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Le banche irlandesi non sganciano

La crisi delle costruzioni. Le banche irlandesi sono state trascinate al collasso a causa dell’esposizione nei confronti di un settore immobiliare che è letteralmente crollato. Il dimezzamento del valore delle case rispetto al picco del 2006 ha fatto fallire un numero impressionante di imprese attive nel settore, trascinando verso il baratro il sistema creditizio che aveva generosamente finanziato il boom immobiliare della Tigre Celtica. Il governo aveva dovuto effettuare costosi salvataggi per mettere in salvo le più importanti banche irlandesi, aggravando così il deficit di bilancio generato dalla recessione. Ma una seconda ondata di perdite potrebbe colpire anche le aziende creditizie ancora sane. Moltissimi irlandesi hanno difficoltà a pagare le rate della loro ipoteca sulla casa, e circa un quarto dei mutui potrebbe finire sott’acqua, ovvero il valore della parte da estinguere è superiore a quello dell’immobile posseduto. Un fatto che aumenta pericolosamente le possibilità di default dei debitori, e una situazione che potrebbe drasticamente peggiorare se la caduta dei prezzi delle case continuerà. Tra il 10 e il 20% dei mutui potrebbe essere cancellato secondo l’analista finanziario Peter Mathews, mentre cresce la sensazione che nel periodo della bolla immobiliare molte banche abbiano spinto molte persone a contrarre debiti che non potevano permettersi. Il debito dei mutui residenziali si è quasi triplicato negli ultimi 7 anni, grazie anche ad una politica lassista di stipule delle ipoteche iniziata a fine anni ’90, e nonostante i ritardi dei pagamenti delle ipoteche siano circa la metà rispetto a quanto succede negli Usa, le preoccupazioni rimangono molto elevate e i mercati finanziari ne risentono. Nei giorni scorsi i titoli delle banche quotate alla Borsa irlandese hanno perso molti punti percentuali, e il differenziale tra i titoli di stato decennali dell’Eire e quelli tedeschi è tornato su valori record.

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Dublino e gli affitti esorbitanti

Gli affitti a Dublino sono alti. Passeggiare a Grafton Street, la via più celebre di Dublino, solo pochi anni fa era come attraversare le vie più lussuose di Manhattan. Simbolo della ricchezza irlandese, le firme più prestigiose avevano le loro vetrine nella via che porta al Trinity College. Adesso invece la maggior parte degli spazi commerciali sono riservati a catene di fast food o negozi di cellulari, e si possono vedere picchetti di lavoratori licenziati dai megastore che non riescono più a pagare gli esorbitanti affitti. La crisi ha fatto crollare il mercato immobiliare irlandese, cresciuto a dismisura grazie ai crediti facili concessi dalle banche. La recessione ha colpito drammaticamente il potere d’acquisto delle famiglie, riducendo drasticamente i consumi. La situazione ha così reso insostenibile il mantenimento di molte attività commerciali, i cui affitti sono simili ai livelli pre 2008 ma che ora non possono essere più pagati dagli esercenti.

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Da paese povero a paese benestante

L'Irlanda passa da paese povero a paese ricco. Per ripiombare nel baratro. Ai tempi dell’adesione all’allora Comunità economica europea la Repubblica irlandese era il Paese più povero della Cee, e i suoi problemi si sono trascinati fino a tutti gli anni novanta. Nell’ultimo decennio del secolo scorso l’economia dell’Eire si è però impennata, con una crescita del Pil molto sostenuta, paragonabile a quelle delle emergenti economie asiatiche. Nacque allora il soprannome di Tigre Celtica, che esaltava l’Irlanda delle basse tasse sulle corporations, dei massicci investimenti diretti delle multinazionali americane, delle pacifiche relazioni industriali. Una ricetta esaltata anche dai cospicui trasferimenti portati sull’isola dai fondi di sviluppo europei, che hanno trovato nell’Eire uno dei casi di maggior successo, a differenza del nostro Mezzogiorno. La svolta nei rapporti coi fratelli dell’Irlanda del Nord, arrivata con gli accordi patrocinati dal governo Blair, contribuì a rendere il Paese di James Joyce e Bono Vox uno dei modelli ai quali molta classe dirigente europea guardava con ammirazione. Diventata nel nuovo millennio uno dei Paesi più ricchi al mondo, l’Irlanda è stata travolta dalla crisi. Deficit di bilancio record, una drammatica contrazione dell’economia, l’Eire è stato insieme all’Islanda il Paese europeo più colpito dalla recessione globale iniziata col crollo delle Lehman Brothers, e la situazione sembra ulteriormente peggiorare.

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