×

Warning

JUser: :_load: Unable to load user with ID: 857
Menu

Un piano ruggente per nuovi posti di lavoro

L'Action Plan for Jobs 2014 è un impegno assunto dal Governo irlandese per la creazione di nuovi posti di lavoro entro la fine del 2016. Un piano che potrebbe davvero tradursi in realtà, dato il clima di crescente fiducia che si respira nell'isola a partire dall'ultima metà del 2013: secondo una ricerca condotta dal Quarterly National Household, il tasso di disoccupazione sarebbe calato di ben il 12 %, mentre il tasso di impiego crescerebbe del 3,3 % su basi annuali. Questa sarebbe quindi la luce alla fine del tunnel della recessione: la creazione di nuovi posti di lavori rafforza la ripresa economica e questa favorisce ulteriormente il tasso di impiego. Recuperare e mantenere la competitività diviene e permane un obiettivo prioritario: il governo di Edna Kenny si prenderà cura dell'economia nazionale, valorizzando le grandi, ma anche le piccole e medie imprese. Nel 2014 l'Irlanda ha ottenuto il diciasettesimo posto su scala mondiale nel Wordl Competitiveness Yearbook, ma l'isola di Smeraldo mira ora molto più in alto: l'obiettivo sarà quello di classificarsi tra le prime cinque nazioni più competitive. La tigre celtica è nuovamente pronta a ruggire di nuovo?

Read more...

Referendum Senato, autogoal del Governo, gli Irlandesi lo vogliono

Gli irlandesi votano contro l'abolizione del Senato. Oltre 1 milione e 230 mila voti validi. Il 51,7% dice no, mentre il 48,3% chiede la chiusura del senato. Votano il 39,2% degli aventi diritto. «Abbiamo perso e sono profondamente dispiaciuto. Accetto l'esito del voto» spiega il primo Ministro Irlandese Enda Kenny durante la conferenza stampa a Dublin Castle. Una doccia fredda per la maggioranza. Una sconfitta seppur con un ristretto margine di 42.500 voti. Il referendum era stato indetto dalla coalizione di governo guidata dal partito Fine Gael, che intendeva abolire il Senato con l'obiettivo di risparmiare 20 milioni di euro l'anno. Il partito Fianna Fail all'opposizione si è invece battuto per il mantenimento della camera alta, considerata un necessario strumento di controllo dell'azione di governo. I sondaggi indicavano una maggioranza di abolizionisti, ma anche un forte numero di indecisi, pari al 29%. L'affluenza alle urne è stata del 40%.
A sorpresa il referendum che doveva ratificare la decisione del Senato di autodissolversi è stato alla fine respinto.

Read more...

Si accende il dibattito sull’abolizione del Senato irlandese

Il Taoiseach Enda Kenny ha parlato oggi di fronte ai giornali per ribadire la posizione del Fine Gael sul referendum del prossimo 4 ottobre che segnerà le sorti del Senato irlandese. Anticipata da alcuni manifesti che sono cominciati ad apparire per le strade nei giorni scorsi, la campagna del partito di governo per l’abolizione della Camera Alta dell’organo legislativo irlandese è dunque cominciata ufficialmente con la benedizione del primo ministro. Il referendum è stato indetto lo scorso luglio con l’approvazione dello stesso Senato con 33 voti favorevoli e 25 contrari, superando il forte dissenso delle opposizioni. Il Fine Gael però è pronto ad andare fino in fondo nella sua battaglia. Per il primo partito dell’isola, il Senato è composto da una classe di dirigenti “vecchia, elitaria e non necessaria”, la cui estinzione risparmierebbe alle casse statali ben 20 milioni di euro circa ogni anno. Il Seanad Éireann, ovvero la Camera Alta dell’Oireachtas, il Parlamento nazionale irlandese, è ritenuto non necessario data l’attribuzione di minori poteri che la caratterizza rispetto alla Camera Bassa. In Irlanda, infatti, una proposta di legge può essere promulgata anche senza l’approvazione del Senato, con il solo accordo del Dáil Éireann, l’altra aula parlamentare, e del Uachtarán na hÉireann, il Presidente della Repubblica. Invece, l’accusa di racchiudere un corpo politico “vecchio ed elitario” deriva dalla controversa origine della carica di senatore, non dovuta ad un’elezione popolare diretta, bensì ad un sistema insolito e complicato. Di fatto, undici senatori sono nominati dal Taoiseach; sei sono scelti dai laurati delle due maggiori università pubbliche del Paese (tre per la National University of Ireland e tre per la University of Dublin); 43 sono nominati all’interno di cinque pannelli di candidati dal congiunto dei deputati delle due Camere e dei consiglieri degli organi locali. Nella teoria, questi candidati dovrebbero essere degli esperti nei cinque settori che danno nome ai pannelli (Amministrazione, Agricoltura, Cultura ed Educazione, Industria e Commercio, Lavoro), ma nella prassi è facile ritrovare tra loro uomini di partito non eletti direttamente all’altra Camera col suffragio universale. Da qui al 4 ottobre, Il governo farà leva su queste motivazioni per convincere gli elettori della propria scelta, le opposizioni invece punteranno il dito contro il malfunzionamento del Dáil, ammesso oggi anche da Enda Kenny, per mantenere il Seanad a guardia del meccanismo democratico.  Venerdì 4 ottobre vedremo a chi darà ragione il popolo irlandese.

Read more...
Subscribe to this RSS feed