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Erasmus in Irlanda

Erasmus in Irlanda (13)

I Progetti Erasmus in Irlanda con Irlandiani nascono nel 2008. Centinaia di studenti provenienti dalle Univrsita' italiana hanno trovato lavoro Grazie ad Irlandiani. Dublino e' la meta piu' ambita.

Erasmus: Riccardo Aulico da Palermo a Dublino

Mi chiamo Riccardo Aulico, ho 23 anni e sono nato a Palermo. Nonostante il diploma scientifico sperimentale ho sempre amato le discipline umanistiche ed in particolare la letteratura. Terminato il liceo è sopraggiunto l’arduo momento della scelta universitaria e, contro tanti pronostici ed i consigli di molti, ho deciso di intraprendere il percorso in comunicazione. In quegli anni avevo appena cominciato a collaborare con il maggiore gruppo editoriale della mia regione che aveva sede proprio nel capoluogo in cui ho coltivato amicizie e studi. Forse per questo motivo, forse perché ingenuamente credevo che la professione del giornalista potesse essere appresa tra i banchi malconci di un’università pubblica, feci quella scelta. Rimorsi? Forse, qualcuno. Ma non del tutto. Credere in quello che si studia o in quello per cui si lavora non lo rende mai banale e scontato. Adesso, dopo una laurea triennale, diverse esperienze in varie redazioni ricoprendo vari ruoli, e con un progetto editoriale online lanciato insieme ad un gruppo di colleghi ed amici, vivo, lavoro e studio a Perugia. Da due anni in Umbria e con un’opaca nostalgia di casa mi appresto a concludere il mio percorso accademico magistrale. E’ cambiato tanto, sono cambiate le mie idee, le mie prospettive, il mio sguardo verso la realtà ed il mondo. Io sono cambiato. Ho viaggiato molto in questi anni e ho scoperto che prenotare un volo low cost, architettare itinerari assurdi quanto divertenti e vivere le nuove mete più da autoctono che da turista è diventato più che un hobby. Lasciare casa, famiglia ed amici e trovarne di nuovi, per la prima volta da solo fuori dalla mia amata isola, ha aperto i miei orizzonti spaziali e mentali.

Mi laureerò a febbraio, si spera, e dopo aver superato l’ultima fatica so già cosa fare: partire per un’altra nuova esperienza. Il progetto europeo dell’Erasmus offre la possibilità di effettuare un periodo, annuale al massimo, di tirocinio post laurea all’estero. Due le scelte: o selezionare l’ente tra quelli già convenzionati con l’università o cercarlo autonomamente. Nella lista degli enti potenzialmente convenzionabili con l’Università di Perugia mi sono imbattutto in Irlandiani.com. Una veloce occhiata al progetto e al sito e i dubbi iniziali cominciavano a venire meno. E poi, diciamocelo, l’Irlanda è uno di quei posti dove ho sempre desiderato di andare senza mai saperlo. Vi è mai capitato? Le coste frastagliate, le foreste inesplorante e verdeggianti, i castelli disseminati tra le lande e le colline viste solo nei racconti romantici d’un tempo, gli specchi d’acqua luminosi, il calore della gente con cui immagino mi confonderei benissimo (per la cronaca credo di discendere proprio da quelle zone visto che un siciliano con capelli rossi, carnagione chiarissima ed occhi verdi non se ne trovano tanti in giro). Perché Dublino? Perché potrei o vorrei essere il tredicesimo dubliner di un contemporaneo James Joyce, perché la città è circondata da da una nebbia intrisa di mistero, cultura e cordialità che secoli e secoli di storia hanno forgiato. E poi amo la birra, che forse non è così secondario. Perché Irlandiani? Occorre sempre iniziare da qualcosa. Non so ancora cosa farò, quali saranno le mie mansioni o, di più, se la scelta definitiva per la meta del mio Erasmus ricadrà sulla capitale irlandese, ma Irlandiani rappresenterebbe l’occasione di poter continuare e migliorare un percorso formativo già cominciato qui in Italia in un contesto che già so potrei amare alla follia. Insomma, se accadrà spero di trovare la pentolaccia colma di monete d’oro in fondo a quel gigantesco e colorato arcobaleno. Magari fischiettando con uno shamrock tra i denti.

