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Stefano Chini Balla racconta le opportunità dell’IT a Dublino Featured

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Stefano Chini Balla alla sua scrivania di country manager alla EuRGI Ireland Stefano Chini Balla alla sua scrivania di country manager alla EuRGI Ireland
Nonostante la crisi economica, l’Irlanda continua a offrire numerose opportunità di lavoro, anche per chi proviene dall’estero. Tra i settori che stanno facendo le fortune del recupero economico irlandese c’è senz’altro quello dell’IT. Abbiamo intervistato Stefano Chini Balla, manager della EuRGI Ireland, società irlandese facente parte di RGI Group, per scoprire la sua esperienza e saperne di più sull’argomento.
Mr. Chini Balla, qual è il suo ruolo all'interno della società? Da quanti anni è in Irlanda per questo lavoro?
Ho cominciato a lavorare per la RGI 21 anni fa come programmatore. Quando ho lasciato l’Italia, ero già direttore tecnico. Lo scorso anno si è presentata l’occasione di seguire l’espansione della società verso il mercato estero: ho accettato e così sono a Dublino da nove mesi come country manager per l’Irlanda e Regno Unito.
Di cosa si occupa la società? E quali opportunità ha trovato a Dublino?
Sviluppiamo software e servizi per il mondo delle assicurazioni. La nostra azienda è una subsidiary di un grosso gruppo italiano. La RGI lavora da più di 25 anni in Italia, dove è diventata leader del settore. Consapevoli della maturità dei nostri prodotti, abbiamo deciso di varcare i confini nazionali alla ricerca di nuove opportunità di mercato. A Dublino c’è il nostro tecnology center, dove sviluppiamo il prodotto per il mercato internazionale. Inoltre, abbiamo sedi in Francia, Tunisia e da qualche mese anche in Germania.
Come mai Dublino attira così tanti investitori nel campo dell’IT?
Essenzialmente per tre ragioni. Le condizioni favorevoli all’apertura di nuove società, grazie al supporto di agenzie governative come IDA e Enterprise Ireland, e gli incentivi alla ricerca e sviluppo, vitali nel settore IT. La presenza di altre società del settore importanti, che sentono la creazione di network relazionali in grado di far crescere il know-how tecnologico. Infine, un mondo universitario che offre molti giovani preparati, soprattutto nei campi del computer science e dell’information tecnology.
Com’è cambiata la situazione nel corso del tempo e come ha reagito la sua azienda alla crisi economica?
Il campo delle compagnie assicurative ha risentito della crisi ma è stato in grado di reggere, adattandosi come non è stato fatto altrove. Questo è valso anche per noi: i competitors sono diventati aggressivi, però noi abbiamo risposto bene grazie alla qualità della nostra offerta. E in più abbiamo cominciato a esplorare il mercato estero, dove contiamo di incrementare le vendite nei prossimi tre anni.
Che rapporti conserva col suo Paese di origine? E cosa lo lega in particolare con la sua nuova terra?
Essendo qui da poco, conservo ancora tanti legami in Italia con familiari e amici, ma anche per motivi di lavoro. Qui in Irlanda la gente è molto cordiale, soprattutto con gli italiani, ed è stato facile fare nuove amicizie. Con il mio tipo di lavoro non posso fare piani a lunga scadenza, ma conto di rimanere qui almeno per i prossimi tre anni.
Consiglierebbe a un giovane, ma anche meno giovane, studente o lavoratore, di trasferirsi in Irlanda? E quali suggerimenti si sentirebbe di dargli per affrontare la sua nuova esperienza?
Decisamente sì. Dublino è una città giovane, fervente di relazioni umane, con una gran varietà di culture diverse e un ambiente universitario di primordine. Qui, a differenza che altrove, i dati sulla disoccupazione giovanile sono in calo, anche se viziati da un’emigrazione in aumento. Il consiglio che do a chi viene per studiare è di stringere amicizie con studenti di altri Paesi per massimizzare l’esperienza formativa anche setto il profilo umano. A chi viene per lavorare consiglio di non sottovalutare l’aspetto della lingua. È fondamentale essere ben preparati con l’inglese per poter cogliere sin da subito le opportunità lavorative che si potranno presentare.
 
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