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Tiziano Crudeli, il volto dell’Italia calcistica in Irlanda che non ti aspetti

Strano ma vero, è proprio così. Con le dimissioni di Giovanni Trapattoni dal ruolo di Commissario Tecnico della nazionale di calcio irlandese, ora è un altro milanista brizzolato il volto italiano più conosciuto tra gli appassionati di football sull’isola. Infatti, non c’è da meravigliarsi se, sbarcati sull’isola, ci si imbatte in un cartellone pubblicitario ritrattante il suo volto, o accendendo la televisione in uno spot in cui lui è considerato, abbondando un po’ con gli stereotipi di turno, come Marlon Brando nel fil Il Padrino. Rimani lì per qualche istante chiedendoti “ma io quel viso l’ho già visto da qualche parte”, fino a quando non si accende la lampadina e trovi la soluzione: certo, è Tiziano Crudeli. Giornalista sportivo e fan sfegatato del Milan, Crudeli ha acquisito popolarità per le sue vibranti esultanze e coriacee esternazioni commentando gli avvenimenti calcistici di turno sull’emittente televisiva 7Gold, in particolar modo quando in campo ci sono i suoi rossoneri. Tra un “Pippo mio” e un “Riccardino” (in riferimento ai suoi idoli Inzaghi e Kakà), puntualmente urlati con voce gioiosa e volto rosso di euforia, le sue performance hanno fatto il giro del mondo su internet, grazie soprattutto a Youtube. Al punto tale da attirare l’attenzione di una nota agenzia di scommesse sportive britannica, che nel 2011 lo ha scelto come volto per le sue campagne pubblicitarie, non solo oltremanica, ma anche in Irlanda e altri Paesi. Tiziano, settanta anni compiuti da poco e una carriera alle spalle nel giornalismo sportivo nel circuito televisivo privato, ha ottenuto una celebrità inaspettata, forse ancora maggiore fuori dai confini nazionali. Una notorietà assolutamente meritata per la gioia e la passione contagiosa con la quale si approccia al suo sport preferito, oltre che per la competenza di gran lunga superiore a quella dei suoi colleghi in studio.

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Dublino si laurea campione d’Irlanda di calcio gaelico

A Dublino è festa grande per le vie della città. Domenica 22 settembre, la selezione di calcio gaelico della contea ha conquistato per la ventiquattresima volta nella sua storia il titolo della All Ireland Senior Football Championship, il più importante torneo del mondo per questa disciplina. Nella consueta cornice di pubblico di un Croke Park tutto esaurito, gli azzurri della capitale hanno sconfitto in finale i ragazzi della contea di Mayo per 2-12 a 1-14 al termine di settanta minuti molto combattuti. Dublino ritorna campione a soli due anni dall’ultimo trionfo, mentre continua il digiuno di vittorie dei ragazzi di Mayo, che non vincono il titolo dal lontano 1951. Da allora sono ben sette le finali perse per loro, di cui l’ultimo paio nelle ultime due edizioni del torneo. Lacrime di gioia e di amarezza sugli spalti, tutte lavate via dai fiumi di birra per vincitori e sconfitti, in perfetto stile terzo tempo rugbystico. Dentro e fuori dai pub della città è tutto un mescolarsi di maglie azzurre e rossoverdi, i colori sociali delle due squadre impegnate in campo. Il giorno dopo l’atteso trionfo, anche il sindaco di Dublino Oisín Quinn e il consiglio della città hanno voluto rendere pubblico omaggio agli eroi della finale con un evento speciale in Merrion Square. Ma la festa non finisce certo qui, e le celebrazioni per l’impresa dei “Boys in Blue”, come vengono chiamati gli idoli locali, continuerà per i prossimi giorni, rendendo ancora più frizzante la vita per le strade della capitale. La stagione del calcio gaelico non si ferma qui, con i primi turni del campionato 2013/14 per club, mentre per le rappresentative delle contee l’appuntamento è fissato per il maggio dell’anno prossimo.

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Giovanni Trapattoni lascia la panchina dell'Irlanda

Giovanni Trapattoni non è più il Commissario Tecnico della nazionale di calcio irlandese. La notizia era nell’aria, e arriva all’indomani della sconfitta in casa dell’Austra per 1-0 in un incontro valido per il girone di qualificazione alla fase finale del Mondiale che si disputerà la prossima estate in Brasile. Quella con gli austriaci è la seconda sconfitta in pochi giorni, dopo che lo scorso venerdì sera i Verdi si sono dovuti arrendere sul campo amico dell’Aviva Stadium per 1-2 alla Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Con le possibilità di qualificarsi per la prossima competizione iridata ridotte al lumicino, il “Trap” e il suo allenatore in seconda Marco Tardelli non hanno tardato a trovare un accordo con la FAI, Football Association of Ireland, per una risoluzione del contratto. Trapattoni lascia la panchina irlandese dopo sette anni vissuti tra alti e bassi, tanto calore e non poche sfortune. Ancora negli occhi di tutti i tifosi è infatti l’ingiusto episodio che nel 2009 negò all’Irlanda l’accesso allo scorso mondiale disputatosi in Sudafrica, eliminata allo spareggio dalla Francia grazie ad un gol doppiamente irregolare nei minuti supplementari, viziato da fuorigioco e fallo di mano. Il ciclo successivo vide l’Irlanda approdare alla fase finale degli Europei 2012 in Polonia e Ungheria, collezionando però tre sconfitte in altrettanti incontri in un girone di ferro con Spagna, Italia e Crozia. Quest’anno, complice un girone non esattamente abbordabile (l’Eire è infatti quarta dietro Germania, Svezia e Austria) ed una qualità della rosa in calo, i Verdi hanno fallito nuovamente il loro obiettivo. Le critiche al C.T. italiano cominciavano a piovere già prima dell’estate, nonostante il “Trap” sia sempre stato molto amato sin dalla sua prima e non banale conferenza stampa a Dublino. Adesso le voci sul suo sostituto impazzano sull’isola, con Martin O’Neill, ex allenatore di Celtic, Aston Villa e Sunderland, in pole. Chi invece sta pensando a un ritiro per il Giovanni della panchina, non ha fatto i conti con l’inossidabile tempra del 74enne di Cusano Milanino. “Lascio l’Irlanda, ma non il calcio” ha infatti dichiarato Trapattoni ai giornali, aggiungendo gli onori ai supporter dell’isola: “Abbiamo capito perché i tifosi irlandesi hanno una rinomata reputazione internazionale e hanno il nostro massimo rispetto”. Good luck, Mr. Trap.

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