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libro italiani in Irlanda

libro italiani in Irlanda (12)

libro italiani in Irlanda

Nico Merucci fa il Giudice di Pace e gestisce un negozio di Fish & Chips

La Nomina di Giudice di Pace, unico italiano a riceverla, arriva dalle autorità Irlandesi grazie al rispetto guadagnatosi in tutti gli anni di lavoro. Si occupa principalmente di pratiche burocratiche, come autorizzazioni per la Garda o negli smarrimenti e furti , ma collabora principalmente con gli uffici passaporti e negli aeroporti. Spesso è chiamato dal Controllo Passaporti quando si sospettano documenti falsi, e a lui viene richiesto di verificarne la validità. Poi, nel 2008, la nomina a Cavaliere della Repubblica, dovuta principalmente alla sua vita all’insegna del lavoro ma anche per l’aiuto dato a molte persone, soprattutto italiani, arrivate in Irlanda alla ricerca di una nuova vita. Nicola sa cosa vuol dire e per questo è sempre stato pronto a dare una mano a chi, come lui, è approdato in Irlanda pronto a rimboccarsi le maniche e a darsi da fare. Cinquant’anni esatti di lavoro, oggi, che Nicola non rimpiange. Una dura gavetta, iniziata con i km in bicicletta a Cassino e con gli anni in Francia, poi il trasferimento e la realizzazione in Irlanda, questo paese che non è l’Italia ma che a Nicola ha dato tanto e oggi non può che amare come la propria nazione d’origine. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Virginia Macari tra cinema moda e TV show

L’attrice protagonista del film pilota di Paolo Borza è un membro della dinastia Macari, famiglia famosissima in Irlanda per i Fish & Chips, così tanto da essere protagonisti del documentario Dynasty. La partecipazione al film di Paolo Borza di Virginia rappresenta la sua prima apparizione come attrice, infatti essa è più legata al mondo della moda che a quello del cinema. Virginia è nata a Dublino da genitori italiani. Nel 1999 si laurea in Fashion and Tailoring alla Grafton Academy, terminati gli studi partecipa alla creazione dell’etichetta Macari-Brennan, che lascerà nel 2004 per crearne una tutta sua : la “Virginia Macari Couture”.

Ha lavorato anche per i notissimi marchi francesi Chanel e Christian Dior, migliorando le sue capacità di stilista su misura; in particolare è specializzata in modelli ornati da pizzi e Swarovski, ha confezionato vestiti per celebrità del calibro di Victoria Beckham e Kylie Minogue.b Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Vincenzo Giglione pietra miliare del CLUB Italiano

Vincenzo Giglione, una vita dedicata allo sport per la squadra Italiana in Irlanda. Nel 1961 a 18 anni Vincenzo Giglione è venuto per la prima volta in Irlanda per un periodo di 12 anni, ed è rimasto fino 1972. Ha incontrato una donna irlandese e si è sposato con lei. Si sono trasferiti in Svizzera fino al 1965, poi sono tornati a Dublino. Lui ha svolto in Irlanda vari lavori. Dal 1970 al 1972 ha lavorato nell’import-export di attrezzature alberghiere. E’ nel 1974 che ha incontrato Donato Borza che gli ha proposto un lavoro: fare il segretario della squadra della Lazio. Un lavoro che all’inizio lo occupava una volta al mese ma poi è diventato un vero impegno. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Teresa Borza ha fatto la storia del fish and chips in Irlanda

Anche Teresa Borza è una delle donne che ha fatto la storia del fish and chips in Irlanda. Teresa gestisce un fish and chips a Tallaght, nella periferia di Dublino, ed è ex presidente del Club italiano. Teresa appartiene ad una delle famiglie più numerose e più importanti di questo settore che si è unita ( per una serie di coincidenze che hanno portato a una catena di matrimoni) ad un’altra famiglia numerosa, quella dei Macari. Teresa è figlia di Maria Antonia Marsella, di Casalattico (FR) e di Donato Borza che arrivò in Irlanda nel 1950.

I genitori di Teresa non si sono conosciuti in Italia, per poi partire insieme, bensì in Irlanda. Si sposarono nel 1955, avviarono insieme un negozio di fish and chips in Parnell Street a Dublino ed ebbero sei figli, tra questi Teresa, nata nel 1957. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Maria Fusco e la mondanità dublinese

Attendo con impazienza e curiosità l’arrivo di Maria Fusco, affermata stilista dublinese, nella scintillante cornice del Marble Bar all’interno del centralissimo Westbury Hotel nel cuore del fashion district dublinese. Dalla vetrata dell’hotel Grafton Street le pittoresche stradine adiacenti sono un vespaio d’attività, i colori vibranti delle bancarelle dei fioristi si stagliano contro il cielo metallico interrotto a tratti da sprazzi di luce irreale. Sorseggiando un rosé osservo le frotte di persone entrare ed uscire dai negozi reggendo fra le mani borse stracolme, incuranti della recessione che attanaglia il Paese, dimenticandosi anche se solo per un attimo delle file dei disoccupati fuori dall’ufficio di collocamento. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Maria Pelosi e Gino Di Mascio in Irlanda dal 1921