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dublino: Intervista a Jesse Park: un viaggio lungo una vita

 

di Alessandro Pagano Dritto

Jesse Park, classe 1979, si trova a Dublino dal 2011, quartiere Rathmines, e ha dietro le spalle una vita decisamente movimentata. Sopra l’ultimo degli scaffali della sua piccola libreria in salotto, sopra libri di economia, una collezione di vecchie fotografie di Torino, un Ulysses di Joyce senza più copertina e una copia di Di qua dal paradiso di Francis Scott Fitzgerald, tiene una riproduzione in scala di un veliero: ogni settimana Jesse la gira in modo che mostri a lui e ai suoi coinquilini una volta la poppa e una la prua. A lato dello scafo una scritta recita U.S.S. Constitution.
Jesse, tu sei un cittadino statunitense. Come hai vissuto negli Stati Uniti?
«Sono nato a Mechanicsburg, un piccolo centro vicino a Harrisburg, nello Stato della Pennsylvania: non un grande posto, né ha qualcosa di particolare per cui essere ricordato. Ho vissuto lì fino a 18 anni, poi mi sono arruolato nell’esercito da volontario».
Cosa ti ha spinto a questa scelta?
«Lo spirito di avventura e il desiderio di una vita diversa. Nell’esercito lavorai come meccanico sulle navi, il che mi diede l’opportunità di partecipare a diverse missioni e viaggiare molto. Ogni nave infatti aveva un proprio equipaggio, ma quando questa doveva allontanarsi per una missione - più o meno lunga, anche diversi mesi – venivano aggiunti degli elementi che potevano risultare utili e per quel periodo l’equipaggio cresceva. Grazie all’esercito ho viaggiato molto: sono stato a Charleston in South Carolina, su e giù per la costa orientale, Panama, Portorico, Kuwait. In Kuwait ho vissuto per sei mesi, l’ho trovato un posto molto interessante: eravamo nella parte turistica del paese, c’erano molti ristoranti americani. In tutto sono stato nell’esercito per quattro anni, dal 1998 al 2002».
Perché alla fine hai deciso di lasciarlo?
«Come ho detto, mi ero arruolato, da volontario, per sperimentare una vita diversa e vivere delle avventure. Effettivamente tutto questo è successo: ho vissuto una vita diversa da quella che vivevo a Mechanisburg, ho viaggiato molto, ho visto molti posti diversi. Ma sentivo che la vita nell’esercito cominciava a diventare troppo rigida e restrittiva per i miei gusti e allora ho preferito lasciarlo. C’erano delle cose che mi piacevano e altre che invece mi andavano strette: la cosa bella, per esempio, era che nei tempi morti avevi la possibilità di stringere molte relazioni di amicizia con gli altri militari; ma per contro, anche nelle missioni, la tua vita sociale girava quasi esclusivamente attorno ai tuoi commilitoni e al tuo gruppo di riferimento, difficilmente si potevano stabilire relazioni significative con i civili o andare per molto tempo in posti diversi da quelli in cui si prestava servizio. Ricordo che una volta, in Kuwait, visitammo la casa al mare di un ufficiale militare del posto: ma la visitammo tutti e per poco tempo, giusto qualche ora. Poi tornammo indietro. E comunque in Kuwait ho visto più persone del posto che a Panama, per esempio. L’esercito mi è servito insomma per assaggiare il tipo di vita che volevo, per girare, ma per viverla come volevo io ho dovuto lasciare la divisa: decisi allora di continuare a studiare e mi iscrissi alla William And Mary di Williamsburg, in Virginia, che credo sia la seconda università più antica d’America. Studiavo contabilità».
La tua nuova vita di studente ti ha permesso quindi di continuare a viaggiare come volevi tu?
«Sì, grazie a programmi simili all’europeo Erasmus ho trascorso dei periodi all’estero, arrivando per la prima volta anche in Europa. La mia primissima esperienza, in questo senso, fu nel 2004 a Londra, esperienza che scelsi sostanzialmente in ragione della durata. Mi ero trovato a poter scegliere tra Inghilterra, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda: avrei voluto andare in Nuova Zelanda perché sarei potuto rimanere un anno, ma i posti erano stati tutti assegnati; così scelsi l’Inghilterra, dove potevo rimanere per sei mesi. Poi, altri sei mesi in Francia, a Parigi, tra il 2007 e il 2008. Infine sono tornato negli Stati Uniti e ho lavorato come contabile a Boston per tre anni, fino al 2011».
Ma non fu la fine né dei viaggi né dello studio.
«No, infatti. La vita da contabile non faceva per me, così scelsi di tornare a studiare. Ero indeciso tra tre opzioni: economia, storia e lingue. Alla fine ho scelto economia, sia per le opportunità lavorative che per la possibilità di includere anche le altre due in un futuro di ricerca: un economista deve infatti conoscere la storia per spiegare l’evoluzione dell’economia e deve conoscere le lingue per documentarsi e spiegare l’economia dei paesi diversi dal suo, nel mio caso dei paesi non anglofoni».
È così che sei arrivato a Dublino?
«Sì, nello stesso 2011, attirato dal programma dello University College of Dublin. Mi ci trovo bene, qui a Dublino, la gente è amichevole, è come una grande famiglia. Dublino è grande abbastanza da essere una città attraente, ma non così tanto da cambiare l’atteggiamento delle persone e renderlo simile a quello della grande metropoli, più freddo e distaccato, frenetico».
Dopo l’Irlanda e Dublino?
«Ancora non so. Sto considerando vari paesi, tra cui l’Italia: mi attirano i programmi delle università di Pisa e Milano. Mi piacerebbe provare di persona se è vero quel che si dice di voi Italiani, che sete gente amichevole che sa godersi la vita. Ma i paesi che mi attirano e che un giorno vorrei vedere, nei quali non sono ancora stato, sono tanti: oltre l’Italia, anche il Marocco, l’Egitto, l’India, il Vietnam, il Giappone, la Corea, Taiwan, la Cina. In ogni caso spero di andare avanti con la ricerca economica».
Hai girato parecchi paesi e hai una grande curiosità verso il mondo. C’è qualche episodio particolare o qualche figura, magari della tua adolescenza, che ti ha spinto a questo?
«No, non riesco a ricordare episodi o figure decisive: la mia stessa famiglia non è una famiglia di grandi viaggiatori. Penso che a spingermi nelle mie scelte siano state più che altro due cose: l’essere cresciuto in posti abbastanza anonimi che non avevano alcuna attrazione particolare e poi la vita restrittiva nell’esercito, che, anche se, come ho detto, ha esaudito la mia richiesta di una vita più avventurosa rispetto a quella vissuta fino ad allora, mi ha fatto anche desiderare e apprezzare maggiore autonomia e libertà»

