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Dario Gioè «organizzo matrimoni irlandesi in Sicilia»

Dalla Sicilia all’Irlanda. «Sono di Caltanissetta – spiega Dario – e vivo a Dublino da diversi anni. Lavoravo per l'Associazione Dentisti Irlandese dove mi occupavo dell'organizzazione di conferenze scientifiche, training e marketing. Oggi organizzo matrimoni per irlandesi in Sicilia. Un lavoro bellissimo che mi permette di viaggiare, conoscere persone e promuovere la mia terra».

Perché in Irlanda?
«Ho sempre avuto voglia di viaggiare, scoprire mondi e culture diverse. Nel 2003 ho trascorso un semestre di studi presso l'università di Scienze Politiche di Stettino in Polonia con il Progetto Erasmus. Nel 2005 ho vinto una Borsa di Studio Leonardo ed uno stage presso un'agenzia di pubblicità a Dublino in Irlanda. Ultimato il progetto Leonardo sono tornato in Italia, mi sono laureato nel gennaio 2006. A febbraio ero a Dublino di nuovo. L’Irlanda era in pieno boom economico. La Tigre Celtica ruggiva. Il lavoro si trovava con molta’ più facilità di ora. Dublino era tutto un cantiere con tantissime gru. Aziende estere investivano in Irlanda grazie alle agevolazioni fiscali concesse dall’Unione Europea».

Non ti manca l'Italia?
«Certamente. L’Italia è il paese più bello del mondo. Mi manca moltissimo il sole della mia Sicilia. Quando sono qui sento spesso l’esigenza di tuffarmi negli odori, immergermi nei profumi ed essere circondato da quei colori che sono unici. Quando si vive all’estero ti mancano quelle piccole cose della vita. Che quando sei in patria non ti accorgi di avere e le dai per scontato. Un esempio? Bere una birra all’aperto. Per non parlare del cibo. Devo aggiungere che ci sono cose che invece funzionano meglio all’estero.
Di certo non mi manca la burocrazia italiana per esempio. Non mi manca quel senso di inciviltà che spesso ci distingue. Qui in Irlanda c’è rispetto. La gente sta in fila alla posta o alla fermata del bus. Non tendono a fregarti il posto. Questo è segno di civiltà»

Parlami del tuo lavoro. Organizzi matrimoni in Sicilia per coppie irlandesi, come ti è nata l’idea?
«L’idea di organizzare matrimoni come wedding planner è nata per caso. Tutto inizia quando il mio ex supervisor alla British Telecom, mi chiese dei consigli sulla Sicilia. Trascorse delle vacanze in Sicilia. Un viaggio per trovare una location per il suo matrimonio. Gli diedi moltissimi consigli. Indicandogli i posti più belli da visitare. Quando tornai a casa. Ho iniziato a ripensare a tutti i consigli dati. Mi resi conto che ero stato davvero bravo. Mi sono dato una pacca sulle spalle. E mi sono auto congratulato con me stesso. Il cervello ha iniziato a partorire qualche cosa di nuovo. Mi era nata un’idea. Mi sono detto. Forse avrei dovuto farlo di professione. Magari a tempo pieno. L’idea di diventare un wedding planner non mi dispiaceva. Potevo prendere due piccioni con una fava: la passione di organizzatore di eventi e l’amore per la mia terra.
Nace Home and Away Weddings: un'agenzia di Wedding Planning per l'organizzazione di matrimoni in Sicilia. Organizzo tutto il pacchetto chiavi in mano. matrimoni in tutta l'isola, su misura alle esigenze delle coppie che mi contattano».

Cosa pensano gli irlandesi della Sicilia?
«La percezione degli irlandesi della Sicilia è decisamente cambiata negli ultimi anni. Durante i miei primi anni di vita a Dublino gli irlandesi associavano costantemente la Sicilia alla mafia e questo era principalmente dovuto dal film “Il Padrino”: probabilmente l’unica fonte da cui avevano sentito parlare di Sicilia. Sicuramente il Commissario Monte Albano ha aiutato visto che hanno trasmesso la serie sulla BBC. Da diversi anni quindi la Sicilia è diventata sinonimo di sole, di mare e di storia. Anche la Ryanair ha aiutato. Ha permesso agli irlandesi, e non solo, di raggiungere la Sicilia con meno difficoltà».

