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Irlandiani promuove Roma a Dublino

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Cena di Natale per le associazioni italiane in Irlanda con promozione enogastronomica romana a Dublino. Lo organizza Irlandiani. L'evento e' giovedi 7 novembre 2013 alle 20:00 presso il ristorante Ciao Bella Roma in Parliament Street a Dublino 2. REGISTRAZIONE ONLINE. Tra i partecipanti i rappresentanti delle principali associazioni italocelticche: l'Accademia Italiana della Cucina di Dublino, COMITES, Club Italiano Irlanda e Club di Dublino l'Associazione Sardi Celtici di Gianni Massa e Mauro De Muro.

Il menu' della serata dedicata a roma e' tutto con ingredienti originaliAntipasto: Crostini con le alici, Supplì alla Romana. Primo: Spaghetti cacio e pepe, Bucatini all'amatriciana, Gnocchi (di patate) alla romana. Secondo: Coda alla vaccinara, Saltimbocca alla romana, Pollo alla Romana. Contorno: Fagioli con le cotiche, Carciofi alla romana, Piselli con il guanciale. Digestivo: Limoncello. Dolce: Torta alla romana. Vini: Merlot Silvestre, Rocca di Papa.

Con un prezzo speciale di solo 65.00 Euro.

L'obiettivo e' quello di farsi gli auguri del Santo Natale prima del periodo impegnativo della festivita'. L' impegno e' di rivalutare Romana attraverso le ricette delle origini ed il buon vino. A farlo sono i cuochi del Ciao Bella Roma. Veri ambasciatori della cultura culinaria romana.
Secondo le indiscrezioni degli organizzatori il menu prevede antipasti di Crostini con le alici, primi con spaghetti cacio e pepe, bucatini all'amatriciana e gnocchi alla romana. Secondi con coda alla vaccinara, saltimbocca alla romana contorni di fagioli con le cotiche, carciofi alla romana e Piselli con il guanciale. Il tutto con vini, aperitivo e dolci ancora top secret.

La mission dell'Accademia Italiana della Cucina  e' sempre quella di cercare, interrogare, ascoltare, leggere e frugare il maglio della cucina italiana.

A Dublino l'Accademia Italiana della Cucina si dedica inoltre a valorizzare un circuito selezionato di ristoranti tipici che si impegnano a proporre alla clientela i piatti tipici della tradizione italiana in generale. «L’Accademia manterrà costante attenzione nel vigilare sulla qualità dei menù che non dovrà essere mai disgiunta dalla cura dell’ambiente e dalla cortesia del servizio» spiega Paolo Pietrantonio.

«Con questo evento vogliamo dare un'esposizione culturale incentrata sulla cucina romana, attraverso documenti, ricette e menù» spiega Gioacchino Rivoli.

Durante la serata ci sara' uno spazio di riflessione con proiezione di foto e ricerche sui piatti romani.

Informazioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Info: 00353(0)87-1343844

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Paolo Zanni racconta il mondo della finanza in Irlanda e UE