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ERASMUS: Stefano Pinet: dalla valle d'Aosta a Dublino

Mi chiamo Stefano Pinet, vivo a Lillianes, un piccolo paese della valle d'Aosta. Da sempre ho il desiderio di viaggiare per conoscere e relazionarmi con nuove culture. La possibilità di fare uno stage presso l'Associazione Irlandiani sarebbe una grande occasione che mi arricchirebbe sotto il profilo personale e soprattutto professionale. 

Sono una persona dinamica, seria e predisposta alle pubbliche relazioni, mi piace conoscere nuove persone. Ho uno spiccato senso del dovere e sono pieno di entusiasmo per affrontare nuove esperienze. Mi adatto facilmente alle diverse situazioni e mi trovo bene a lavorare in team con altre persone. I miei hobby preferiti sono lo sci e il calcio, che pratico nel tempo libero.
Dopo cinque anni durante i quali ho frequentato il liceo scientifico, mi sono iscritto all'Università della Valle d'Aosta. Ho deciso di frequentare il Corso di laurea triennale in Scienze dell'economia e della gestione aziendale. La mia scelta è ricaduta sulla facoltà di economia perché quando mi inserirò nel mondo del lavoro mi piacerebbe trovare una impiego in qualche azienda nell'ambito del management o del marketing. Ora sono quasi alla fine del terzo anno e prevedo di laurearmi entro la fine dell'anno. In seguito la mia aspirazione è quella di iscrivermi ad un corso di laurea magistrale, sempre nell'ambito economico, per completare il mio percorso di studi.
In questi anni ho maturato una passione per la lingua inglese e i Paesi anglosassoni. Ritengo che abbiamo una cultura più aperta alle novità e meno tradizionalista. La scorsa estate mi sono trasferito per due mesi a Blackpool, in Inghilterra, per lavorare e, soprattutto, per migliorare il mio livello linguistico. In questo periodo ho lavorato in un Bed&Breakfast con diverse mansioni, come addetto alla reception, e quindi ho avuto l'occasione di relazionarmi con molte persone. Durante quest'esperienza sono maturato molto dal punto di vista personale, ho avuto un assaggio del mondo lavorativo e ho imparato a conoscere ed apprezzare una cultura diversa.
La possibilità di fare uno stage in Irlanda mi ha entusiasmato da subito. Dublino è una delle capitali europee più belle ed affascinanti per la sua storia e la sua bellezza. Vedo l'Irlanda, in questo momento, come un Paese con maggiori opportunità rispetto l'Italia. Infatti, molti Italiani che decidono di lasciare il nostro Paese vi si recano per la maggiore possibilità di trovare un impiego adeguato. Sarei contento di conoscere questo nuovo paese, di immergermi completamente nella sua cultura e di vivere questa fantastica esperienza presso la vostra associazione.

