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DUBLINO, BOOM DI VISITATORI PER LA FIERA INTERNAZIONALE DEL TURISMO

L'Holiday World Show di Dublino mantiene alta la bandiera dei visitatori: un numero in netto aumento rispetto allo scorso anno, a riprova della popolarità del Salone. Circa 35mila persone si sono dirette all’Rds Simmonscourt per prenotare e personalizzare le proprie vacanze, ascoltando i consigli di esperti e afferrando al volo suggerimenti e occasioni per fare le valigie alla ricerca di un po’ di relax, con un occhio sempre attento al budget. 

Un successo anche per gli espositori, che hanno notato un incremento delle prenotazioni. Gran parte di essi ha già confermato la propria partecipazione per il prossimo anno. In linea con questa affluenza, l’Associazione Irlandese Agenti di Viaggio ha rivelato un aumento del fatturato di categoria nel 2016 rispetto al 2015, visibile negli ultimi risultati del sondaggio trimestrale. Soddisfatto, il direttore generale del salone Edmund Hourican, ha evidenziato un aumento dell’11% di visitatori rispetto allo scorso anno. «Un successo senza precedenti – ha dichiarato – che conferma come i viaggiatori si sentano più sicuri a organizzare le proprie vacanze in anticipo. Dato che riflette il nuovo assetto del commercio, unito alla diversa gamma di offerte e percorsi a disposizione dei consumatori irlandesi».
Tra i padiglioni più visitati, quello Usa, con 49 espositori, che ha mostrato diverse tipologie di vacanze americane; gli stand asiatici per una pausa esotica, insieme all’Ente Nazionale del Giappone, in mostra per la prima volta a Dublino. Boom di aspiranti vacanzieri anche per Spagna, Grecia e Italia, ritornata a esporre dopo diversi anni di assenza. Ottima riuscita anche per l’Europa orientale, con Polonia e Romania che hanno colto nell’Holiday World Show di Dublino una grande occasione di promozione turistica e territoriale.

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Referendum Grillini in Irlanda: «siamo soddisfattissimi»

Irlanda roccaforte grillina in Europa? Il movimento spopola in terra celtica. Botta e risposta con Dario Gioè, coordinatore dei Grillini a Dublino. Il Movimento 5 Stelle il 20 Novembre scorso, organizza presso lo Spencer Hotel, a Dublino 1, insieme agli onorevoli Angelo Tofalo, Nicola Bianchi e la collega eurodeputata Laura Ferrara un evento su «Le Ragioni del No». Il tutto davanti ad una folta platea di italiani. «Siamo soddisfattissimi - spiega Dario Gioè - per il grande risultato conseguito qui in Irlanda». Un risultato in controtendenza rispetto alle stime degli altri paesi nel mondo dove gli italiani hanno votato per il «Si».


Contento del risultato sul Referendum?
«Siamo soddisfattissimi. Non solo perché in generale il fronte del NO ha vinto, ma anche per il grande risultato conseguito qui in Irlanda. L'Irlanda infatti è l'unico Paese al mondo avente una popolazione elettorale di almeno 10.000 italiani, in cui il NO abbia vinto, e di misura. Qui infatti il No ha vinto con il 58%. Non vorremmo sembrare arroganti, ma credo che il nostro duro lavoro abbia contribuito a questo risultato. La nostra campagna referendaria è infatti durata 2 mesi. Abbiamo cominciato il 2 Ottobre con i banchetti informativi su "Le Ragioni del NO" che sono proseguiti fino all'ultimo weekend prima del voto. Abbiamo incontrato centinaia di Italiani residenti in Irlanda, ma anche tanti turisti di passaggio. Abbiamo realizzato un evento informativo sul Referendum che ha visto la partecipazione di Deputati della Repubblica Italiana ed Eurodeputati. Abbiamo inoltre continuato a fare campagna informativa fino allo giorno stesso del Referendum attraverso i Social Media. Questo risultato in controtendenza rispetto al resto del Mondo non può essere solo una coincidenza. O almeno ci piace pensarlo».

Gli italiani in Irlanda hanno capito il significato del «NO» al referendum?
«Il nostro obiettivo era proprio quello di informare sul merito della riforma. Abbiamo riscontrato tantissima disinformazione: abbiamo convinto tanti scettici ed abbiamo anche fatto cambiare idea a diverse persone orientate sul SI che basavano la loro scelta esclusivamente sugli slogan Renziani. Bastava infatti semplicemente informarli del contenuto reale della riforma per fargli cambiare idea».