Negli ultimi anni, a causa della crisi, sempre più spesso si sente parlare di finanza. Qualche volta anche a sproposito, da persone che s’inventano esperti, senza avere la necessaria competenza. Paolo Zanni, invece, General Manager della EMRO Finance Ireland, è forse l’italiano a Dublino più adatto a raccontarci lo stato di salute della finanza in Irlanda e in Europa.
Dr. Zanni, quali opportunità offriva il mercato finanziario irlandese quando è arrivato a Dublino che non erano disponibili in Italia? E com’è cambiata la situazione nel corso del tempo?
In Irlanda è più facile “fare business”, qui i costi sono inferiori anche rispetto alla vicina Inghilterra, l’altro grande mercato finanziario europeo. Quando arrivai nel 1999 c’era una tassazione agevolata del 10%, oggi arrivata al 12,5%, più bassa di quella italiana. Oggi ovunque le cose sono diventate più difficili, ma Dublino rimane comunque una piazza finanziaria importante come non ce ne sono in Italia.
Come ha reagito la sua azienda alla crisi economica? È ancora conveniente investire in Irlanda?
Come tutte le altre aziende, stiamo ragionando su come andare avanti. Innanzitutto limitando i rischi, che prima erano considerati medio-bassi e col tempo ci siamo resi conto che erano più alti. Oggi è molto più importante massimizzare la liquidità. Non saprei dire se è ancora conveniente investire qui. Sicuramente lo è per altri settori, come l’IT, marketing, royalties, le assicurazioni, ma per la finanza è un periodo di riflessione.
I cinque Paesi più colpiti dalla crisi –i PIIGS – appartengono tutti al Sud Europa eccetto uno: l’Irlanda. Che cosa accomuna questo Paese con gli altri quattro del Mediterraneo? Quali sono invece le sue caratteristiche peculiari?
Non sono d’accordo nell’inserire l’Italia tra i PIGS, ma comprendo le ragioni di chi lo fa. Non concordo per il semplice fatto che ritengo ancora l’Italia capace di risollevarsi senza dover ricorrere agli aiuti europei. Il Sud Europa ha grandi difficoltà geografiche che ne limitano le possibilità di esportare. Irlanda e Spagna hanno vissuto lo stesso problema con la bolla immobiliare. In parte ciò è successo anche in Portogallo, che però accomunerei di più con l’Italia, per i problemi strutturali e di bassa crescita precedenti alla crisi. Il caso della Grecia è diverso: hanno falsato i bilanci e al primo momento di difficoltà sono crollati.
Il mercato immobiliare, croce e delizia dell'ultimo decennio per le economie europee. Oggi a Dublino i prezzi degli affitti sono piuttosto alti, molto meno per quanto riguarda la compravendita: qual è il motivo?
Croce e basta. L’Irlanda è cresciuta basandosi solo sugli immobili, senza una logica. Nel 2006 si costruivano circa 60.000 unità abitative, lo scorso anno 4.000. I prezzi per acquistare una casa oggi sono bassi perché il mercato è saturo, e con la crisi nessuno, soprattutto le giovani coppie, può permettersi di comprare. Ci si accontenta di soluzioni temporanee, portando così gli affitti in alto. Prima di tre o quattro anni non miglioreranno le cose, anche se già ora ci sono segnali di stabilizzazione, ma non di crescita.
L'Irlanda pare aver avuto un riscatto migliore dal momento in cui si è ritrovata sull’"orlo del burrone": che cosa hanno avuto gli irlandesi che negli altri Paesi è mancato? È ancora lunga la strada verso la "luce in fondo al tunnel"?
L’Irlanda era già con un piede nel “burrone”, ma ha avuto due vantaggi essenziali che le hanno concesso di recuperare: è un Paese piccolo e giovane, e non ha problemi sociali. Ciò le ha permesso di attuare le manovre drastiche necessarie senza portare la gente alla rivolta. Ma la strada verso la “salvezza” è ancora lunga. L’Irlanda ha il vantaggio di essere l'unico mercato di lingua inglese dell'Eurozona, la prima finestra per il Nord America e l'Asia nel Vecchio Continente. Ma è anche un Paese prettamente esportatore, e quindi ha bisogno che i Paesi a cui esporta crescano per tornare a crescere a sua volta. La disoccupazione è ancora alta, ma questo è un problema comune. Servono misure europee per la crescita.
Lei auspicherebbe un’unione fiscale in Europa, oltre che monetaria?
Certo, e non solo fiscale, ma anche politica. È l’unica strada percorribile: abbiamo visto i risultati di dieci anni di unione solamente monetaria. Inoltre c’è bisogno di meno politiche di austerity e di più interventi statali. Si è andata perdendo la ragione per cui era nata l’UE, la condivisione di politiche uguali per tutti. La differenza di tassi d’interesse tra i Paesi membri non è più sostenibile. 
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Zanni General Manager di Emro Finance parla di lavoro, carriera, esperienza all'estero

Dublino - La carriera lavorativa parte dall'esperienza all'estero. Paolo Zanni, General Manager della Emro Finance ltd, costola della Banca Popolare di Romagna, di stanza a Dublino, si trova ormai da quattordici in Irlanda: “Io sono un po' il decano di un flusso di nuovi italiani, figli della Celtic Tiger, che sono venuti negli anni '90, e sono presente in tutte le associazioni che ci riguardano ”.
Molto attivo nel tessuto sociale e culturale della città, si adopera con particolare impegno nel mantenere i contatti tra gli italiani all'estero e il loro paese d'origine; è il tesoriere del Club di Dublino, associazione benefica che rappresenta l'intera comunità italiana in Irlanda, e vice-presidente COMITES, Comitato degli italiani residenti all'estero, organo riconosciuto dal Ministero degli Esteri, che si fa carico dei rapporti tra la comunità italiana e l'Ambasciata e portavoce per le varie necessità burocratiche; ancora, è alla presidenza della delegazione irlandese dell'Accademia Italiana della Cucina, con cui si impegna a mantenere l'eccellenza e la tradizionalità della gastronomia italiana in Irlanda.
Il suo lavoro e il suo impegno sociale sottolineano quanto siano importanti i legami con la propria terra d'origine: “Sono via da vent'anni e ovviamente i rapporti col mio paese sono forti. L'idea di rientrare c'è, come immagino ci sia per tutti, non mi vedo nel futuro un pensionato irlandese, io mi sento italiano; per mia fortuna non sono scappato dall'Italia per disperazione, ma per un'opportunità professionale che poi si è prolungata”.
Consiglia appassionatamente ai giovani, ma anche ai meno giovani, di fare un'esperienza all'estero: “In Italia ci sono grandissimi problemi, mentre l'Irlanda offre grandi possibilità. Un periodo di lavoro o di studio fuori dall'Italia per un Curriculum è fondamentale; permette di conoscere una lingua, una cultura diversa e un'esperienza in Irlanda in questo senso è doppiamente importante perché si ha la possibilità di imparare l'inglese. Questo per un'azienda è un plus che offre opportunità elevate rispetto a un coetaneo con gli stessi studi che non abbia un'esperienza di vita del genere, meglio se di qualche anno”.
E come suggerimenti pratici raccomanda di “armarsi di pazienza, curare tutto ciò che si fa nei minimi particolari, a partire dal CV e da un'ottima lettera di presentazioni. Si deve essere la persona giusta per un determinato lavoro, in quanto le aziende vogliono investire in persone seriamente interessata al lavoro che si sta offrendo.”
Infine “La flessibilità mentale è fondamentale per vivere l'esperienza in maniera positiva, non bisogna assumere l'atteggiamento della ricerca disperata di un lavoro che l'Italia non è al momento in grdo di offrire”.

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