 

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Agnese Carcangiu: Erasmus a Dublino

Mi chiamo Agnese Carcangiu, abito a Cagliari da tre anni, iscritta al 4 anno in Mediazione Linguistica, Facoltà di Lingue e letterature straniere di Cagliari. 

Fu nel 2010 quando mi trasferì in questa città per iniziare una nuova esperienza, iscrizione alla facoltà di Lingue e letterature straniere, corso di studi in Mediazione Linguistica.
Essendo sempre vissuta in un piccolo paese della Sardegna, non sapevo cosa significasse vivere in una città ma è proprio il distacco dal mio piccolo paese è stato un punto di partenza per la mia formazione. Mi ha permesso di conoscere poco a poco il mondo.
Ho sempre avuto la passione per le lingue e questo mi ha permesso di potermi relazionare con nuove culture.
Un anno fa ho vinto una borsa di studio per l’Erasmus studio in Spagna ed proprio da qui ho capito cosa volesse dire viaggiare, essere indipendente, relazionarsi con persone che appartengono ad altre culture, imparare una nuova lingua. Tutto ciò mi ha dato la spinta per fare nuovi progetti, nuove sfide personali e professionali.
Ed ora mi trovo a vivere una nuova esperienza, la prima esperienza lavorativa all’estero.
Grazie a questo, Dublino sarà un mondo da scoprire, diventerà una seconda casa, l’inizio di una nuova esperienza che mi formerà da un punto di vista professionale ma anche personale.

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DUBLINO: partono i Progetti Erasmus e Leonardo con Irlandiani

DUBLINO. Progetti europei con l'Inglese. Italia ed Irlanda sempre piu' vicine. Partono i Progetti Erasmus e Leonardo in comunicazione, giornalismo ed organizzazione di eventi tra Italia e Irlanda con Irlandiani. Clicca sulla sezione Erasmus per registrarti. Con il primo giornale online della comunita' italiana in Irlanda oggi si aprono nuove opportunità. Irlandiani.com, punto di riferimento di aziende, associazioni ed enti pubblici vuole dare maggiori opportunità per chi si reca in irlanda con i progetti europei. In questi giorni si aprono iscrizioni ai borsisti universitari nelle discipline umanistiche informazioni e accettazioni all'indirizzo email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. . Luogo dello stage Dublino. Un'occasione d'oro per migliorare la lingua inglese stando in Europa. Da quando ha aperto agli atenei italiani sono già diverse decine gli studenti che hanno avuto la fortuna di aver fatto un tirocinio presso Irlandiani. Ecco alcune Universtà convenzionate: Valle d’Aosta, Teramo, Foggia, Macerata, La Sapieza di Roma, Urbino, Cagliari e Foggia. Un numero destinato ad aumentare visto la fila degli atenei italiani che vogliono convenzionarsi con Irlandiani. Irlandiani.com e’ il primo sito degli italiani in Irlanda. Svolge attivita’ nel campo editoriale online, cura principalmente fatti di cronaca italiana in Irlanda. Collabora con il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura ed enti pubblici/privati irlandesi.
«Gli studenti che desiderano fare il tirocinio presso Irlandiani saranno accettati solo se in possesso di borsa Erasmus o Leonardo. Per coloro che sono interessati invitiamo ad affrettarsi. Costituisce un'occasione d'oro per conoscere la cultura inglese e migliorare l'inglese. Quest’anno riteniamo fondamentale frequentare un corso di inglese, a prezzo agevolato grazie alle nostre convenzioni con le scuole di inglese, anche durante il tirocinio. Un'occasione importante da un punto di vista formativo per gli studenti che si recano in Irlanda. Molti studenti che sono passati attraverso la nostra associazione si sono fermati con un lavoro a tempo indeterminato» spiega Francesco Dominoni direttore di Irlandiani.com.