La famiglia di Gino Di Mascio cominciò a lavorare nel Fish and chips, invece il padre di Maria vendeva gelati. Il signor Di Mascio arrivò in Irlanda nel 1921 e nel 1923 iniziò la sua attività in un negozio su Malborough Street a Dublino. L’attività ebbe successo e così dal 1932 divenne un ristorante, arredato finemente in stile art-deco in ferro battuto e con specchi dipinti: fu davvero una grande novità per l’epoca L’attività proseguì fino al 1988 grazie anche ai figli e tra questi c’era Gino. All’epoca non erano affatto numerosi i negozi dove poter mangiare un pasto caldo, economico e pronto al momento e non c’erano i caffè. Quando Gino e Maria si sposarono, migliorarono il locale, rendendolo decisamente un posto esclusivo, tra i più in vista della città. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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John Griffin ex Presidente dell’Irish Business Association

Il signor John Griffin è un uomo da molto tempo importante per i rapporti tra l’Irlanda e l’Italia. Presidente dell’Irish Business Association è manager sportivo, ovvero organizzatore di partite di golf in Irlanda ma anche all’estero. Irlandese di nascita ma italiano d’adozione, grazie all’attività svolta come direttore dell’Aer Lingus in Italia per più di dieci anni, ha dovuto sempre viaggiare per lavoro.

Giunto in Italia nel 1968 rimase a Roma per poco più di un anno e a Milano per due. Successivamente, dopo aver trascorso qualche anno tra la Spagna e la Germania, si stabilì nuovamente a Roma e ci restò per dieci anni dove lavorò per l’Aer Lingus, compagnia di bandiera irlandese, come direttore. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Francesco Turrisi un musicista italiano in Irlanda

La storia di Francesco Turrisi, classe 1977, inizia nel 1996 quando, giovane studente di musica a Torino, decide di approfondire la sua più grande passione per farne un cammino professionale: il jazz.

A parte scuole private, il Bel paese poteva offrire poco o nulla a chi volesse intraprendere questa strada e così, consigliato e spinto da amici e insegnanti, si trasferisce all’Aja, in Olanda, dove un panorama musicale più vivo e allettante può offrire sicuramente più possibilità a un giovane musicista.
Al Royal Conservatory dell’Aja Francesco studia pianoforte jazz con musicisti del calibro di Frans Elsen, Rob van Bavel, Rob van Kreeveld e Albert Brussee, ottenendo la laurea nel 2003 e completando la sua formazione con un master che si conclude nel 2005: con Rob van Bavel e Rob van Kreeveld perfeziona i suoi studi sul Jazz, mentre con Peter van Heyghen approfondisce la conoscenza e la teoria della musica antica, passione sbocciata proprio durante gli anni olandesi.
Completati i suoi studi, Francesco non torna nella natia Torino ma si trasferisce a Dublino.  Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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Cristiana Righi apre il Taste of Emilia a Dublino

L’ultimo arrivato della specie è probabilmente “Taste of Emilia”. Si tratta di un compromesso tra una salumeria ed un wine bar, un tipo di locale molto innovativo di recente diffusione in Emilia Romagna, ed ora approdato nel pieno centro di Dublino: è situato in un caratteristico vicolo di fronte all’ Half Penny Bridge, sulla sponda nord del Liffey. Come detto è recentissimo, ed è stato aperto in piena crisi nel giugno 2009 da una coraggiosa ragazza di Poviglio, un paese di settemila anime nella provincia di Reggio Emilia. Cristiana Righi arrivò a Dublino, dopo esservi stata per due volte come turista, e la sua è una storia che, per intensità, merita di esser narrata Lasciata la Facoltà di Scienze Politiche a Bologna era tornata in paese per lavorare in un bar, e benché apprezzasse il settore dove era impegnata, sentiva stretta la realtà povigliana.

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Bruno Busetti ex direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino

Porte sempre aperte, professionalita’ e cordialità assicurata: questa la filosofia di Bruno Busetti, Direttore per cinque anni (2004-2009) dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Porte aperte su un mondo, quello immenso della cultura italiana, che si è rivelato incredibilmente attraente per un popolo, quello irlandese, che sembrava avere poco a che fare con quello italiano. Una sfida e un piacere assieme, il lungo lavoro di Busetti all’Istituto italiano: la filosofia sposata all’esperienza, con gli anni, ha dato i suoi frutti. Talmente abbondanti da poter sembrare quasi un sogno. Tantissime le persone passate per l’Istituto, tante quelle che vi hanno messo dentro magari solo un piede, ancora più numerose, però, quelle che non se ne sono più andate; perché la cultura italiana è sempre risultata un polo d’attrazione naturale, soprattutto se offerta con passione e non resa inaccessibile. Qualcosa si è mosso, con il tempo e con il lavoro proseguito per cinque anni consecutivi, nell’animo del popolo irlandese. Si e’ infatti acceso, mano a mano, un interesse incredibilmente forte verso l’universo culturale italiano. Amico, addirittura padre per molti fra i giovani che sono passati per l’Istituto in qualità di tirocinanti, studenti, insegnanti o semplici curiosi, Busetti si è mosso, negli anni, in una corrente incessante di presenze e di possibilità di far conoscere la nostra cultura che andavano sfruttate al meglio, di occasioni che andavano prese al volo e di idee che bisognava portare in fretta a compimento: una corrente in cui era possibile perdersi, se privi della giusta energia e delle adeguate motivazioni. Il lavoro è stato intensissimo: eventi pianificati con meticolosita’, una teoria infinita di nomi illustri del mondo dell’arte e dello spettacolo, italiani coinvolti in attività di ogni genere.

Con lui, un Istituto di Cultura avra’ sempre la porta aperta e sara’ sempre aperta per tutti. Anche se oggi l'ex direttore e' altrove. Il tutto e' raccontato nel libro di irlandiani disponibile online.

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