Come ti distingui dalla concorrenza nella pianificazione dei matrimoni?
«Ciò che mi contraddistingue dagli altri wedding planner è il fatto che io vivo in Irlanda. Questo mi permette di incontrare di persona le coppie interessate. Questo di solito risulta essere molto rassicurante. Piuttosto che affidarsi a qualcuno via e-mail e con un povero inglese».

Come trovi i clienti?
«Attraverso la partecipazione di fiere del settore, social media ed il caro vecchio buon passaparola».

Quali sono i tuoi obiettivi nel lungo periodo?
«Avere eventi distribuiti durante tutto l’anno con clientela non solo irlandese».

Quali sono i prossimi eventi che stai organizzando?
«Il mio prossimo evento sarà a Dicembre di quest’anno e si terrà in Irlanda a Monaghan, in centro all’Irlanda. Si tratta di coppia che era inizialmente interessata a sposarsi a Cefalù. Per via però dell’impossibilità delle rispettive nonne a viaggiare hanno deciso di rimanere in Irlanda. Dato che gli ero piaciuto molto. Hanno comunque voluto che li aiutassi nell’organizzazione della cerimonia.
Sono inoltre appena tornato da pochi giorni dalla Sicilia dove ho accompagnato una coppia irlandese abbastanza conosciuta nelle cronache rosa e sportive in quanto lei è una modella e lui un giocatore di calcio gaelico; ebbene si sono innamorati di Taormina ed hanno deciso di sposarsi lì nel 2018».

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Ambasciatore della cultura pugliese in Irlanda: Daniele Napoleoni

Dalla finanza londinese alla promozione culturale pugliese. Come trasformare una passione in un lavoro.
«Ho lasciato la finanza per dedicarmi alle mie passioni». Daniele Napoleoni, 49 anni, con in tasca una laurea in giurisprudenza conseguita alla Sapienza, origini romane «ma sono pugliese d'adozione – puntualizza - la mia famiglia abita a Taranto». Atterra in Irlanda per la prima volta nel 2008. Ed è amore a prima vista: colori, sapori e la genuinità della gente. Un mix di ingredienti che va diritto nel cuore di Daniele. Il tutto dopo un posto di lavoro sicuro nella Londra della finanza. Lascia tutto e tutti e si dedica alla promozione culturale della sua terra del cuore: la Puglia. Costruisce un sito, tesse relazioni ed organizza eventi.
Ti manca l’Italia?
«L'Italia non mi manca molto, anche perché' per il mio business vado in Puglia spesso»
Cose è Puglia.ie?
«Puglia.ie è un agenzia di viaggi on line, ma il business ricopre la promozione turistica e culturale dell'Italia e della Puglia in particolare»
Come vedono gli irlandesi la Puglia?
«Agli irlandesi la Puglia piace molto, sta diventando una meta sempre più popolare. Della Puglia amano il clima mite, il mare, l'arte il cibo e l'atmosfera familiare e ospitale tipica della regione.
Cosa colpisce?
«La cosa che li colpisce di più è la varietà di paesaggi, la regione non è molto conosciuta e restano sorpresi da tanta varietà.
Obiettivi?
«Il mio obiettivo nel lungo periodo è crescere come attività, anche nel settore della musica. Infatti sto organizzando, con il supporto della Regione Puglia tramite le agenzie Pugliapromozione e Pugliasounds una serie di eventi a Dublino ed in altre città del mondo».

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Amanda Melling nel suo ultimo romanzo, Il Peso sul cuore, racconta il «Mal d’Irlanda» tra folklore, leggende, castelli, scogliere e folletti. Il desiderio di tornare in quel luogo incantato.