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Silvia Baldini: amo la cultura irlandese

In simbiosi con le parole: ecco il mio destino! Per chi, come me, ha scelto di laurearsi in Lettere non potrebbe essere altrimenti! Ma se dall’età di otto anni si è anche affetti dalla rara e bellissima sindrome dell’amore per la scrittura? E se per di più si adora la professione giornalistica? Allora non c’è più scampo! In tutti gli anni trascorsi all’Università ho avuto la meravigliosa opportunità di leggere, capire, studiare la scrittura e le parole altrui: parole di grandi della letteratura e della storia, che, passando sotto i miei occhi, sono andate a formare, tassello su tassello, il mosaico della mia stessa persona. Nel frattempo, ho sempre proseguito silenziosamente il mio percorso nel mondo della scrittura, dalle ingenue e terribili prove dell’età infantile fino a quelle dell’età matura; un esempio sono le “interviste”da me condotte ai quasi centenari membri della mia famiglia, al fine di riportare alla luce tradizioni, cultura e stili di vita dell’antico contesto sociale marchigiano; un patrimonio, a mio avviso, ricchissimo e degno di memoria. A muovermi in questa direzione è stata sempre una fortissima ed innata curiosità: amo infatti conoscere il nuovo, approfondire il già noto e scriverne per gli altri. Credo che la curiosità sia uno degli elementi imprescindibili per chi aspira a lavorare nel mondo del giornalismo, assieme all’intraprendenza, allo spirito d’osservazione, alla voglia di essere partecipi di ciò che accade attorno a sé e di mettersi continuamente in gioco e in discussione. Non può certo mancare una solida preparazione di base, però. Così, desiderosa di apprendere il più possibile, ho iniziato da qualche mese a seguire un corso di teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo nella mia Università e ho recentemente avviato anche una collaborazione con una web radio di Macerata,gestita da giovani del territorio desiderosi di far sentire la propria voce e di creare uno spazio per la promozione delle più svariate attività. Entrambe le esperienze si stanno rivelando estremamente interessanti e costruttive, ma poiché sono convinta che non si finisca mai di imparare, qualche tempo fa ho anche deciso di chiedere alla redazione di un settimanale maceratese di poter trascorrere un periodo di tirocinio presso di loro: la sorpresa e la felicità sono state grandi quando la mia richiesta è stata accolta! Passo dopo passo, dunque, il mio cammino nel mondo della comunicazione ha cominciato a divenire sempre più ricco di persone, fatti ed esperienze. Eppure sentivo che mancava ancora qualcosa. Per impegni di studio, infatti, ho dovuto per un po’ di tempo accantonare un’altra mia grande passione: il viaggio. C’è forse qualcosa di più affascinante dell’andare alla scoperta delle culture, del modo di vivere e delle tradizioni altrui? Lo spirito che mi ha mosso nelle precedenti esperienze all’estero è sempre stata la voglia di conoscere e comprendere ciò che era diverso da me e dal mio mondo; non è mai mancato nemmeno il desiderio di aprirsi all’altro per comunicare e scambiare esperienze e conoscenze. Grazie alla partecipazione ai programmi di scambi giovanili europei promossi dal comune della mia città ho potuto visitare posti stupendi, incontrare culture interessanti e persone di varia nazionalità con cui mettere alla prova il mio inglese, lingua appresa alla scuola dell’obbligo da me molto amata. Scuola ed Università hanno alimentato la mia naturale inclinazione allo studio della letteratura e della cultura inglese e oggi l’incontro con la realtà di Irlandiani rappresenta per me un punto di svolta importante: un altro tassello da aggiungere alla costruzione del mosaico del mio cammino. Poter collaborare alle attività della redazione mi permetterebbe, infatti, di portare avanti tre grandi sogni: l’affinamento delle capacità nella scrittura giornalistica, la possibilità del confronto con il diverso e il miglioramento dell’uso della lingua straniera. Senza contare il valore della scoperta di una terra come l’Irlanda, tanto affascinate quanto effettivamente poco conosciuta oltre gli stereotipi tradizionali! E’stato questo lo spirito con cui ho deciso di partecipare al progetto dell’Erasmus Placement promosso dalla mia Università: ho affrontato gli esami per l’assegnazione delle borse di studio e grande è stata la gioia quando ho saputo di aver vinto! Ora, se Irlandiani deciderà di accogliermi tra le sue fila, spero di portare anche io il mio piccolo contributo alla diffusione della cultura nazionale in territorio irlandese e alla promozione dell’integrazione tra le due comunità: per poter continuare a “giocare”con le parole..ma in maniera seria e responsabile!

