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Il Made in Italy in Irlanda, una risorsa da custodire Featured

Ristorante "Campo de' Fiori" a Bray, portabandiera della cucina italiana in Irlanda Ristorante "Campo de' Fiori" a Bray, portabandiera della cucina italiana in Irlanda

Quando il nome dell’Italia varca i confini del Bel Paese, molto spesso lo fa come sinonimo di alta qualità se non addirittura di eccellenza. In particolar modo quando si parla di gastronomia, la cucina italiana da sempre si conferma tra le più apprezzate. Anche qui a Dublino la situazione non è differente: tra i tavoli dei ristoranti per le strade o tra i banconi dei supermercati, il Made in Italy è richiestissimo. Per i tanti italiani che lavorano in questo settore in Irlanda, importando qui i sapori tipici dello Stivale, è una grossa opportunità di lavoro, ma anche una notevole responsabilità. Marco Roccasalvo, lo chef italiano più premiato nell’isola, è consapevole di quest’onere: “voglio che i clienti avvertano il rispetto che nutriamo per la cucina che rappresentiamo. Quando serviamo i nostri piatti ai clienti, noi tutti siamo come degli ambasciatori del nostro Paese di origine.” Allo stesso tempo, mette in guardia contro i falsi italiani: “in giro per i supermercati trovate tanti prodotti con marchi che richiamano alla nostra lingua e disegni che si rifanno al tricolore, ma che non hanno nulla di italiano. Pure nei ristoranti, molti hanno insegna e nome italiano ma proprietari e chef non lo sono affatto. E anche tra i nostri compaesani purtroppo c’è chi si è lasciato andare e ha preferito adeguarsi ai gusti della clientela.” Un esempio? “Guardate quanti ristoranti italiani hanno nel loro menu la pasta col pollo: tantissimi, ma in Italia questo piatto non esiste. Dobbiamo tutelare meglio la nostra cucina, come fanno i francesi, che hanno registrato tutto. Non sono più bravi di noi ai fornelli, eppure hanno saputo preservare l’autenticità dei loro prodotti.” Difendere il buon Made in Italy è difficile anche quando si parla di enologia. Pasquale Cavaliere, tra i più noti importatori di vini in Irlanda, ci spiega che anche nel suo settore non sono tutte rose e fiori. “La qualità è importantissima, e il prezzo molte volte fa la differenza. Si possono distribuire nel mercato tanti tipi di Chianti per esempio, ma non tutti daranno lustro alla nostra tradizione alla stessa maniera. È un peccato, ci rimette innanzitutto la reputazione delle nostre etichette, e in secondo luogo chi invece lavora con professionalità”. Insomma, la fama della gastronomia italiana è continuamente attentata da gente senza scrupoli che pur di guadagnarci non teme di scendere a compromessi, a discapito della qualità. Un’attenta ricerca, però, magari accompagnata dal buon vecchio passaparola, possono sempre portarci a tavola le squisitezze di casa nostra, anche a Dublino o in giro per l’Irlanda.

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