo ci sono i suoi rossoneri. Tra un “Pippo mio” e un “Riccardino” (in riferimento ai suoi idoli Inzaghi e Kakà), puntualmente urlati con voce gioiosa e volto rosso di euforia, le sue performance hanno fatto il giro del mondo su internet, grazie soprattutto a Youtube. Al punto tale da attirare l’attenzione di una nota agenzia di scommesse sportive britannica, che nel 2011 lo ha scelto come volto per le sue campagne pubblicitarie, non solo oltremanica, ma anche in Irlanda e altri Paesi. Tiziano, settanta anni compiuti da poco e una carriera alle spalle nel giornalismo sportivo nel circuito televisivo privato, ha ottenuto una celebrità inaspettata, forse ancora maggiore fuori dai confini nazionali. Una notorietà assolutamente meritata per la gioia e la passione contagiosa con la quale si approccia al suo sport preferito, oltre che per la competenza di gran lunga superiore a quella dei suoi colleghi in studio.

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Giovanni Trapattoni lascia la panchina dell'Irlanda

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Giovanni Trapattoni non è più il Commissario Tecnico della nazionale di calcio irlandese. La notizia era nell’aria, e arriva all’indomani della sconfitta in casa dell’Austra per 1-0 in un incontro valido per il girone di qualificazione alla fase finale del Mondiale che si disputerà la prossima estate in Brasile. Quella con gli austriaci è la seconda sconfitta in pochi giorni, dopo che lo scorso venerdì sera i Verdi si sono dovuti arrendere sul campo amico dell’Aviva Stadium per 1-2 alla Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Con le possibilità di qualificarsi per la prossima competizione iridata ridotte al lumicino, il “Trap” e il suo allenatore in seconda Marco Tardelli non hanno tardato a trovare un accordo con la FAI, Football Association of Ireland, per una risoluzione del contratto. Trapattoni lascia la panchina irlandese dopo sette anni vissuti tra alti e bassi, tanto calore e non poche sfortune. Ancora negli occhi di tutti i tifosi è infatti l’ingiusto episodio che nel 2009 negò all’Irlanda l’accesso allo scorso mondiale disputatosi in Sudafrica, eliminata allo spareggio dalla Francia grazie ad un gol doppiamente irregolare nei minuti supplementari, viziato da fuorigioco e fallo di mano. Il ciclo successivo vide l’Irlanda approdare alla fase finale degli Europei 2012 in Polonia e Ungheria, collezionando però tre sconfitte in altrettanti incontri in un girone di ferro con Spagna, Italia e Crozia. Quest’anno, complice un girone non esattamente abbordabile (l’Eire è infatti quarta dietro Germania, Svezia e Austria) ed una qualità della rosa in calo, i Verdi hanno fallito nuovamente il loro obiettivo. Le critiche al C.T. italiano cominciavano a piovere già prima dell’estate, nonostante il “Trap” sia sempre stato molto amato sin dalla sua prima e non banale conferenza stampa a Dublino. Adesso le voci sul suo sostituto impazzano sull’isola, con Martin O’Neill, ex allenatore di Celtic, Aston Villa e Sunderland, in pole. Chi invece sta pensando a un ritiro per il Giovanni della panchina, non ha fatto i conti con l’inossidabile tempra del 74enne di Cusano Milanino. “Lascio l’Irlanda, ma non il calcio” ha infatti dichiarato Trapattoni ai giornali, aggiungendo gli onori ai supporter dell’isola: “Abbiamo capito perché i tifosi irlandesi hanno una rinomata reputazione internazionale e hanno il nostro massimo rispetto”. Good luck, Mr. Trap.

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Il calcio, non quello gaelico, in Irlanda

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Oggi in Italia riparte il campionato di calcio di Serie A e milioni d’italiani fremono attendendo il primo calcio d’inizio della stagione, dopo tre mesi di lunga attesa estiva. Il calcio è di certo lo sport che monopolizza gli appassionati italiani, ma quando si vuole parlare di football in Irlanda, di quello che generalmente traduciamo come calcio nel nostro Paese, bisogna stare molto attenti. Infatti, il vero sport nazionale dell’isola non è né il football, come accade in quasi tutti i Paesi del Vecchio Continente, né tanto meno il comunque popolarissimo rugby come si potrebbe immaginare. Bensì il Gaelic football, il calcio gaelico, spesso identificato nel comune parlare tra gli autoctoni semplicemente come “football”, “Gaelic”, o come lo chiamano a Dublin, “Gah”. Dietro il calcio gaelico, l’”altro football” rimane anch’esso molto diffuso, accende i cuori degli irlandesi e le televisioni dei pub durante i fine settimana, ma deve condividere l’attenzione con altri sport altrettanto seguiti, come il già citato rugby o l’hurling, l’altro amatissimo sport gaelico nazionale. Tutta questa concorrenza interna per la popolarità all’interno del Paese, fa sì che il livello del calcio in Irlanda non sia dei più elevati. Perlomeno il campionato nazionale, diventato professionistico solo nel recente 2007, e relegato nei bassifondi della classifica dei campionati europei UEFA (attualmente in 36esima posizione), per via degli scarsi risultati che da sempre le sue migliori formazioni hanno ottenuto nelle competizioni internazionali. Particolarità della Irish Premier League, massimo campionato dell’isola, è che a differenza della maggioranza delle leghe del continente, si svolge tra il marzo e l’ottobre dello stesso anno, e sta giusto in queste settimane entrando nelle fasi cruciali della stagione. Non va così male, invece, alla rappresentativa nazionale, allenata da un mito del calcio italiano come Giovanni Trapattoni, attualmente alla posizione numero 44 del ranking delle nazionali FIFA, ma al 18esimo solo fino alla primavera dello scorso anno. Come può una rappresentativa così forte provenire da una lega di così basso livello? Semplicemente provenendo da altri campionati, soprattutto quelli inglesi e scozzesi, dove tutti i migliori calciatori irlandesi si trasferiscono sin da giovani. Ed è a quelli stessi campionati che puntano l’attenzione i tifosi di calcio irlandesi. Basta entrare in un qualsiasi negozio di articoli sportivi della capitale per notare che le maglie più distribuite sono quelle di Liverpool, Celtic e Manchester United, i tre club più tifati in Irlanda. Proprio tra Liverpool e Celtic, si è giocato un incontro amichevole lo scorso 10 agosto a Dublino, in un Aviva Stadium gremito in ogni ordine di posto, con i biglietti andati a ruba in pochissimo tempo. La partita, in quello che si potrebbe definire un derby d’Irlanda giocato da squadre non irlandesi, ha visto imporsi la squadra di Glasgow per 1 a 0, nonostante i Reds abbiano assediato l’area di rigore avversaria per tutto i 90 minuti. Anche questo è il bello del calcio.

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