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L'ascesa economica irlandese

Francesco Dominoni direttore di Irlandiani Francesco Dominoni direttore di Irlandiani

Quando l’Irlanda entrò nella Comunità Europea, al seguito della Gran Bretagna nel 1973, era considerata uno dei paesi più poveri. L’economia gravitava attorno ai settori produttivi tradizionali, rurali e manifatturieri, scarsamente competitivi sul piano internazionale. Nel giro di soli 40 anni l’Isola di smeraldo ha reinventato se stessa, presentandosi come armata di fulgida determinazione e vibrante ambizione. Quali sono state le chiavi del suo successo? Sicuramente le politiche governative nettamente pro-business ed un favorevole regime di tassazione hanno creato un clima propizio agli investimenti esteri, ma non solo. L’Irlanda ha scommesso sul talento e sulla meritocrazia che hanno fatto da cassa di risonanza alle accattivanti low corporation tax, inducendo le imprese estere a mettere radici e ad espandersi. Il sistema educativo irlandese risponde pienamente alle necessità di un’economia competitiva. Questo dato è infatti riportato nell’autorevole IMD World Competitiveness Yearbook 2013. La stessa fonte indica eccellenti traguardi conseguiti in diversi campi: un ottimo ranking nella flessibilità e nell’ adattamento della manodopera, nel rispondere alle nuove sfide lavorative, accompagna una notevole valutazione della produttività oraria per lavoratore. Una classe lavorativa quindi, giovane, dinamica, ed altamente qualificata risulta essere un fortissimo polo magnetico per le aziende.

Last modified onTuesday, 09 September 2014 09:14
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