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Dublino e gli affitti esorbitanti

Gli affitti a Dublino sono alti. Passeggiare a Grafton Street, la via più celebre di Dublino, solo pochi anni fa era come attraversare le vie più lussuose di Manhattan. Simbolo della ricchezza irlandese, le firme più prestigiose avevano le loro vetrine nella via che porta al Trinity College. Adesso invece la maggior parte degli spazi commerciali sono riservati a catene di fast food o negozi di cellulari, e si possono vedere picchetti di lavoratori licenziati dai megastore che non riescono più a pagare gli esorbitanti affitti. La crisi ha fatto crollare il mercato immobiliare irlandese, cresciuto a dismisura grazie ai crediti facili concessi dalle banche. La recessione ha colpito drammaticamente il potere d’acquisto delle famiglie, riducendo drasticamente i consumi. La situazione ha così reso insostenibile il mantenimento di molte attività commerciali, i cui affitti sono simili ai livelli pre 2008 ma che ora non possono essere più pagati dagli esercenti.

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Da paese povero a paese benestante

L'Irlanda passa da paese povero a paese ricco. Per ripiombare nel baratro. Ai tempi dell’adesione all’allora Comunità economica europea la Repubblica irlandese era il Paese più povero della Cee, e i suoi problemi si sono trascinati fino a tutti gli anni novanta. Nell’ultimo decennio del secolo scorso l’economia dell’Eire si è però impennata, con una crescita del Pil molto sostenuta, paragonabile a quelle delle emergenti economie asiatiche. Nacque allora il soprannome di Tigre Celtica, che esaltava l’Irlanda delle basse tasse sulle corporations, dei massicci investimenti diretti delle multinazionali americane, delle pacifiche relazioni industriali. Una ricetta esaltata anche dai cospicui trasferimenti portati sull’isola dai fondi di sviluppo europei, che hanno trovato nell’Eire uno dei casi di maggior successo, a differenza del nostro Mezzogiorno. La svolta nei rapporti coi fratelli dell’Irlanda del Nord, arrivata con gli accordi patrocinati dal governo Blair, contribuì a rendere il Paese di James Joyce e Bono Vox uno dei modelli ai quali molta classe dirigente europea guardava con ammirazione. Diventata nel nuovo millennio uno dei Paesi più ricchi al mondo, l’Irlanda è stata travolta dalla crisi. Deficit di bilancio record, una drammatica contrazione dell’economia, l’Eire è stato insieme all’Islanda il Paese europeo più colpito dalla recessione globale iniziata col crollo delle Lehman Brothers, e la situazione sembra ulteriormente peggiorare.

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La tigre celtica sta affondando?

La tigre celtica sta affondando anche per le banche indebitate e economia che non riparte. Il modello di Dublino rischia di trasformarsi in un pericolo per l’euro? Nel 2008 l’Irlanda è stata la prima Nazione europea ad essere colpita dalla recessione globale. La vertiginosa caduta dei prezzi del mercato immobiliare ha fatto collassare il sistema creditizio dell’allora Tigre Celtica, trascinando una delle economie più fiorenti del Vecchio Continente in uno dei Paesi a maggior rischio per gli investimenti obbligazionari. La sigla PIGS, maiali in inglese, che si riferiva a Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, si è trasformata sui mercati finanziari internazionali in PIIGS, aggiungendo così anche l’Irlanda agli investimenti pericolosi per il mercato dei titoli di stato europei. Una poderosa caduta di un modello, quello irlandese, basato sulla bassa tassazione ed altri paradigmi delle economie anglosassoni, che era preso ad esempio da chi voleva dare una scossa alla sclerotica Vecchia Europa e ai suoi principi renani di alta spesa pubblica e solidarietà sociale. L'inversione di tendenza e' evidente. La ripresa degli investimenti americani c'e'. Aziende dell'IT e finanziarie assumono. Segno che tra Barack Obama ed Enda Kenny corre buon sangue. Il viaggio americano del primo ministro irlandese rafforza i legami di amicizia tra i paesi e aumenta la fiducia degli operatori economici. La Presidenza del semestre Europeo dell'Unione da un'ilteriore spinta fuori dalla crisi.

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Un tuffo nell'oceano

Finalmente l'estate è arrivata persino in Irlanda. Così se  in questi giorni, noi italiani abbiamo iniziato ad indossare il capotto, gli irlandesi sono passati direttamente a leggerissimi indumenti, definibili più estivi che primaverili.

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Grandiosa degustazione di Vini al Ciao..Bella Roma

Il  rinomato ristorante italiano “Ciao Bella Roma” inaugura la sua allegra, ma elegante “Tavernetta”, con uno squisito assaggio di specialità italiane e con una vasta varietà di vini pregiati. Protagonisti indiscussi della serata sono proprio i vini. Fondata nel 1986 l'azienda Feudi di San Gregorio, si propone come il marchio simbolico della rinascita enologica del Sud d'Italia. Tra i prodotti proposti ai palati di italiani e non, vini pregiati e premiati internazionalmente:il Fiano di Avellino, il Rubrato Aglianico, la Falanghina, il Greco di Tufo, l' Aglianico del Vulture hanno accompagnato le abbondanti e prelibate pietanze. Tra gli ospiti illustri, il Sindaco di Dublino , grande estimatore della musica, dell'enogastronomia italiana. Il Lord Mayor
Naoise Ó Muirí ,ormai un affezionato ed immancabile ospite degli avvenimenti organizzati dalla comunità italiana, ha ricevuto come dono di benvenuto dal ristorante “Ciao Bella Roma”una corposa cassa di vini.

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Irlandiani incontra il Senatore Ronan Mullen

Irlandiani incontra il Senatore Ronan Mullen a Lucan House la residenza del capo della diplomazia italiana in Irlanda. Enzo Farinella e Marta Spiga parlano con il politico irlandese durante l'evento promozinonale toscano organizzato dall'ambasciatore italiano. «Sono contento di essere qui. Amo l'Italia ed ho studiato italiano a Perugia. Non perdo l'accasione di assaporare il cibo italiano che considero tra i migliori del mondo» spiaga il senatore Mullen. Che stringe l'occhiolino alla rappresentanza italiana con in mano prosciutto toscano e un bicchiere di Brunello di Montalcino. «L'Italia è molto amata dagli irlndesi. Molti politici sono stati in Italia anche per ragioni lavorative. Sono tutti contenti di esserci stati» spiaga Enzo Farinella corrispondente dell'ANSA e rappresentante degli irlandiani. «Anche il sindaco di Dublino ha espresso simpatia per l'Italia» continua Marta Spiga giornalista di Irlandiani. Il Senatore Ronan Mullen sarà ospite d'onore al prossimo evento irlandiano.

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Quando piove l'ombrello in Irlanda non serve

L'ombrello in Irlanda non serve. Ecco la fine che fa un ombrello quando piove: viene cestinato. Il vento è troppo forte. La struttura viene piegata. Rendendo l'oggetto inutile. Il telaio si piega rischiando di essere anche pericoloso per se stessi e chi sta vicino. Questa foto è stata scattata in centro alla capitale celtica in Cardiff Lane a Dublino due nei pressi del Samuel Beckett Bridge, Dublino.

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