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Rosa Piccolantonio: l'Irlanda è bellissima

Che bello laurearsi...è stato meno di un anno fa, ma dopo un traguardo così difficile da raggiungere quello che rimane, oltre alla felicità è altrettanta confusione, voglia di mettersi in gioco e anche un pizzico di preoccupazione.

“...dove lo trovi un lavoro con questa crisi? Se non hai una raccomandazione...! se non hai un santo in Paradiso!” mi dicevano tutti...
Ciò che ho studiato all'università mi ha sempre appassionato e la passione per quello che facevo si univa pian piano anche ad altre passioni che, senza accorgermene, mi stavano facendo crescere umanamente e professionalmente. Ho sempre sentito fin da piccola la necessità di volermi occupare, o almeno interessare, “delle cose del mondo” , e una piccola esperienza di volontariato in Albania con il politecnico di Bari (città in cui mi sono laureata), i corsi di cooperazione internazionale, i miei viaggi in Inghilterra e il giornalismo nel mio paese per un periodico indipendente di cultura e informazione fondato con determinazione da un gruppo di amici uniti dalle stesse idee ed entusiasmo, me l'hanno fatto capire. Quindi poter avere la possibilità di lavorare in una redazione sarebbe un'opportunità di crescita per me irripetibile... e in Irlanda poi!
Naturalmente lo studio dell'inglese e di culture diverse durante il mio corso di studi mi hanno molto aiutata in questo, anzi, sono state indispensabili. E' solo studiando che ci si rende conto di quanto non si conosce e la voglia di continuare a scoprirlo per me è inesauribile.
Penso ad un anno fa... proprio in questi giorni cominciavo la stesura della mia tesi e adesso sono qui a scrivere una lettera per il direttore e web-magazine del giornale on-line Irlandiani, Francesco Dominoni, per poter svolgere lo stage del Leonardo Da Vinci che mi porterà per quattro mesi in Irlanda. Ho vinto una borsa di studio per la prima volta nella mia vita e ne sono molto felice.
Fare un'esperienza lavorativa all'estero ti cambia, comunque vada, in meglio e questo è già abbastanza. Conoscere persone diverse per cultura, lingua e costumi aiuta a migliorarsi, ad imparare ad ascoltare e a confrontarsi con altre realtà.
Non sono mai stata in Irlanda. Se mi chiedessero di immaginarla istintivamente penserei a distese verdi, a pascoli e ad alte scogliere, ma sono sicura che è molto più bella di così...

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Davide Spagnuolo: Irlandiani.com mi ha attratto sin da subito

Vi si è mai presentata l'occasione di fare qualcosa che avete giudicato magari non adatto a voi o socialmente scorretto oppure semplicemente troppo difficile da ealizzare? Come vi siete comportati? Avete scelto la prudenza o vi ci siete buttati a capofitto? 