Amanda Melling si trasferisce in Irlanda e si dedica alla scrittura tra folklore popolare e folletti. E' autrice di IL PESO SUL CUORE dove racconta il «Mal d’Irlanda»

Italiani in Irlanda. Amanda Melling scrittrice italiana ed autrice del suo ultimo romanzo IL PESO SUL CUORE. Una storia che inizia a Sanremo e si sviluppa a Cong, nella contea di Mayo, nell'Irlanda occidentale. Amanda nasce a Londra nel 1977, da madre tedesca e padre italiano. Vive diversi anni in Liguria e Piemonte, si trasferisce in Irlanda con suo marito, anglo-irlandese. Nasce come scrittrice per la saggistica e la narrativa, in particolare quella dedicata alle donne. È direttore editoriale per la collana di romanzi rosa Amaranta di Antonio Tombolini Editore. Amanda dopo il trasferimento si dedica al settore del turismo, acquistando un Guesthouse, nella contea di Clare. Alla nascita del terzo figlio decide di trasferirsi nella contea di Mayo per dedicarsi completamente alla scrittura. Una scelta per raccontare il folklore popolare irlandese. Si sente attratta da una casa, in particolare, che è l’ispirazione del suo romanzo.

Cosa è il mal d'Irlanda?
«È la nostalgia di una terra piena di leggende e colori, di un'isola dove la gente suona nei pub antiche ballate tradizionali, con l'allegria nel cuore. È il desiderio di tornare in quel luogo incantato dove nascono storie di folletti e forti fatati, tra scogliere, muschio umido e colline di un verde vibrante. Questa è la storia di Erica, approdata sull'isola di smeraldo per cercare la zia, scomparsa molti anni prima in circostanze misteriose. Attraverso i racconti degli anziani del villaggio di Cong, la ragazza scoprirà che spesso la fantasia e la realtà non sono così inconciliabili, non in terre irlandesi. Un viaggio letterario alla scoperta dell'anima di un paese ricco di folklore sul Piccolo Popolo».

Come è nata l'idea e perché?
«Mi sono trasferita in Irlanda tre anni fa. Inizialmente avevo deciso di dedicarmi al settore del turismo, acquistando un Guesthouse nella contea di Clare. Alla nascita del mio terzo figlio ho deciso di trasferirmi nuovamente, nella contea di Mayo, e dedicarmi completamente alla scrittura. Volevo raccontare qualcosa della vita di un b&b, che per un anno ho sperimentato, e della mia più grande passione: il folklore popolare, che in terre irlandesi di certo non manca, specialmente per quanto riguarda il mondo dei folletti. Andavo spesso a passeggiare a Cong, e mi sentivo attratta da una casa in particolare, che ha dato spunto alla trama, trasformandosi nel b&b che nel romanzo si chiama The Fisherman's Lodge».

Amanda Melling il peso sul cuore irlanda castello di Ashford

Dove è ambientato?
«Il romanzo inizia a Sanremo, dove la protagonista vive, gestendo una focacceria di famiglia, per poi spostarsi interamente nel paese di Cong, nella contea di Mayo. Ci sono all'interno anche alcuni momenti a Galway, la mia città preferita».

Quali tematiche tocca?
«Principalmente il folklore popolare e la mitologia: il Piccolo Popolo, le credenze sui forti fatati, le leggende popolari dell'isola di smeraldo. E l'amore, che sboccia tra i protagonisti».

Quali sono i protagonisti principali?
«Erica, una ragazza ligure molto introversa e amante della cucina, Brian, il proprietario di un pub tradizionale irlandese, e Finn, proprietario del b&b dove la protagonista soggiorna. Ci sono all'interno altri due protagonisti importanti: una zia scomparsa nel nulla molti anni prima, su cui la nipote decide di indagare, e Ashford Castle. Si, perché per quanto si tratti di un albergo, i suoi giardini, terreni e dintorni sono sempre presenti nella storia».

Castello di Ashford da un’altra angolatura

Perché comprare il tuo libro? Verso quale pubblico ti sei indirizzata?
«Il romanzo ha un tocco dichiaratamente femminile, è rivolto a chi ha un'anima sognatrice, a chi crede nell'amore e anche al mistero. Ovviamente è soprattutto una cura per chi soffre di "mal d'Irlanda"».

La vera casa di Cong che ha ispirato il romanzo di Amanda Melling

Dove si può trovare il libro?
«Il peso sul cuore, edito da Antonio Tombolini Editore, si trova nei principali store online, come ad esempio Hoepli, Bookrepublic, Amazon, e StreetLib. Presto sarà anche in cartaceo».

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