Prossimi eventi politici del Movimento 5 Stelle in Irlanda?
«Sono stati due mesi intensi, per cui adesso stiamo raccogliendo le idee per prepararci a nuove attività nel nuovo anno; vogliamo infatti iniziare a ritagliarci un piccolo spazio all'interno della politica locale e realizzare inoltre degli eventi culturali di ampio interesse».

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Dublino: nasce nuova band musicale italiana la «The Jaffa Cakes»

Nasce una nuova band musicale italiana a Dublino. Si chiama The Jaffa Cakes. «L'Irlanda ed in particolare Dublino – spiegano - è un posto fantastico dove fare musica». Sognano un tour in Europa, anche se il Fan club li vuole in Italia.
Botta e risposta con un gruppo che si forma nella terra celtica dei big della musica mondiale. Dove la competizione non perdona. Ma nello stesso tempo, luogo di ispirazione, dove la musica incontra meno ostacoli burocratici per crescere.

Chi sono i The Jaffa Cakes. Da dove venite, come vi siete conosciuti?
«Ci siamo conosciuti qui a Dublino. Tutti e tre giunti qui per fare musica. Dario, il pianista ed io, abbiamo fatto alcune serate jazz insieme a dicembre. A fine mese ci è stato presentato Paolo, il batterista, e dopo una sola jam insieme, abbiamo deciso di formare la band. Il nostro affiatamento fin da subito, ci ha permesso di condividere la stessa idea per questo progetto».
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Come è suonare in Irlanda la patria dei Big della musica mondiale?
«L'Irlanda e in particolare Dublino è un posto fantastico dove fare musica. Tutti e tre, arrivando da diversi background, abbiamo notato che qui, tra musicisti, si fa squadra. Tutti sono pronti a consigliarti dove suonare, a chiamarti per essere sostituiti ad una gig, e a supportarti. Tutte le nostre gig, finora, sono arrivate grazie ad altri musicisti e al passaparola».

In che misura vi sentite influenzati, e da chi?
«Arriviamo da diversi background. Ogni musica che ascoltiamo, ogni persona che incontriamo, musicisti e non che ci ispirano. Per la nostra musica in particolare, pianisti come Petrucciani e Bollani, Coldplay, la musica italiana naturalmente, da Dalla a Battisti, e per me in particolare Haley Williams, Aja Volkman, e la mia vocal coach Nicki Shira Byrne.
Partendo poi dal Jazz, non possiamo che strizzare continuamente l'occhio al swing. Il nostro motto è "No Matter what...just swing it».

Vi sentite più a vostro agio fra le mura di uno studio, oppure nella dimensione live?
«Assolutamente in live, con la gente di fronte. E' incredibile l'energia che ci si trasmette durante una gig! Abbiamo anche iniziato ad usare i video live di Facebook ed e' divertentissimo.

Veniamo alla scelta del nome della band da dove viene?
«L'idea del nome è di Dario che da tempo desiderava chiamare la sua futura band, Jaffa Cakes. Io sono il cioccolato, lui la marmellata e Paolo il pan di spagna. Adoriamo il nome e i Jaffa Cakes ovviamente...li avete provati? Buonissimi».

Qual è il gruppo o il genere che ascoltate attitudinalmente più lontano dalla musica che fate?
«Ascoltiamo ogni genere di musica, non sai mai cosa può ispirarti. Siamo affascinati dagli strumenti tipici di ogni parte del mondo ed in particolare Sardi come me e Paolo. Siamo cresciuti tra anni 70 e 80 quindi anche l'elettronica ci influenza».

Siete attenti a quanto accade intorno a voi, oppure siete degli ascoltatori distratti, che pensano quasi solo a suonare?
«Oggi, specialmente in una città sempre in fermento come Dublino, dobbiamo essere aggiornati su tutto anche se la nostra musica, ovviamente è la nostra priorità.

Che strade prenderà la vostra musica?
«Ci piace suonare live e sogniamo un tour in Europa e in Italia naturalmente. Il nostro fan club in Italia a dire il vero lo sta reclamando.
Ci stiamo anche organizzando per registrare il nostro album con i nostri arrangiamenti, accompagnati dai video da girare qui a Dublino».

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