Sono Davide Spagnuolo, 21 anni ancora per poco, e a questa domanda personalmente preferisco rispondere con la seconda scelta; certo, questo a volte mi ha messo in seria difficoltà con esiti ben diversi dal tipico happy end alla fine del racconto, ma più spesso mi ha permesso di fare esperienze a volte molto particolari come vivere in una fabbrica abbandonata o farsi il viaggio di ritorno a casa in autostop perché non si avevano i soldi della benzina.
Devo dire, però, che sono state situazioni contingenti a farmi diventare così, ad esempio avendo un padre militare sin da piccolo mi sono spostato molto, girando un po’ tutta l'Italia e impedendomi di creare delle vere radici non solo affettive ma anche culturali. Si aggiunga la fortuna di avere due genitori possessivi ma non troppo, che mi hanno reso responsabile fin da bambino in modo che acquisissi l’autonomia che mi ha permesso di viaggiare sin da "piccolo" in
posti lontani come il Giappone e più vicini come Spagna, Grecia, Inghilterra.
Sono stati anche gli anni del liceo quelli in assoluto più importanti in quanto ho maturato anche esperienze teatrali e di scautismo che mi hanno fatto
crescere e insegnato ad affrontare ogni situazione anche le più complesse e difficili.
Nel 2008, dopo un diploma col massimo dei voti, l'iscrizione alla facoltà di Economia e commercio di Pisa è stata tutt'altro che una scelta difficile, un po’ perché mi ero da tempo informato sull’offerta formativa di quella facoltà e sulle possibilità future, un po’ perché la figura del manager mi ha sempre affascinato.
L'esperienza da studente fuori sede mi ha permesso di conoscere ragazzi provenienti non solo da tutta Italia ma anche da un po’ tutta Europa, arricchendomi sia intellettualmente che culturalmente.
Passati tre anni però, anche una città viva come Pisa inizia ad andare stretta e il bando per l'Erasmus Placement è al momento giusto; ho dovuto accelerare un po’i tempi per il conseguimento della Laurea Triennale (che prenderò entro dicembre), ma finalmente potrò "vivere" davvero un Paese diverso dal mio.
Le alternative di destinazione nel bando di concorso erano molte, ma Irlandiani.com mi ha attratto sin da subito per le peculiari attività che svolge, molto diverse dai classici lavori d'ufficio altrimenti proposti, senza contare che l'Irlanda ricopre un ruolo importante nel mio personale immaginario per musica cultura e tradizioni folkloristiche. Malgrado alcune indiscrezioni non so precisamente quali saranno i miei compiti, ma questo mi eccita e mi elettrizza più che spaventarmi (come invece ha fatto il cercare di scrivere un'autobiografia decente), sicuro che quest’esperienza mi permetterà di acquisire nuove competenze, oltre che essere un assaggio del mondo lavorativo reale.
Posso solo dire che non vedo letteralmente l'ora di poter finalmente prendere l'aereo che mi porterà sotto quel cielo che Fiorella Mannoia diceva essere “Dio che suona la fisarmonica”.

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Claudia Baiano: Profumo di Irlanda che bello

È lui, quel profumo di terra straniera, delle sue persone, della sua cultura…è il profumo che mi resta addosso dopo ogni viaggio e che si imprime in maniera indelebile nella mia mente…è quel profumo di cui sono continuamente alla ricerca.

Mi definisco una napoletana atipica, a metà tra le tradizioni forti della mia città, a cui sono legatissima, e lo spirito di una vagabonda, con gli occhi curiosi e la voglia di scoprire il nuovo, il diverso, di immergermi in culture lontane.
È una caratteristica che mi ha accompagnato sin da piccola, quando a 13 anni, ho costretto i miei genitori ad iscrivermi ad una associazione per scambi culturali. Quel mese all’anno di viaggi, alla scoperta di città nuove, di paradisi terrestri come le Azzorre e la compagnia di ragazzi provenienti da altri paesi europei, mi lasciava ogni volta più contenta, e sempre più curiosa di conoscere altro, di più. Era bello divertirmi con loro, conoscere il loro modo di parlare, di gesticolare, le loro abitudini, i loro piatti tipici, la loro quotidianità così diversa dalla mia.
I viaggi e le lingue straniere sono diventate la mia passione, e questo è stato il motivo per cui ho scelto il liceo linguistico, ed è forse anche il motivo per cui mi sono iscritta a scienze della comunicazione. Mi affascina tutto ciò che è tecnologico e tutto ciò che permette alle persone di scambiarsi informazioni, di conoscere quello che avviene dall’altra parte del mondo, di comunicare, accorciando le distanze con un semplice click. È in questa facoltà che ho potuto coltivare una nuova passione, quella per il marketing e la pubblicità. Sono assolutamente rapita da tutto il processo strategico che precede quei semplici 30 secondi di spot che vediamo in tv, o la pagina web che distrattamente visitiamo, per cui gli esami e i corsi privati che ho scelto di seguire, non potevano che essere focalizzati su quello.
È stata l’università che mi ha permesso di fare il mio primo “erasmus”, non nel senso tecnico della parola, ma è la scelta del mio corso di laurea magistrale in Management and Business Communication che mi ha permesso di vivere in una nuova città, Teramo. Cambiare città nella stessa nazione, dà esattamente la stessa sensazione di andare in una città estera, c’è solo l’agevolazione della lingua, dialetti permettendo. Dalla grande e confusionale Napoli mi ritrovo da due anni in un gioiellino ai piedi del Gran Sasso; una piccola città, a misura d’uomo, con inverni imbiancati e circondata da una natura incontaminata, ricca di studenti provenienti da ogni parte d’Italia e ragazzi erasmus con cui condividere esami e divertimenti.
È vivendo li’ che mi sono resa conto che la semplice visita turistica non è sufficiente per conoscere davvero una città e il suo popolo. Per appagare la mia sete cosmopolita, ho bisogno di vivere quel posto, diventarne una cittadina a tutti gli effetti, camminare per quelle strade sentendole familiari, scoprendo ogni piccolo anfratto e ogni peculiarità di quella cultura, convivere con le persone, facendo diventare mie, abitudini che prima non sapevo neanche esistessero.
L’Erasmus Placement e Irlandiani mi daranno la possibilità di realizzare questo sogno e di coniugarlo con la mia grande passione per la comunicazione. Già mi vedo…con un occhio sul pc e l’altro verso l’orizzonte irlandese…

