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La giungla dei semafori di Dublino

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La giungla dei semafori di Dublino

Chi conosce Dublino sa che nonostante sia una capitale di ridotte dimensione, anche qui il traffico produce notevoli problemi. Un contributo fondamentale al cosiddetto “traffic jam” è costituito dal sistema dei semafori, i quali sorprendentemente  costituiscono nell’arredo urbano una novità: negli anni 60 erano praticamente assenti e i maggiori punti di snodo erano regolati da un poliziotto della Garda, tra questi  il nodo critico di O'Connell Bridge gestito in questo modo fino agli anni 80. Quando vennero introdotti come un’innovazione avenieristica, in realtà erano totalmente scordinati. Ora invece sono totalmente computerizzati e controllati in maniera centralizzata. Cosa è migliorato? C’è chi dice molto, ma c’è anche qualcuno che sostiene niente. Alcuni infatti mettono in rilievo che  Dublino è  una città dove il semaforo pedonale diventa rosso , ambra e verde . Quindi ciò comporterebbe, rispettando pienamente i tempi d’attesa,  un ciclo più lungo anche se  quasi mai sincronizzato con i vicini semafori con  enormi problematiche. Altri invece affermano con la prova del cronometro, che il verde avrebbe una durata di circa 8 secondi, mettendo in pericolo l’attraversamento di chi come gli anziani potrebbe avere  difficoltà a percorrere  anche  brevi distanze in tempi così rapidi. Un altro tema di animata discussione è  la stranezza della percezione delle luci: l’automobilista ed il pedone spesso si trovano a dover interpretare la tonalità prevalente nei semafori che sembra dare piuttosto che una scelta precisa, una  tra il rosso e il verde . Dando un’occhiata più attenta è poi  possibile notare che nonostante il nordico rispetto delle regole, è abbastanza frequente vedere attraversare i pedoni fuori dalle strisce: insomma si corre e si tenta costantemente la sorte nella celtica giungla cittadina!

 

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