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Carola Del Buono: Mi piace Dublino

Scrivere è sempre stata la mia passione, ho così deciso dopo il liceo classico (dove già mi occupavo del giornalino scolastico e dove, l’ultimo anno, ho vinto il primo premio di un concorso giornalistico, “la Rocca Paolina”, con l’articolo “i ragazzi di plastica”, che è stato poi pubblicato sulla Nazione) di studiare comunicazione presso la facoltà di scienze politiche a Firenze (corso di laurea in media e giornalismo) per potermi aprire la strada verso la carriera di giornalista ; anche se quando dici che vuoi fare questo lavoro qui in Italia tutti ti rispondono che non è assolutamente conveniente, perché ci vuole troppo tempo per guadagnare in quanto all’inizio non vieni mai pagato, io comunque intendo percorrere questa strada perché, appunto, mi piace scrivere.

Entrata all’università non mi sono limitata a dare gli esami ma ho cercato di collaborare sempre con qualche giornale, anche on-line, per poter soddisfare il mio desiderio di scrivere ; come tirocinio obbligatorio per l’università ho collaborato presso il giornale locale “Il bagattino” di Montepulciano, dove mi sono occupata soprattutto di articoli riguardanti cultura e spettacoli. Mi sono poi dedicata alla musica (all’hard rock ed all’heavy metal, in particolare, la mia musica preferita) e sono entrata nella redazione di Flash magazine (giornale di musica che aveva sede a Viareggio e ora è a Torino) : ho recensito dischi, festival, concerti e ho intervistato bands da tutto il mondo (anche personalmente nel backstage tramite registratore) aiutata dalla mia conoscenza dell’inglese. Ho esteso poi al mia collaborazione sul web, collaborando per il sito “Granducato di metallo” (Webzine musicale) e ora gestisco un mio blog personale di recensioni ed interviste a bands della scena underground italiana. Qualche anno fa ho cominciato a collaborare anche per la rivista “Terre di Confine”, che si occupa del mondo del fantasy e della fantascienza, qui faccio di solito faccio recensioni di libri inerenti questi argomenti.
Da poco sono anche entrata in contatto con il giornale “L’Altracittà”, giornale locale di Firenze, per poter collaborare con loro ed occuparmi di argomenti che di solito vengono trattati su un quotidiano.
L’idea però di fare la giornalista all’estero (dato che un’altra mia passione è proprio viaggiare) è sempre stato un mio sogno nel cassetto. I giornali di lingua italiana sono sparsi in tutto il mondo, grazie al fatto che noi siamo stati una nazione di grossa emigrazione. Quando ho saputo della possibilità che offriva l’esperienza Erasmus Placement non ho esitato ad informarmi, e quale città meglio di Dublino e il sito di Irlandiani coem sede del mio tirocinio.
Sono già stata tre volte a Dublino in visita ad una mia amica che vive qui da anni, amo l’Irlanda e la sua cultura, la sua storia che distingue il suo popolo dal carattere ribelle e orgoglioso. Sono anche appassionata di film Irlandesi, due film che mi hanno molto colpito sono stati “Magdalene sisters”(la vicenda di tre ragazze che vengono rinchiuse nelle Magdalene, istituti religiosi per le donne che avevano peccato di lussuria) e “The Hunger” (la storia di Bobby Sands e la sua detenzione in carcere dove è morto per lo sciopero della fame).
In conclusione spero proprio di poter fare quest’esperienza a Dublino per il sito di Irlandiani, perché sono sicura che sarà un’ esperienza importante ed indimenticabile.

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